C’era Tiziano Scarpa, ieri, su Fahrenheit, che diceva che lui, dai venti ai trent’anni, ha avuto una fase, una fase in cui ha letto tutti i libri di Thomas Bernhard, diceva Tiziano Scarpa su Fahrenheit ieri, e diceva, Scarpa, che un libro che ha segnato una tappa nella sua vita, come un punto specifico nel quale ha sentito il suo passaggio dalla giovinezza alla maturità, diceva Scarpa ieri a Fahrenheit, è stato proprio Estinzione di Thomas Bernhard, il suo libro più torrenziale, in cui Thomas Bernhard, conscio di essere Thomas Bernhard, si cimenta in una parodia di Thomas Bernhard; diceva, quindi, Scarpa, ieri a Fahrenheit, in una puntata in cui si parlava di libri lasciati a metà, che Estinzione, di Thomas Bernhard, è stato un libro che lui, Tiziano Scarpa, ha lasciato a metà, e non solo non è riuscito a finirlo, ma lui, Tiziano Scarpa, da quel momento non ha più letto un solo libro di Thomas Bernhard.

Io lo devo ammettere, che oltre ad essere un lettore affezionato di Thomas Bernhard, sono anche un ascoltatore affezionato di Fahrenheit, io, tutti i giorni, dalle tre alle tre e un quarto, tre e venti, tre e venticinque, secondo i giorni, delle volte anche tre e mezza, ascolto Fahrenheit mentre sono in macchina che sto andando in ufficio.

Da ascoltatore affezionato di Fahrenheit, debbo dire che non mi era mai capitato di divertirmi come ieri, nella puntata in cui si parlava di libri lasciati a metà, in cui una signora, Caterina da Perugia, se non sbaglio, diceva che aveva lasciato Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez a pagina cinquanta. Diceva questa signora che arrivare a pagina cinquanta è stata una fatica, un lavoro immenso, dato che lei il libro, Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez, l’aveva odiato fin da pagina due. C’era Marino Sinibaldi, conduttor compito, che le ha offerto, del libro Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez, una rarissima edizione illustrata, una gioia per gli occhi, diceva Sinibaldi, che lui personalmente, Sinibaldi, aveva doppia, e che le avrebbe donato volentieri purché la signora che chiameremo Caterina da Perugia proseguisse nella lettura. La signora non ne voleva sapere proprio, diceva che se così stavan le cose (diceva proprio Se così stan le cose) non c’era proprio sintonia tra lei e Garcia Marquez, e Sinibaldi ha ripetuto la sua offerta della magnifica versione illustrata, dicendo che se proprio non voleva leggerla, poteva almeno guardare le figure.

Io mi son divertito, eh, ma mi rendo conto, che raccontato, vien peggio.

Fortuna che c’è anche l’audio, peccato sia in RealAudio.