Tutti gli americani di una certa età dicono di ricordarsi dov’erano e cosa facevano quando Kennedy è stato assassinato a Dallas. Tranne uno: Kennedy.
(Tullio Avoledo, Lo stato dell’Unione)
ioguido, qui

Una cosa bella del Fincipit è che continuano a arrivare commenti a distanza di qualche mese, e tutti i giorni o quasi si aggiunge qualche perla rara alla collezione.

Oggi volevo dirvi che pare che alla fine, il libro dei Fincipit, ci sia la possibilità (non si sa ancora quanto concreta, ma c’è) di farlo. Quindi se avete dei Fincipit nel cassetto, o avete voglia di cimentarvicisi, fatelo ora. Diciamo che per un paio di settimane ancora, c’è tempo per metterli nel solito posto (il post che si chiama, per l’appunto, Fincipit), che si può facilmente raggiungere anche dall’indirizzo

www.fincipit.it

Per ricapitolare le regolette:

La prima: il fincipit deve venire da un incipit. L’inizio di un romanzo, una poesia, una canzone, un’opera teatrale o quel che vi pare. Sappiamo che sembra una precisazione scontata, ma tante volte capita di dimenticarsi dell’ovvio. I ritornelli delle canzoni, per quanto famosissimi, non sono quasi mai degli incipit. Per me si va nella città dolente non è un incipit. Volare oh oh e Trottolino amoroso neppure. Certo, è un peccato, ma su questo bisogna esser chiari.

Poi: per canzoni e poesie, non sentitevi obbligati a rispettare ad ogni costo la metrica o le rime originali. Si possono fare cose bellissime sia in un senso che nell’altro. L’essenziale è non ridursi al semplice esercizio di stile.

Un’altra cosa. Citate titolo e autore dell’opera originale, soprattutto se non è universalmente famosa.

Negli ultimi giorni, hanno contribuito ioguido, henrietta, Davide L. Malesi, Giancarlo Tramutoli, Subbaqquo, Sonetti, Regulus21, Byro, Gab (elenco in aggiornamento…).