C’è un libro che mi ha regalato Polli, che si chiama Leggere e scrivere, di V.S. Naipaul che contiene le riflessioni dello scrittore sul suo percorso, strettamente collegato alla sua vita e alle sue radici. Mentre lo leggevo, mi son segnato questa roba, che si trova proprio all’inizio, che mi è piaciuta un bel po’:

Nel mio caso, tuttavia, l’ambizione di diventare uno scrittore fu per molti anni una specie di impostura. Mi piaceva farmi dare una penna stilografica, una boccetta di inchiostro Waterman e quaderni nuovi a righe (con i margini), ma non provavo né il desiderio né il bisogno di scrivere qualcosa; e difatti non scrivevo niente, nemmeno lettere: non c’era nessuno a cui mandarle. A scuola non ero particolarmente bravo nei temi; a casa non inventavo né raccontavo storie. E sebbene i libri nuovi mi piacessero come oggetti, non ero un gran lettore.

Dopo, a questo tizio qua, gli han dato il Nobel.

Per dire.