C’è un palazzo dove, per motivi di lavoro, io vado sempre, e in quel palazzo, le pubblicità dell’Auchan, dell’Euronics, della Standa, di Trony, dei mobilifici, tutte quelle pubblicità che arrivano quasi tutti i giorni, io quando arrivo non le trovo mai disposte nelle buche delle lettere, parzialmente infilate dall’alto come succede in tutti gli altri posti, ma le trovo sempre per terra, buttate a casaccio, sotto le buche delle lettere.

Oltre a sembrare uno spreco ancora più grande di quel che non sia già di solito, queste pubblicità per terra danno un’aria all’atrio del palazzo, un’aria che lo fa somigliare più a una discarica che non a un atrio di un palazzo, ed è, perdonate la mia borghesitudine, una cosa oltremodo disdicevole.

L’altro giorno son entrato in questo palazzo, e con mia somma gioia, le pubblicità erano parzialmente infilate, ordinatamente, nelle buche delle lettere, proprio come, secondo me, dovrebbero essere, e ho pensato, vedendo che finalmente i ragazzi, probabilmente alle prime armi, che le distribuiscono, avevano imparato come si fa il lavoro in maniera corretta, massimizzando la visibilità delle pubblicità da parte dei condòmini e minimizzando l’impatto ambientale nei confronti dell’atrio del palazzo.

Son salito su, che dovevo lavorare.

Dopo poco, son ridisceso.

C’era una signora che prendeva tutte le pubblicità parzialmente infilate nelle buche delle lettere e le buttava per terra, e mentre io passavo, guardandola sconcertato, ne apriva qualcuna a caso dicendo

Bisogna star attenti, che delle volte si rischia di buttar via anche la posta.