Elogio della cintura.
venerdì 13 aprile 2007
C’è Ugo Cornia che ha scritto un libro che si chiama Le pratiche del disgusto (ne ha già inserito un estratto lo svizzero, e se conosco bene i miei polli, prima o poi ne parlerà anche quell’altro), e ieri, mentre tornavo a casa, nel percorso purtroppo breve tra la macchina e la casa, lo stavo leggendo, e mi stavo chiedendo se questo libretto, assai pregevole peraltro, fosse un romanzo o cos’altro, quand’ecco che sono entrato in casa, e in casa c’era Polli, e quando sono entrato in casa, ho posato la borsa, mi son tolto le scarpe come si fa tra noi persone civili che abbiam rispetto del fatto che c’è qualcuno che i pavimenti li pulisce, mi son tolto la giacca, e nel momento in cui mi toglievo la giacca Polli, che era lì seduta sulla chaise longue leggendo un romanzo di tale Hotakainen, mi ha detto Ma che bella cintura che hai.
Ma che bella cintura che hai, mi ha detto Polli mentre mi stavo togliendo la giacca, ben sapendo che quella cintura era stata Lei stessa a regalarmela, e quindi compiacendosi del fatto che la cintura che Lei mi aveva regalato fosse utile e piacevole alla vista senza contare il fatto che si coordinasse perfettamente al resto del mio abbigliamento e della mia persona, perché no.
Difatti, in tutta risposta al suo Ma che bella cintura che hai, io ho cominciato a dire cose come Hai ragione, è bella, perché è sobria, ma allo stesso tempo è importante, e sai bene che non dico le cose a vanvera, visto che da quando ce l’ho potrai notare che non l’ho mai tolta, non c’è stato un giorno, da quando ho questa cintura, che io non l’abbia portata, ed è questa la miglior testimonianza della qualità intrinseca di questo apparentemente insignificante articolo di pelletteria.
Poi son passato ad elogiare le qualità della pelle. della fibbia, e mentre ero lì che enumeravo, con Polli stupefatta di stare ad ascoltare tante puttanate, mi son fermato un attimo e mi son detto
Aspetta.
Ma non starò mica facendo una recensione di una cintura.



29 commenti
La comprendo e la compatisco.
pensa che oggi lo svizzero voleva metter su un estratto da “un altro che non ero io” di daniele benati, ma poi no.
Ora esigo di vedere un foto della cintura. O la metterai il 28? ;-*
“una”, mannaggia al galòp.
eh, i tuoi polli li conosci, solo che ho comprato l’ultimo di benati, ora non so mica se parlare prima dell’uno o prima dell’altro.
poi, a proposito del se questo libretto assai pregevole sia un romanzo o cos’altro, l’altro giorno siamo andati in libreria, io e simona, ho comprato appunto l’ultimo di benati, allora simona mi ha chiesto: “ancora racconti?”, poi ha aggiunto: “ma un romanzo, da quanto non lo leggi?”
io ci ho pensato su, “ma quello di cornia vale come romanzo?”, le ho chiesto?
“no”, m’ha detto!
Eìo, la classica cintura che (ogni volta che la infili)
fa stupire” i passanti”. No?
Dopo questo, ho deciso che da oggi in poi leggerò il tuo blog. ^^
Io apprezzo soprattutto la cosa di togliersi le scarpe.
Anch’io, perché mi fan sempre male i piedi.
Bon, solo questo: MITICO ;)
a roma, per dire, nessuno adoprerebbe mai il termine: cintura
Recensire una cintura ha la sua dignità in un mondo dove si recensisce la tv
dato che trattasi di cintura … io parlerei di recinzione più che di recensione ….
Come quelle recensioni che girano in tondo…(sulla capacità di tenuta, stringenti, che sostengono che hanno la chiusa che rimanda all’incipit…)
Gigi Massi: “Er tevere te serve da cintuuuraaaa”! Tipica canzone romana.
Detto ciò, penso che si dovrebbero recensire le amicizie. Quelle, ad esempio, che diventano stratte come una cintura e se ti azzardi a dire: “Allarghiamo un buco”? Apriti cielo! Comincia tutto un: ” Cara, hai un minuto? No, non ti disturbare per me, ma se hai bisogno, dimmi pure”…
Impossibile trovare una misura tra l’assoluto strangolante e il respiratorio affezionato. Chi non è con me (giorno e notte, SEMPRE) è CONTRO di me.
Ho solo detto: “Ho UN MOMENTINO di stanchezza”! Ecchediamine!
No scusa Gigi, a Roma che termine si userebbe?
se mettevi anche la lunghezza in cm potevamo anche capire la taglia che porti…che recensione imprecisa ;-)
Non “strAtta”, strEtta. Ovvio.
Beato te, Eìo: le cinture ho dovuto eliminarle tanto tempo fa!
Panza un po’…!
…e le bretelle? Manco una stroncatura.
Un po’ di elasticità. Diamine.
@ la spostata: cinta
Una recenzione di un accessorio la trovo importantissima.
Perchè gli accessori sono dei dettagli che spesso possono essere fondamentali.
Io ho una cintura con sfondo nero e tutte le facce dei dadi in sequenza modulare. Tutti me la invidiano, eppure è costata poco, non è di grande qualità a volte la perdo…
Ma da qualche mese a questa parte tutti la notano.
Allora mi sono chiesta: “Tutti quelli che mi stanno attorno sono degli ottimi osservatori?” oppure siamo così bombardati di input pubblicitari che per reazione opposta ci stiamo riavvicinando all’essenziale ed alle piccole cose quotidiane?
Ma la cinta e’ quella dei castelli.
anfatti, la cinta MVRARIA
se di cinta senese si tratta, meglio le bretelle.
Tu non solo conosci bene i tuoi polli, ma anche la tua Polli.
Cintura (lat: cinctura) da cingere. (1) Striscia di cuoio (2) Punto vita
Cinta (lat: cincta) part. pass. verbo cingere.
Stessa radice e significato.
CINTA (4): Cintola (PUNTO VITA).
“Vedi là Farinata che s’è ritto/ da la cintola (cinta) in su tutto ‘l vedrai”. Dante.
Cinta (1) Cerchia di mura attorno a una città eretta a SCOPO DI DIFESA.
E si vede che a Roma siam stufi da un pezzo delle invasioni barbariche (non tv). Perciò abbiamo pensato di CINTARE (o cingere) anche la nostra persona :-)
A Cuneo si parla un buon italiano, immagino. Perché qui ci si domanda se lassù avete anche da lavorare, oltre che rompere gli zebedei a noialtri.
:-D Mi dà un CAPPUCCIO col cacao? ;-)
Roma caput mundi, spiacente. Baci. :-)
‘mo vi cingo di cingomma. ;)
Un bascio da Debborah! :-D
No Anonimo, io!