Ho visto che Philapple mi chiama a raccolta per definire che cosa voglia dire Essere blogger, e io, pur aborrendo come al solito le chiamate forzose, raccolgo l’invito. Però, essendo assai poco analitico, e quindi poco bravo nel dar delle definizioni alle cose (ne dimentico sempre dei pezzi)(poi mi vengon in mente dopo, e mi do delle manate sulla fronte che non ne avete un’idea), allora ho pensato, ci scrivo una storiella. Poi ho pensato che l’avevo già scritta.
l’altra sera avevam gente a cena, eran lì che parlavano, io, come mi succede spesso, ho perso lo sguardo nel vuoto.
mi son trovato lì che fissavo un punto nel muro, non te ne accorgi quando lo fai, ma sei lì, stai guardando un punto preciso ma indefinibile sul muro davanti a te. gli altri non lo capiranno mai che punto stai guardando, e neanche perché, e neanche te non lo sai che cosa stai guardando e neppure perché è, in qualche modo, più interessante della conversazione di quel momento.
ma tu sei un blogger, e il blogger, come lo scrittore, acquisisce questa strana abilità, quella di astrarsi da quel che sta succedendo, e vederlo dall’esterno. è una delle cose belle del bloggare, il poter, in ogni situazione, porsi fuori dal contingente, e dirsi Magari ci faccio un post.
allora io ero lì che mi guardavo guardare quel punto nel muro e mi piaceva andare a vedere, ispezionare quel punto nel muro per vedere che cosa mai poteva essere così interessante.
allora mi son posto in asse con me stesso e ho cominciato a guardare nello stesso punto in cui guardavo, e, focalizzando l’attenzione, mi sono accorto che il mio sguardo, ed anche il mio, era come un raggio laser, che forava il muro e riusciva a vedere aldilà.
il mio sguardo, ed anche il mio, oltrepassava il muro, oltrepassava il cortile, entrava nel palazzo di fronte, ne usciva come la freccia di guglielmo tell, il mio sguardo vedeva tutto quanto avveniva in linea retta in tutto il mondo, affrontava le insidie dell’atmosfera e si curvava, seguendo il curvarsi della terra. ho visto montagne, dal di dentro e dal di fuori, ho visto mari, ho visto costruzioni, ho visto gente, ho visto oggetti che non potevo identificare, finché non ho visto me stesso, e me stesso, che guardavamo un punto nel muro.
e tutti i convenuti alla tavolata che mi guardavano.
allora mi son riunito in un unico me stesso e ho cominciato un discorso qualunque, come niente fosse.


13 commenti
Non se ne dimenticherà nessun altro e tutti ti giudicheranno per quella cosa lì che hai scritto, e che dieci minuti dopo che l’hai postata si sarà rivelata una stronzata. Un motivo per non avere un blog è che poi dopo diventa un’ossessione, e diventa anche difficile, io immagino, per coloro che devono vivere con uno che ci ha un blog, vivere con uno che tutto quel che vede, sente o dice, lo vedi che sta elaborando per farlo diventare un post. Un motivo per non avere un blog è che poi ti senti obbligato a scriver
Non se ne dimenticherà nessun altro e tutti ti giudicheranno per quella cosa lì che hai scritto, e che dieci minuti dopo che l’hai postata si sarà rivelata una stronzata. Un motivo per non avere un blog è che poi dopo diventa un’ossessione, e diventa anche difficile, io immagino, per coloro che devono vivere con uno che ci ha un blog, vivere con uno che tutto quel che vede, sente o dice, lo vedi che sta elaborando per farlo diventare un post. Un motivo per non avere un blog è che poi ti senti obbligato a scriver
ae lla fine pure un bel rutto via
dai, quelli son i bloggher svizzeri ;)
penso di si, eio.
ma penso che questo sia “essere un certo tipo di blogger”.
non so, forse io sono affascinato ancora dalle troie gotiche di splinder [che non esistono].
:D
cmq, condivido questa definizione di blogger, ma non credo sia così per tutti. ecco. volevo dirtelo.
caino, fortunatamente sono un relativista convinto!
Calviniano
“…il mio sguardo, ed anche il mio, oltrepassava il muro, oltrepassava il cortile, entrava nel palazzo di fronte..”
Anche tu usi gli occhialini ad infrarossi per vedere la vicina mentre si sta facendo la doccia vero?
io ricordo in particolare un’occasione dove invece dicevi che quando si è blogger, e si è ispirati, si vede un post in ogni cosa, mentre talvolta non lo si è e non esce nulla manco con le pinze… linkai addirittura il tuo pensiero in un post che intitolai “Vuoto cosmico”. Cose da blogger, insomma.
ho messo qui alla destra di ogni post una lista di altri post che potrebbero interessare (già una volta, ce l’avevo, ma poi mi son sempre dimenticato di metterlo) se ti interessa questo. chissà se c’è il post che interessa a te, Dani.
davide, sì, li ho comprati alla same-govj
amauroto, see, figurati.
[...] motivo per non avere un blog è che poi dopo diventa un’ossessione, e diventa anche difficile, io immagino, per coloro che devono vivere con uno che ci ha un blog, vivere con uno che tutto quel [...]
[...] motivo per non avere un blog è che poi dopo diventa un’ossessione, e diventa anche difficile, io immagino, per coloro che devono vivere con uno che ci ha un blog, vivere con uno che tutto quel [...]
che copiare un blog non si può, ie i pos, ne i blogroll ne i font o il beggraund e nemmeno lo stile eppure ti escono dai tasti parole che a me restano nella testa per far restare la testa sul collo.
Sai che la vita da blogger la facevi prima ancora di fare il blogger e di muri e palazzi di fronte ne hai trafitti tanti da restare solo a scrivere che ti stanchi di scrivere e quello che hai scritto magari mezz’ora dopo non ti piace e dici ma che cazzo.
eiochemipensavo che non mi capivo e ti trovo invece eiochemipensavo.
Bellissimo blog che mi fa venir la voglia di scrivere di nuovo e non su commissione.