Ci son delle storielle che van raccontate, ma le storielle, son atemporali, è questo il bello delle storielle, che uno capita su un blog che racconta le storielle, ci trova una storiella dell’anno scorso e gli piace lo stesso, perché una bella storiella non ha vincoli di spazio e di tempo: le storielle son così.

E’ anche un po’ per questo che in questo blog qui si raccontan spesso delle storielle e non si parla molto della contemporaneità, perché la contemporaneità il giorno dopo diventa brutta e vecchia, e se io mi ritrovo a leggere un mio vecchio post e penso che è brutto e vecchio mi vien la tristezza, e mi vien voglia di buttar via il blog dalla finestra (anche se non si può, buttar via un blog da una finestra, e un po’ mi dispiace, perché coi libri si può fare, questo atto liberatorio di buttarli giù dalla finestra).

E anche nel raccontarle, le storielle, c’è sempre tempo, perché magari ne hai in mente una, e vorresti postarla, ma non cambia niente se la posti oggi o domani, perché se è una bella storiella, andrà bene anche domani.

Infatti oggi avevo in mente una storiella, che probabilmente domani mi sarò già dimenticato, però non la posto mica, perché ieri sera su BlogBabel ha fatto la comparsa una cosa, che in qualche modo sento anche un po’ come figlia mia, che son i libri di cui parlano i blogger.

E allora io oggi son contento, e le storielle, facciam la prossima volta.