Venerdì mattina mi è successo che quando mi son svegliato, ho messo su il caffè, mi son andato a lavare, e poi, bevendo il caffè mi son messo lì a guardar la posta, e c’era un messaggio di melpunk che diceva che era uscito il nuovo libro di Paolo Nori e io non lo sapevo, allora son andato su ibs e ho visto che era proprio uscito, allora ho fatto un post veloce sul tumblr perché così lo sapevano anche degli altri che magari son dei fan di Paolo Nori, e magari non lo sapevano che era uscito.

Ché i fan di Paolo Nori son un po’ una massoneria, si conoscon tutti tra loro, infatti poi alla sera ho visto un messaggio sul twitter di Francesco che diceva che se ne andava a legger il nuovo libro di Paolo Nori, non lo so se lo sapeva di suo o se l’ha letto da me. E a me m’è venuta la rabbia che lui stava già andando a leggerlo e io non avevo ancora trovato il tempo di andare a comprarlo.

Allora sabato mattina avevo delle cose da fare, poi andare da un cliente, poi andare da mia mamma a mangiare, e prima di andare da mia mamma son andato in libreria, c’era il libraio barbuto, gli ho detto Ma non mi hai detto niente! e lui era stupito, non capiva di cosa parlavo, allora io gli ho detto Ma come, è uscito e non mi hai detto niente! e lui, Ah, hai ragione, vado subito a prendertelo. Polli poi mi ha detto che io son uno di quelli che van nei bar e ordinano Il solito e il barista capisce.

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Mi son messo subito a leggerlo, e mi è sembrato che fosse bello. Poi stamattina, quando ero nel bagno, mi son accorto che invece di portarmi il compiuter mi son portato il libro, e allora voleva dire che era proprio bello.

Mentre ero lì che leggevo, poi, in cucina, il compiuter ha fatto Plin e c’era un messaggio di Giancarlo Tramutoli che diceva Immagino che ce l’hai già tra le mani, sennò sbrigati che è un libro meraviglioso.

Ché i fan di Paolo Nori, son un po’ come la massoneria, si conoscon tutti fra di loro.

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Oggi, l’avevo quasi finito, son uscito ché dovevo andare a prendere la bici, l’avevo lasciata in ufficio, e allora son andato giù a piedi, e mentre camminavo leggevo il libro.

Davanti a un bar c’eran degli stranieri tutti ben vestiti che parlavano, poi c’era uno un po’ più alto degli altri, che parlava un po’ più forte degli altri, che ha detto una cosa come Staprusto totesti maprosta, e gli altri, tutti giù a ridere.

Quando son arrivato in piazza, c’era un palco, e sopra c’eran dei musicisti, c’era il batterista che provava il rullante, sulla tenda c’era scritto MPS day e allora mi son tenuto un po’ lontano, ché una roba di una banca, poi stai sicuro che voglion farti aprire il conto.

Ci avevano il piano, diversi fiati, il banjo, il contrabbasso, e allora mi è sembrato che poteva essere una cosa interessante, e allora son rimasto lì, un po’ lontano, un po’ in disparte, a leggere, ché ero alle ultime pagine.

Han attaccato una roba che non sembrava mica di essere a Cuneo, sembrava di stare a New Orleans. Poi magari i musicisti venivan da Spinetta e da Passatore, però non me ne fregava niente, era bello, sembrava New Orleans.

Poi han attaccato un secondo pezzo, e mentre suonavano io ho finito il libro di Paolo Nori, e mi son commosso, facevo finta di niente ma mi son venute le lacrime, le nascondevo, ma son venute lo stesso.

Ha ragione Tramutoli, il libro è bello bellissimo.

Si chiama La vergogna delle scarpe nuove, e l’ha scritto Paolo Nori.

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P.S. poi dopo che ho preso la bici son ripassato in piazza, i Jazzisti non suonavan più, ma c’era una tizia che presentava: è saltato fuori che MPS non era mica la banca, era una malattia*.