Ieri siam tornati a casa, saran state le sei e qualcosa, c’era uno che ci ha aperto la porta e ci ha detto Non c’è la luce, allora noi, poco male, siam saliti su a piedi, e abbiam visto che veramente nel palazzo non c’era la luce, ma poi, quando siam entrati in casa, ci siam accorti che neanche in casa, non c’era la luce.

Allora son uscito sul balcone, c’era gente anche sugli altri balconi, c’era gente con l’accappatoio, gente che evidentemente stava facendo la doccia calda e quando è partita la corrente l’acqua calda è andata via, e mi son accorto che tutti e quattro i palazzi intorno al piazzale eran senza corrente.

Contando a spanne, ci son quindici scale di sei piani in questo isolato, ed eran tutti senza luce, quindici scale, sei piani, due appartamenti per piano, fan circa quattrocento cinquecento persone senza luce.

Sui balconi tutti a chiedersi che cos’era successo, se qualcuno sapeva di più, ma nessuno sapeva di più degli altri, e io, mentre parlavo pensavo che roba che sarebbe viver senza luce, senza frigo senza internet, pensavo che non ce la si farebbe mica, quando ho pensato di scender giù a vedere se si poteva far qualcosa. Che evidentemente, il guasto doveva esser nella centralina enel.

Allora son sceso giù, c’era dell’altra gente, e i balconi eran sempre più popolati di gente che guardava giù, mi son fatto dire dov’era la centralina enel, son andato, ho visto che effettivamente c’era un fusibile bruciato. Allora ho frugato in tasca per vedere se avevo qualcosa che poteva servire a riparare il danno, ma niente, avevo solo due graffette da ufficio, un fazzoletto di carta usato, delle carte di caramelle.

Poi m’è venuto in mente McGyver.

Ho trafficato qualche minuto, e ad un certo punto ho visto che le luci degli appartamenti qua intorno si eran accese tutte, tutte insieme, come un sol uomo, e la gente sui balconi piangeva e rideva, e tutti a dire grazie, grazie, e le donne di ogni età mi tiravano petali di rose, e io camminavo, con le braccia aperte, tra l’acclamazione generale, tra boati, grida, pianti e risa.

Ormai i petali di rosa piovevano come una bufera di neve, e io camminavo sul tappeto di petali, col mio vestito bianco, con le mie braccia aperte, palmi in alto, come un novello messia, e le donne scendevan giù, tutte mi volevan toccare, mi volevan baciare, ed io, sorridevo, e continuavo a camminare.

Risalendo su in casa, gli appartamenti dei piani a cui passavo si aprivano, e usciva gente che applaudiva, urlava ringraziamenti, finché non son tornato in casa.

Dove c’era Polli che mi aspettava raggiante, e mi ha abbracciato.

Poi dopo, ho attaccato internet.

***

Oh, questa storia è quasi vera, eh, nel senso che la corrente è effettivamente andata via. Poi dopo un’ora e mezza è ritornata.

Non saprei dir come.