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Morale della favola

Stamattina quando ho messo il latte nel caffè mi son accorto che era andato a male. Sembrava un gel. Allora ho dovuto buttar via sia il caffè che il latte, poi ho aperto un altro cartone di latte, e l’ho bevuto così, dal cartone. Poi dopo che ero lì che facevo delle altre cose mi son accorto che senza il caffè non riuscivo proprio a svegliarmi, e allora mi son messo lì a prepararmi la caffettiera.

(ci son delle mattine, che senza caffè non ti svegli proprio) (questa mattina era una)

Mentre ero lì che mi preparavo la caffettiera ho visto che sul vetro della finestrella dell’angolo cottura c’era un moscone che non so bene com’era entrato, però era lì che cercava di uscire, solo che c’era il vetro, e i mosconi, il vetro, non l’han mai capito.

I mosconi son della gente che gli dici guarda, attento che lì c’è un vetro, e loro niente, continuano a provare ad uscire, e via di gran testate.

I mosconi, son fatti così.

Gli ho detto, Moscone, aspetta un attimo che finisco di fare il caffè e poi ti faccio uscire, ma lui, niente, stava lì a dar testate contro un vetro, sembrava un penitente.

Allora, mosso a compassione, ho lasciato lì a metà la caffettiera, ho aperto la finestrella e gli ho detto, Moscone, guarda, a dieci centimetri da te c’è la via per la libertà, ma lui, niente, e vai di testate contro il vetro (che peraltro è anche un vetro doppio) (secondo me dopo un po’ fa anche male).

Gli ho dato una carezza con la mano, perché si muovesse verso il cielo, ma lui m’è sembrato un po’ infastidito, se n’è andato a provare a dare testate contro la porta-finestra.

Ho messo su il caffè, ho lasciato aperta la finestrella, son andato da lui, gli ho detto Moscone, mosconino, mosconetto, ma non lo vedi che c’è il vetro? Prova a andar dall’altra finestra, te l’ho aperta, apposta per te, e così dicendo gli ho dato un buffetto e lui se n’è andato in fondo alla cucina. Poi si vede che ha visto la luce forte che entrava dalla finestrella aperta, ed è uscito, via, verso il cielo blu di stamattina, via, verso nuove mirabolanti avventure.

E comunque questa storia dimostra che i mosconi non capiscono veramente un cazzo, ma dimostra anche che se ci si mette di buona pazienza ci si può anche ragionare.

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27 thoughts on “Morale della favola

  1. Pingback: addictions

  2. Applausi. Che io, i mosconi in casa, ci ho un fastidio, te hai aperto tutto, hanno una voragine a disposizione, ma continuano ad andare a sbattere qua e là, tipo certe donne quando parcheggiano :-D

  3. l’ingestione combinata che feci a quindicianni di kafka e di ciarpame pseudobuddista oggi mi procura inquietudine alla vista di un qualsiasi insetto che poi penso potrebbe toccare anche a me

  4. Giancarlo Tramutoli says:

    Molto bello e fresco e solare e in bianco nero: Caffè, latte, moscone, luce abbagliante, doppio vetro e anche (essendo in cucina) la morale della… tavola.
    PS
    Secondo me, i mosconi, come profumo, usano: Obsession di Calvin Klein.

  5. In compenso per entrare non hanno alcuna difficoltà, i mosconi. Tipo che se lasci uno spiraglio di trenta millimetri puoi star sicuro che c’è un moscone che ci si infila per entrare. Per entrare, non si sbagliano mai.

  6. Apprezzo molto la calma…io avrei schiacciato il moscone dopo 2 minuti di finestra aperta, una volta constatato che non aveva fretta di uscire :)

  7. io mi metto a ragionare sempre con le api o vespe… le chiamo Regine così si montano un po’ la testa e diventano più disponibili al dialogo!

  8. S. says:

    io ci son le volte che apro la finestra per far uscire un moscone.
    (un moscone di quelli che battono la testa, eh)
    lui continuò a battere la testa.
    in compenso ne entrarono altri dieci.
    (e poi via a batter la testa tutti insieme)

  9. Gli ermeneuti avranno evidentemente colto la scelta paradigmatica del moscone. Mica un berlinone o un washingtonone!
    Sto scritto rientra comodamente tra le grandi allegorie letterarie dell’ottusità dei comunisti! Io lo metterei subito dopo “La grande bonaccia delle Antille” di Calvino, che fece incazzare Togliatti.

  10. “E comunque questa storia dimostra che i mosconi non capiscono veramente un cazzo, ma dimostra anche che se ci si mette di buona pazienza ci si può anche ragionare.”

    Con i mosconi, almeno.
    Ché le persone che non capiscono veramente un cazzo, invece, per quanto impegno tu ci possa mettere, continueranno a sbattere la testa contro il doppio vetro.

  11. A. says:

    Giusto ieri un moscone, ma veramente enorme, mi s’era attaccato dietro la schiena e una signora ha urlato come se mi stesse mangiando: “ha un moscone enorme sulla camicia!” Ho provato a mandarlo via, ma lui niente, imperterrito e attaccato alla mia schiena. Al che la signora mi ha detto: “se si avvicina, gli do una botta col giornale e lo ammazzo!”
    Io non so se è per il karma o perché comunque mi andava di dargli un’altra possibilità, mi sono avvicinato alla finestra e con qualche scrollata vigorosa l’ho fatto volare via.
    Non so che c’entra, ma credo la morale sia la stessa: che palle i mosconi!

  12. oh io volevo rispondere a tutti i commenti, ma come si fa, son troppi, facciamo che mi limito a ringraziarvi, che già il palesarsi ed essere gentili, son cose rare, di questi tempi.

  13. harael says:

    @stark- tipo certe donne quando parcheggiano. che bel confronto, ma al secondo botto generalmente le donne vanno via, i mosconi no.
    bel post.

  14. Per le donne si tratta di sviluppata tecnica di parcheggio finalizzata a ridurre la fatica: vai indietro finchè non tocchi, vai avanti finchè non tocchi, a me è stato insegnato così. I mosconi a batter capocciate nel vetro non riducono mica la fatica. Gesti simili, ratio diversa.

  15. stark, a onor del vero, una volta mi ha confessato di praticare parecchio il parcheggio ad orecchio.

    ed è anche un po’ vero quel che dice Stefano Epifani, che spesso un po’ tutti, siam dei mosconi.

  16. gigia says:

    quand’ero più giovane c’era un ragazzo che mi stava sempre intorno, parlando di lui lo chiamavo il moscone. bei tempi quelli dei mosconi.

  17. Magica says:

    Sui mosconi credo sia stato detto tutto nei post precedenti, perciò
    vorrei soltanto segnalare che se lo bevi direttamente dal cartone, il latte ti andrà male sempre…ah..adesso che ci penso… il latte andrebbe male anche se per caso il moscone cadesse nel suddetto cartone…

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