Ci son dei giorni smègi e lombidiosi
col cielo dagro e un fònzero gongruto
ci son meriggi gnàlidi e budriosi
che plògidan sul mondo infrangelluto,
ma oggi è un giorno a zìmpagi e zirlecchi
un giorno tutto gnacchi e timparlini,
le nuvole buzzìllano, i bernecchi
ludèrchiano coi fèrnagi tra i pini;
è un giorno per le vànvere, un festicchio
un giorno carmidioso e prodigiero,
è il giorno a cantilegi, ad urlapicchio
in cui m’hai detto “t’amo per davvero”.

(dedico questo a Mitì, con un giorno di ritardo, ma per ieri, son giustificato)

Per chi non la conosce, questa è una Fanfola di Fosco Maraini, tratta dal libro Gnosi delle Fanfole (io ho la vecchia edizione), libro tutto fatto di poesie, come diceva lui, metasemantiche. Di Fosco, avevo scritto nei miei primi tentativi di blog, in occasione della sua morte. Io credo che Fosco sia uno dei più grandi scrittori italiani del novecento, e credo anche che sia un peccato che sia sconosciuto ai più.

Questo c’entra anche perché ieri ho saputo, per via di uccellini che cinguettano sugli alberelli mentre io sto passando di lì, che è in preparazione un Meridiano dedicato a Fosco Maraini, in cui ci sono anche delle Fanfole inedite. Io son già contento, che già me lo pregusto.