Kinder moments (The Kinder Chronicles – vol.3)
mercoledì 18 luglio 2007
(continua di qui)
Mentre eravam in giro per Gressoney, il giorno del mercato, eravam in piazza, sento qualcuno dei nostri chiamar qualcun altro ad alta voce e penso Cazzo, dobbiam sempre farci riconoscere, che siam italiani. Poi mi ricordo che siam in italia.
Vic che si porta da lavorare in vacanza, ma procrastina volentieri di fronte a un Pampero.
Il direttore dell’Albergo Cialvrina che, appena arrivati, ci chiede, con altre parole, che cosa veniamo a fare e noi non sappiam rispondergli.
Il serissimo astrofisico, autore peraltro del libro La musica del big bang (bellissimo, non l’ho letto), la cui parlata perde progressivamente tutti i freni inibitori e si trasforma in un razzomissile che parla come Alberto Sordi.
Bordone che trasforma ogni nuova conoscenza in opportunità di acquisire conoscenza (non dir che non è vero, eh) (ah, tra l’altro ho detto una cazzata, ho confuso Varèse con Debussy) (m’è venuto in mente tornando a casa).
Leibniz che legge Phonkmeister.
Il sindaco di Gressoney che mi guarda male quando gli dico che il suo comune sembra persin più pulito che da noi e mi dice Certo che è più pulito.
Daria Bignardi e io, con l’aiuto di Viss, che discutiamo di pigiami (ah, mi son documentato: non era maglina, me ne scuso).
Asended che commenta sul blog mentre io son lì ignaro che chiacchiero.
Michela (non è un blog) che mi rivela di conoscere Livefast nella vita reale con il conseguente cicaleccio e scambio di messaggini con l’interessato.
La Carcano che disegna. Benissimo.
Gianluca Neri (bucolico fotografo di ruscelli) che sul palco, prima di iniziare a parlare, si sbrodola di Gatorade.
La famiglia Mantellini, che me la sarei portata a casa, tanto mi son trovato bene.
Elena, presenza totalmente inaspettata, redazione di una delle case editrici da me più amate, Fernandel. (L’approccio è stato una cosa così: Mi scusi, ho sentito dire editore ravennate, lei è mica ElenaLaRedazione?)
Sofri che confessa di essere un consultatore ossessivo-compulsivo di BlogBabel, e Bordone che dice di guardare solo quella senza nanopublishing.
Ecco questo post qua è uno di quei post che somiglia un po’ agli amici che ti fan vedere le diapositive delle vacanze, e chi non c’era sta lì e si chiede perché le sta guardando. Sì, dev’essere proprio così.
Poi si ritorna alla normale programmazione.



12 commenti
ah ah ah ah varése debussy ah ah ah ah! :P
dici che era meglio quando gli strafalcioni sporchi si lavavano in famiglia? ;)
Arberto Sordi?! Aoh, ma ‘nvedi questo! Ma se parlo ‘n italiano perfetto, io, nun c’ho manco ‘n po’ d’accento… ;-)
Hai detto a Daria che non ce la faccio per l’intervista a ‘Le invasioni’?
[...] (continua…) [...]
Che bella famigliola! Ho visto le foto su Picasa e Flickr. ;)
[...] e io che mi pensavo » Kinder moments (The Kinder Chronicles vol3) Trackback su 18 Lug 2007 alle 6:30 [...]
epperò i tuoi raccontini di colonia sono ilari, freschi e simpatici. Ciao.
Meno male che ci pensate tu e Vic a riepilogare l’avvenuto: nonostante le foto i miei colleghi ed amici non credono a tutto ciò che racconto.
[...] Kinder moments (The Kinder Chronicles vol3) [...]
[...] eiochemipensavo.diludovico.it/2007/07/18/kinder-moments-the-kinder-chronicles-vol3 [...]
[...] concia. Ma racconti più dettagliati si trovano in giro per la rete: per esempio qui, qui e qui. Fotografie, qui, qui, e qui. Scritto da Luca [...]