A Praga, svegliarsi era bellissimo.

Eravamo in una pensione in un quartiere periferico e, per raggiungere il treno, dovevamo prendere il bus, poi il tram, poi la metro. Questo rendeva il tragitto un po’ più lungo del previsto, e, durante i cambi di mezzo, anche un po’ più bagnato (è piovuto un sacco, mentre eravamo a Praga).

Però era bellissimo, svegliarsi a Praga, in mezzo al verde, con le casette colorate che una volta eran grigie, con le Skoda parcheggiate, che una volta eran sempre Skoda, ma eran diverse, adesso le Skoda son VolksWagen.

Era bello svegliarsi a Praga, lavarsi e poi scender quatti quatti per non svegliar Polli, scender giù e andare sotto il portico a leggere, prendendo un caffè, ascoltando cinguettare gli uccellini praghesi appena alzati, con i cechi che andavano a prendere il pane, o portavano a pisciare i cani, e guardando, tutt’intorno, i tedeschi che già cenavano.