Il giorno della fine non ti servirà l’inglese
lunedì 27 agosto 2007
Beh, in questi giorni ci son delle pubblicità, alla televisione e alla radio, dove ti dicono che saper bene l’inglese è importante. E’ vero, se vai in un paese dove parlano inglese, saper l’inglese è importante, perché quei che nascono parlando inglese difficilmente poi imparano un’altra lingua, specie se son americani, perché son convinti che con l’inglese ce la si cavi più o meno ovunque. Però, se vai in paesi dove la madrelingua non è inglese, è difficile trovare qualcuno che l’inglese lo sappia veramente, è più facile trovar qualcuno che lo sappia così così, sappia tre parole in croce, proprio come te, e non sappia formulare una frase intera.
Tipo mi è successo a Praga, in un cosiddetto microbirrificio, di ordinare, in inglese, due birre, una media e una piccola, e la signora mi ha fatto ripetere più volte l’ordine, per poi portare due birre medie a me, e una birra piccola a Polli. Ci son rimasto di merda, anche se le due birre le ho bevute lo stesso. Però non erano un gran ché.
Poi a Monaco (di Baviera, eh), mentre eravamo a spasso, ci ha colto un fortunale. Ci siamo riparati in un grande magazzino, ché non eravamo proprio pronti: dopo tutti i giorni di pioggia a Praga sembrava che il brutto tempo fosse passato e avevamo lasciato le tute da sommozzatori in albergo. Nel grande magazzino, già che c’eravamo, ci siam fatti un bel giro aspettando che spiovesse. Polli a un certo punto trova un paio di scarpe in saldo, proprio del suo numero. Se le prova: le stanno benissimo. Le prendiamo, anche se, cercando in ogni dove nello scaffale in cui erano in esposizione, non troviamo la scatola. Beh, facile. Chiediamo a una commessa, dico. Passa una signora. Exchius mi, le dico, lei si ferma e io comincio la frase, in inglese, Vorremmo acquistare queste scarpe ma, lei mi guarda e con gli occhi desolati mi dice Oh, no english, e fa per andarsene. Io le dico Aspetti, e poi mi viene l’illuminazione e le dico NO BOX! e allora lei, sempre andandosene, OK NO BOX!
E allora poi le abbiam prese, le abbiam pagate, era vero che era OK NO BOX, e siamo usciti.
Poi però non era mica spiovuto.



32 commenti
— Orazio sue io che mi pensavo » Il giorno della fine non ti servirà l’inglese
no box, no party…
Io una volta nella Svizzera tedesca ho ordinato: “Zwai coffe bitte” poi mi ricordo che lì fan differenza tra caffè ed espresso. E allora grido alla cameriera che se ne stava andando “Ezpresso bitte! eh” per rimarcare il mio ordine.
Alla fine mi son bevuto un espresso tipicamente Svizzero tedesco. E’ stata la Lella ad accusare una certa palpitazione cardiaca, per tutto il resto della giornata. Dopo aver bevuto i due caffè che arrivarono insieme all’espresso. E si che io glielo dico sempre di moderarsi.
Quando hai detto BOX ti è andata bene che non ti hanno messo in mano due paia di scarpe da ginnastica a caviglia alta, un paio di pantaloncini di nylon colorati e due guantoni imbottiti, altroché!
Scusa ma che vuol dire NO BOX?
Che i tedeschi parlino l’inglese è una leggenda urbana !
Io sono andato in Austria e per colpa di una gomma bucata ho chiesto informazioni presso un benzinaio. Entro e vedo due ragazze giovani e mi dico “Oh queste sì che parleranno inglese” e invece niente. Alla fine il benzinaio 4 chilometri dopo, sessantenne, lo parlava e anche meglio di me e così ho potuto riparare la gomma. Tsè.
Stessa cosa in Portogallo… E il ridicolo è che si abbandonano due lingue con molti punti in comune per tentare di parlarne una terza, scivolosa e completamente diversa!
PS: comunque, sembra che a Lisbona e dintorni capiscano meglio il piemontese… :-D
vorrei aggiungere che anche in inghilterra quasi nessuno parla inglese, allontanandosi da Londra e dai circuiti dichiaratamente turistici i dialetti sono molto stretti e incomprensibili e in pochi sono in grado di passare dal proprio accento locale a un inglese “accessibile”. spesso non si capiscono nemmeno tra loro se provengono da regioni differenti… cmq per il giorno della fine un ombrello io lo terrei a portata di mano.
A me è success di andare in Germania, tutta contenta perchè avevo studiato tedesco a scuola. Sono entrata in un negozio, ho formulato tutta la frase che volevo dire per benino e la ripsosta è stata “Do you speak english?”… Evidentemente il mio tedesco non aveva funzionato. Ciao Giulia
E’ scientificamente provato che se parli in barese, i francesi ti capiscono.
;)
A München (notare la ü di würstel, neh! :) ) entrai in un panificio per fare scorta di pretzel, che li avevo promessi a un amico oriundo, e chiesi alla panettiera 18-20enne di indicarmi un posto dove poter comprare dei CD (avevo ancora la 56k :P ).
Glielo dico in inglese, niente.
Provo a indicarlo coi gesti, prima pollici e indici a formare un cerchio e poi mano a carciofo (che in Italia mi avrebbero già sfanculato: “ti faccio un culo così, cazzo ti guardi?”), niente, la panettiera è senza scatto alla risposta.
E allora provo a imitare Villaggio che imita l’accento tetesken: “Zidì, muzik” e lei “YAAAAAA!”, piglia un foglio e si mette a tracciare una serie complicatissima di incroci stradali, strisce pedonali… c’era semplicemente un megastore al di là dell’incrocio! :D
La severità del tempo fa da corollario a un aneddoto divertente assai, mio caro amico.
io ci ho questo problema con l’inglese.
Che se te mi senti parlare inglese ti viene da pensare che “minchia, questo e l’inglese proprio pappa e ciccia”. Tipo che due ore fa un turista inglese mi ha chiesto se avessi studiato in inghilterra, perché come lo parlo io l’inglese nessuno da un mese che è in Italia.
Poi però se lo scrivo faccio piangere.
Neanche la figlia dell’ortolano (di anni 4) scrive in inglese così male.
io a praga parlavo in inglese e loro (quelli di praga dico) mi rispondevano in italiano.
(se invece parlavo in italiano, sorridevano e non dicevano nulla)
(son buffi a praga, eh)
Già all’interno dei confini nazionali ci possono essere situazioni paradossali. Entro nel bar di un paesello della Val Pusteria (Alto Adige-Suedtirol) e ordino, in italiano, un panino esposto sul bancone. La barista me lo dà, senza fiatare. Mangio e alla fine chiedo: “Quanto le devo?”. Lei, gelida: “Zwo fuenfzig”, che non è manco tedesco, è dialetto tirolese. Mi è mancato lo spirito di risponderle: “Ah, è gratis? Grazie!”
Quando si parla di Pusteria, io son di casa.
Vi è l’usanza durante le passeggiate di salutare i passanti che si incrociano lungo i sentieri. E tra un buon giorno e un gruss-gott la mia risposta immancabile criss-cross oppure star-tak così imparano.
E’ ovvio che i francesci capiscano benissimo il pugliese. C’è pure il detto: “se Parigi avesse il mare sarebbe una piccola Bari.”
“Che i tedeschi parlino l’inglese è una leggenda urbana !”
Purtroppo temo di dover sfatare lo sfatamento di questo mito. I tedeschi parlano inglese, e mediamente bene (dettaglio: vivo a Berlino e per di più con settedicosette giovani teutoni ambosessi): i giovani parlano un inglese che l’italiano medio può solo implorare di conoscere, ma vabbe’-so’ggiovani-avranno studiato. Il fatto è che anche la vecchia al supermercato parla inglese ad un livello almeno decente, per non parlare di tutti quei soggetti -tipo i conducenti dei mezzi- che ogni giorno sento parlare coi vari turisti. Diciamo che il crucco non anglodotato è più l’eccezione che la regola, anche se il mio campione si basa sulle persone che vedo e sento ogni giorno e non per esperienza diretta (per ovvi motivi).
io non so in giro per il mondo quanto serva conoscere l’inglese, ma a casa si, serve eccome; davanti ai blog in inglese , anche con il migliore traduttore, io uso quello di altavista, vorrei vedere voi come fate a leggerli senza conoscere una parola di inglese!!
eio c’hai i lettori di berlino…. urca
comunque anch’io penso fosse un’eccezione, ho trovato più inglese-parlanti-persone in germania che non a cuneo, che è tutto dire (o no ;) )
mmm… non so perché, ma l’assenza di anglofoni in quel di Cuni non mi stupisce affatto… (e già voialtri siete cittadini!) :-D
Son tornata anch’io e ne ho da raccontare… ma adesso non ho tempo…
Ti han fatto bene le vacanze Eìo: frìzzichi! A presten, yaaah!
[...]Mistya consiglia[...]
E’ risaputo che i francesi non capiscano un acca di Inglisc,peggio di noi Italiani. ;)
Per un’intera vacanza lungo la romantica strada che fiancheggia il Reno, fatta in una vita precedente con un diverso fidanzato, ho dovuto mangiare per 15 giorni solo patatine perché era l’unica parola che sapevo tradurre dalla mia lingua naturale alla loro. E naturalmente loro, novantenni o ventenni che fossero, non parlavano nient’altro che tedesco.
E’ per tutte quelle patatine che sono diventata così!
“e sulle biciclette verso casa, la vita ci sfiorò”
http://www.musicaememoria.com/Battiato-ReMondo.htm
SmokingPermitted: pensa se l’unica parola che sapevi fosse stata Sauerkraut :)
SmokingPermitted: e pensa se invece l’unica parola fosse stata Apfelschorle. :) 15 giorni di succo alla mela gasato. Parafrasando Fantozzi, una cagata pazzesca.
du italiàn scpicchi inglisc ???
BTW :aièm alzo italian, eh !!:-)
bruttissimo mi fa veramente schifo hahahahahahaha!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!