E’ un po’ di tempo che mi vien difficile scrivere qualcosa qui, sul blog, e anche se bene o male qualcosa ce lo scrivo tutti i giorni, non son cose che mi rimangono in mente, non son cose che sono contento di scrivere, non son cose che magari mi colgono in mezzo alla strada e non vedo l’ora di arrivare a casa per scriverle, pensando per tutto il tragitto a come le cose che vedo potrebbero essere tradotte in un post.

Non lo so, non c’è nessuna ragione particolare, ma son dei giorni che mi diverte molto di più occuparmi di Phonkmeister (dove peraltro ultimamente ho cominciato anche ad aggiungere piccoli commenti, o anche piccoli post di un paio di righe) che non di E io che mi pensavo.

Mi dispiace un po’, anzi, direi che mi dispiace tanto, ma sono convinto che, come al solito, sono fasi che passano e che bisognerebbe averci pensato prima, a mettere qualche idea da parte per i tempi di magra, applicando quel che diceva Viktor Sklovskij: E’ quindi necessario costruire la propria vita in modo tale che sia possibile non scrivere, quando non viene di scrivere.

Detto questo, vi lascio con una delle più grandi composizioni letterarie del secolo passato, sperando che serva, a Voi come a me, di ispirazione:

Diceva l’oste al vino
tu mi diventi vecchio
ti voglio maritare
all’acqua del mio secchio

Rispose il vino all’oste
fai le pubblicazioni
sposo l’Idrolitina
del cavalier Gazzoni

Voi, nel frattempo, state bene (cit.).