Io son uno che come uomo apprezza la cultura, però secondo me la qualità che più ha valore in un uomo è la curiosità, la voglia di scoprire, di fare nuove esperienze, di guardare il mondo con occhi nuovi, come si dice, e cercare di cambiarlo.

(Oggi per esempio è il Free Burma Day, mi dicono, ed è anche il cinquantesimo anniversario del lancio dello Sputnik, due cose che grossomodo hanno a che fare con quel che stavo dicendo) (e tra l’altro è anche San Francesco, uno che parlava con le bestiole) (non so se rendo)

Ecco, io son uno che ha tante idee, che nel 95% dei casi mi passan di mente prima che io pensi, non dico provi, neanche a realizzarle.

Però ieri sera, son tornato dal lavoro che saran state le 9, e in macchina m’era venuta quest’idea di provare a fare, come Hiro Nakamura, l’esperimento dell’orologio.

L’esperimento dell’orologio consiste nel concentrarsi davanti all’orologio cercando di spostare le lancette con la sola forza del pensiero, spostando quindi, insieme alle lancette, anche il tempo stesso.

Non è facile, e sembra anche un’idea abbastanza balzana, a dirla così, però, ieri sera, mentre stanco morto tornavo a casa dal lavoro (saran state più o meno le 9) mi son messo in testa che provarci non costava niente e che, al limite, poteva anche funzionare.

Son arrivato a casa, ho mangiato qualcosetta, e poi mi son messo lì sulla poltrona con l’orologio in mano, mentre Polli guardava il Dottor House. La televisione non mi dava fastidio, la televisione secondo me è una cosa che genera un rumore di fondo che aiuta la concentrazione.

Allora mi son messo lì e guardavo l’orologio cercando di svuotare la mia mente.
Ore 21.35 Ho chiuso gli occhi cercando di focalizzarmi sullo spostamento della lancetta dei minuti.

Niente.

Ore 22.02 Ho riprovato. Ho chiuso gli occhi, ho focalizzato l’attenzione e ho sentito il mio corpo che diveniva leggero.

Ho riaperto gli occhi.

L’orologio segnava le 22.27. Ho esultato, dicevo Polli Polli, ce l’ho fatta, ho mandato avanti il tempo!

E lei mi ha detto Oh beh, se è per questo hai anche russato.

Io credo che anche Einstein si sentisse parecchio incompreso.