vita di blogger

Perdere la magia

Una delle cose peggiori che possa succedere a un adulto è di perdere la magia, perdere lo stupore nei confronti delle cose che ci stanno attorno, perdere quella gioia infantile di meravigliarsi. E’ un po’ una cosa che succede a tutti, purtroppo; da un momento all’altro ci ritroviamo adulti e tutto ci appare scontato: anche le cose che ci sarebbero parse strane un tempo ora hanno una spiegazione, una spiegazione che ci può essere nota o meno, ma sappiamo che di sicuro c’è, da qualche parte.

(Bisogna anche dire che la maggior parte delle cose che sappiamo del mondo, le sappiamo per sentito dire, eh. Abbiam mica tempo a far verifiche sperimentali, misurar la caduta dei corpi nel vuoto, studiare il moto rettilineo uniformemente accelerato o com’è che i funghi compaiono come funghi nel giro di una notte)

Ecco c’è una cosa che mi ha fatto venire in mente il post che R4 ha pubblicato ieri sera, dove lui, Stefano, dice che lui, quando sente parlare di fenomeni paranormali, risponde sdegnato che son cazzate, solo che si vede, a guardarlo bene, che non ne è proprio convinto convinto e poi va avanti spiegandoci perché, ricordando una sera della sua infanzia davanti al televisore. Dicevo che questa cosa me ne ha fatta venire in mente un’altra che succedeva di continuo nella mia infanzia.

Io da piccolo guardavo la televisione, non ne guardavo molta, perché i miei cercavano di farmene guardare poca, ché i miei, mi accorgo adesso, son sempre stata gente illuminata, ma poi, più che altro, io riuscivo a guardare poca televisione perché mio padre ci aveva i poteri.

I poteri, sì. Giuro.

Io ero lì in salotto davanti alla tele che guardavo chissà che cosa, arrivava mio padre e mi diceva che era ora di basta. E se io mi lamentavo, non la spegnevo, lui faceva una magia. Si metteva vicino alla porta, due, tre metri lontano dalla tele e contava ad alta voce, diceva UNO, DUE E… TRE, e mentre contava alzava le dita, il pollice, poi anche l’indice, e poi anche il medio, e quando diceva TRE, e alzava il medio, il segnale della tele spariva completamente, lasciandomi a guardare quel rumore fatto di puntini bianchi e neri che fa la tele quando non prende nessun canale. Nessun canale, non serviva a niente andare a cambiare il canale (non c’era il telecomando, ancora, in quei tempi remoti; son degli anni settanta, io, io mi ricordo la tele in bianco e nero): tutti i canali erano morti.

Di questa cosa, nel tempo, mi son completamente dimenticato. E dire che questa cosa dei poteri è successa molte volte.

Poi, qualche anno fa, ma non più di cinque o sei, quindi possiam dire tranquillamente che la mia età cominciava già con un due seguito da una qualche altra cifra, ho scoperto, cercando di riparare un guasto, che in cucina c’era una derivazione dell’antenna che se la staccavi toglieva il segnale a tutti i televisori di casa. Era mia madre, che al TRE di mio padre staccava quella spina, e tutti i televisori ammutolivano.

Se da un lato questa scoperta è stata un po’ un’illuminazione, dall’altro, potete capirmi, non ci sono stato proprio benissimo.

E certo che poi uno perde la magia.

Come se avessi scoperto per certo che Babbo Natale non esiste.

Standard

34 thoughts on “Perdere la magia

  1. Pingback: Pensieri spettinati

  2. Pingback: puScic

  3. Pingback: La Persona Depressa

  4. Pingback: Phonkmeister

  5. Pingback: Phonkmeister

  6. eh già son cose che segnano per sempre queste (intendo lo scoprire che le magine dei genitori son solo trucchetti…)

    babbo natale comunque non esiste eh…sappilo
    (ora non mi svenire dal dolore però, sei grande e queste cose vanno accettate)

  7. Maurizio2 says:

    COME?????
    NON ESISTE?????????
    Ma allora, chi era quello tutto rosso con il barbone bianco che ha portato i pacchetti a dicembre scorso?

    E poi mia nipote, due anni fa, c’è andata in Finlandia, a vedere il paese di Babbo Natale….ce l’hanno portata con le renne che tiravano la regolamentare slitta, però non volavano.

  8. quanta malinconia nel tuo post… sai che tu come tutti i grandi artisti hai la facciata da clown ma sotto sotto spunta la lacrima? :-)

  9. chiaratiz says:

    io conosco un modo per ritrovarla, la magia. bisogna avere dei figli, e come d’incanto ricominci a credere un sacco di cose che prima ti parevano perse per sempre: la formica dei denti, il potere scaramantico di certi riti serali, le storie di draghi. D’altronde per essere credibili bisogna auto-indursi a crederle, certe cose. E funziona, eh!

  10. mi sembra molto peggio continuare a crederci convinti, alla magia; e poi pagare i cartomanti e i sensitivi che ti dànno i numeri del lotto e i talismani; prendere l’acqua omeopatica “perché a tizio l’ha guarito”; seguire un qualsiasi culto religioso…

  11. No, no, guarda che la derivazione dell’antenna non c’entra niente, era davvero una magia di tuo papà come quella che di mia mamma che faceva apparire un riflesso di una luce nei vetri della porta che dava sul cortile per farci star buoni…

  12. I miei nonni dicevano a me e ai miei due cuginetti che se stavamo buoni Gesù ci lanciava le caramelle…Allora noi passavamo intere ore sotto un quadro votivo nel corridoio con le mani giunte ad aspettare…In effetti le caramelle spuntavano dal cielo e chissà come ci colpivano sempre in testa…comunque a me quelle caramelle non mi piacevano nemmeno.

  13. Io avevo un nuovo set da cucito, sì, ero una bambina desperate housewife. Il ditale si è rotto subito, frantumato. Tragedia greca. Per farmi smettere mia madre mi ha promesso che mio padre l’avrebbe aggiustato. Ho pensato “se vabbè!” però ho smesso. La sera, mio padre mi ha fatto pure il numero da prestigiatore! Et voilà il ditale era nuovo fiammante! Come abbia fatto, mistero. Tutt’ora non me lo vuole dire. Come ha fatto a trovarne uno uguale spiccicato? Questa è la vera magia. Io comunque, non sono diventata sarta.

  14. Giovanni says:

    Ecco, io son uno che non ha mai creduto in niente, a 4 anni avevo dei sospetti su Babbo Natale e cercavo i regali nell’armadio prima della mezzanotte, che ero sicuro che ci fossero (và, com’ero sveglio!). A tredici anni ho mollato l’oratorio e ho smesso di credere in Dio, e giuro che ci son arrivato da solo (che se era per i miei genitori, timorati di Dio…). A sedici, io mi ricordo che mi son comprato uno di quei libri che ti svelano tutti i trucchi dei prestigiatori, così ogni volta che mio cugino mi faceva sparire la moneta io lo sapevo sempre dov’era.
    A quelle robe di UFO e alieni non c’ho proprio creduto mai, ma neanche un pò. E sono sicuro che non esistono alte forme di vita nel raggio di qualche miliardo di miliardo di anno luce.

    Ecco, io non credevo neanche a quelle storie di lettura del pensiero, e mi pensavo che erano buone per quei filmetti anni 80 che c’era sempre qualcuno che si teletrasportava o viaggiava nel tempo, pure se non ce n’era bisogno. Ma io, mi son quasi ricreduto una volta che ho chiesto a mia madre dov’era mio padre, e giusto un attimo prima che mi dicesse dov’era, o meglio, quasi contemporaneamente, io c’ho sentito una voce che non so di chi era, e neanche me la ricordo, che mi ha detto esattamente le stesse parole che stava dicendo mia madre, o meglio, che avrebbe detto. A fare benzina, ci ho sentito.

    Ecco, io ci ho pensato e ripensato, a questa cosa, negli anni, tant’è che ancora me lo ricordo come se fosse adesso. E io mi son detto, forse è stata la autosuggestione, ma io proprio non ci stavo pensando a questa cosa della lettura del pensiero, quando è successa. E pure mia madre, quanto glie l’ho detto, lei non ci ha mica creduto (lei che crede nei miracoli di Gesù Cristo! Cos’ha Gesù che io non ho? Mah), e neanche mio fratello, e mi dicevano, ma ti sarai sbagliato, forse la voce l’hai sentita DOPO, e non prima. Sarà come dicono loro, ma io ancora un pò ci credo, che mi è successa una cosa proprio unica. E forse ci spero anche.

    Scusate se ho divagato, ma non mi sembra neanche troppo. Giusto per consolarti, eio, ti dirò che comunque sono un lurker affezionato, mica uno che è capitato qui dai motori di ricerca (io arrivo da google reader, oh). Spero di non avervi annoiato, no, è che sta cosa, io, non la dicevo a nessuno da anni. Grazie.

  15. Amanita says:

    Io apposta non mi è mai passato per la testa di avere figli. Che non mi va di prendere per il culo la gente. Gente piccola per giunta.

  16. Max Weber parlava già novant’anni fa di “disincanto del mondo”, di un processo di razionalizzazione ormai irreversibile, di predominio della razionalità rispetto all’agire dettato da riferimenti affettivi/irrazionali e tradizionali… Che guastafeste.

  17. maeandro says:

    Io credo che le cose cambiano.

    ..Adesso che son grande ringrazio il Signore
    mi è passato ogni disturbo senza bisogno neanche del dottore
    non sono più ammalato, non capisco cosa mi abbia fatto bene
    sono anche un po’ ingrassato, non ho più avuto neanche un’allucinazione…. (i borghesi. G.Gaber)

    Però chissa perchè, passo delle ore a vedere volare gli uccelli o a far cose che allora nemmeno mi facevano sospettare di essere interessanti. Mah

  18. Neja says:

    Il tuo racconto mi ha fatto ricordare di quando, bambina, credevo a Gesù Bambino e la conferma per me della sua esistenza era che il mattino di Natale ritrovavo la tazzina del caffé, che gli avevo preparato e lasciato sulla stufa, vuota…per me solo lui poteva averlo bevuto! Nessun dubbio neanche quando qualche mio compagno, già maliziosetto, voleva a tutti i costi convincermi del contrario. Che bello quando la realtà non poteva nulla contro la fantasia e il sogno!

  19. MAGICA says:

    Direi che in fondo, inconsciamente, tanto per intenderci, tu sapevi del trucco, eri anche d’ accordo che a un certo momento basta TV e ammiravi tuo papà per l’ingegnositá dimostrata….I bimbi sanno TUTTO, ma si divertono anche, perchè queste cose stanno ancora a un altro livello. Comunque il post è bellisimo, ma non direi che sia malinconico…

  20. Ma pensa che strano, mia madre andava a staccare l’interruttore e mi diceva le stesse cose. :)
    La magia si perdfe un po’ con l’età, ci vorrebbe la forza di conservarne un mezzo chilo in fondo al cervello.

  21. Per fortuna la magia si ritrova. Quando ci nascono i figli e si impara a vedere la vita con i loro occhi. È la cosa più bella che possa capitare: ri-vedere il mondo con gli occhi del bambino.

  22. Pingback: ShinyStat™ - Statistiche Account renault4

Rispondi