Tante volte io non mi ricordo se le cose che voglio scrivere le ho già scritte oppure erano solo delle idee che mi son venute e poi non le ho scritte, e anche cercare negli archivi non serve a niente perché poi io le cose magari le penso in un modo e poi le scrivo in un altro e poi me le ricordo in un altro modo ancora e quindi anche l’archiviarsi le cose in testa secondo delle parole-chiave (parole-chiavi? pomidoro?) come ci ha insegnato proprio internet a fare non funziona un granché.

Comunque se l’ho già scritto io mi scuso, eh, però quel che volevo dire, anche se non so quali processi mentali mi abbiano spinto a pensare a questa cosa proprio questa mattina, era che per imparare le lingue non c’è niente di meglio che andare in vacanza studio.

Io per esempio son andato in vacanza studio a Londra che avrò avuto quindici o sedici anni, stavo da una famiglia che abitava in un quartiere periferico che si chiamava Morden, una cosa che non c’entra niente con Mordor che si trova a sud-ovest del centro, un po’ dopo Wimbledon, quello dove giocano a tennis.

In ogni caso non era mica importante dov’era che stavamo, l’importante era che a me quell’esperienza lì mi è servita tantissimo per imparar le lingue: in quella famiglia stavano anche due ragazzi di Piombino e io son tornato che parlavo perfettamente il Piombinese.