Potrei, forse, oggi, scrivere delle parole magari lentissime, lentissime come uno che non ha dormito, lentissime come le scriverebbe un bradipo che ha appena imparato a scrivere, ma no, la similitudine suonerebbe male, malissimo, suonerebbe una similitudine difficile da immaginare, visto che lo san tutti che i bradipi non san scrivere, e comunque i bradipi non son bestiole così comuni che tutti hanno in testa e possono figurarseli mentre scrivono appena hanno imparato a scrivere.

Potrei scrivere delle parole nervosissime e tese, come si dice, come una corda di violino, potrei suonarle e loro vibrerebbero e striderebbero, ma starebbero comunque lì, a girare in tondo e a fumare, a girare in tondo e a girare in tondo, in attesa di qualcosa, e girando in tondo e girando in tondo scaverebbero dei buchi nel terreno che dopo un po’ non le vedresti più, perché sarebbero tutte immerse nel loro buco che han scavato e non si vedrebbero nemmeno.

Potrei farlo, ma sono troppo stanco e troppo teso per farlo.

Al limite, racconto una barzelletta.