Uno era uno che aveva quattro braccia. Portava sempre dei cappotti molto grandi così non se ne accorgeva nessuno. A me aveva raccontato che anche se in pubblico doveva far finta di niente, aver quattro braccia era proprio comodo.

Uno aveva delle orecchie che potevano sentire tutto quello che volevano, al di là della distanza: tutte le volte che qualcuno diceva il suo nome, anche dall’altra parte del mondo, lui lo sentiva. Mi aveva raccontato che era una vita di merda.

Un altro faceva le puzzette che coloravano l’aria di un verdino pallido. Mi aveva detto che prima di accorgersene aveva fatto un bel po’ di figuracce.