L’altro giorno è passato di qua Carlo, un mio amico, che mi ha detto Guarda, se ci hai dieci minuti, vieni un secondo con me che ti faccio vedere una figata, e siccome io di Carlo mi fido, allora gli ho detto subito di sì, e ci siam avviati insieme verso casa sua.

Poi quando siam arrivati mi ha fatto vedere una cosa che aveva in un angolo del cortile, diceva che l’aveva trovato cavando nell’orto, io appena l’avevo visto avevo detto Oooh, perché la meraviglia era tanta: quel che avevo davanti era senz’ombra di dubbio un Ordigno Inesploso della Seconda Guerra Mondiale!

Lo guardavo lo sfioravo con le dita non ci potevo credere, era un sacco di tempo che non ne vedevo uno, mi si è accesa una lucina negli occhi che Carlo ha capito subito quel che volevo fare.

Mi aveva detto Andiam giù al fiume e lo facciam brillare? e io gli avevo sorriso e lui Devo avere del plastico nel sottoscala, aveva detto, poi si era assentato, era tornato dicendo Ecco qua, ci ho un pezzetto di C4 che ha avanzato mio zio dall’ultimo attentato, e allora, facendo bene attenzione, ché gli Ordigni Inesplosi della Seconda Guerra Mondiale son robe delicate, abbiam caricato tutto nel bagagliaio della sua Renault 4.

Per sedermi sul sedile del passeggero avevo dovuto spostare un po’ di sacchetti di droghe varie (non le so riconoscere, non sono un esperto), l’ho fatto con nonchalance perché non era mica la prima volta che capitava, le prime volte m’incazzavo che lui lasciasse lì tutta quella roba, ma poi avevo smesso, d’altronde, mi dicevo, è il suo lavoro, d’altronde, mi dicevo, ognuno si guadagna da vivere come può, d’altronde, mi dicevo, Carlo è un bravo tipo.

Poi siam partiti e ci siam diretti verso il fiume.

Quando ho visto le quattro macchine della polizia che bloccavano la strada, nel momento stesso in cui ho visto la decina di poliziotti con il mitra spianato che ci intimavano di fermarci, proprio in quel momento lì, proprio in quel momento lì in cui ho visto che Carlo stava tirando fuori dalla tasca della giacca una Colt automatica, proprio in quel momento lì mi sono accorto di essermi ritrovato in quello che si chiama un cul-de-sac narrativo.