Un Babbo Natale, di quelli che stanno appesi a balconi e finestre di questi tempi, per la troppa fretta di portare i regali, s’è ribaltato dalla finestra, è caduto e s’è sfracellato.

Dalla finestra accanto s’è sporto un altro Babbo Natale, che si vedeva che anche lui aveva fretta di portare i regali, di finire il suo lavoro di Babbo Natale, ha cominciato a guardare in giù quello che si era sfracellato, s’è ribaltato anche lui dalla finestra, è caduto e s’è sfracellato.

Poi dalle finestre lì intorno s’è ribaltato un terzo Babbo Natale, poi un quarto, poi un quinto.

Quando s’è ribaltato il sesto Babbo Natale mi sono stancato di guardarli, sono andato al mercato, dove, dicevano, c’era un clima che sembrava primavera.

(L’ha scritto Pensieri Spettinati (seguendo Charms), ma fate finta che l’abbia scritto io. Buon Natale a tutti, eh!)