Stamattina, eran le quattro e ventiquattro, mi son svegliato. Ho allungato il braccio e ho schiacciato il bottone sopra la sveglia, s’è illuminato il display, ho visto che eran le quattro e ventiquattro.

Pensavo fosse più tardi, mi son detto.

Allora son rimasto lì, così, pensando che fosse troppo presto per alzarsi, le quattro e ventiquattro, ma poi mi son venuti dei pensieri, le cose da fare di oggi, le cose da fare entro fine anno, dei pensieri che son proprio tipici delle quattro e ventiquattro.

Perché uno li riconosce, quei pensieri lì, te ne accorgi subito che son dei pensieri delle quattro e ventiquattro, certo, bisogna esser portati e avere una certa esperienza, ma se uno ha questi requisiti e ha guardato l’ora, se ne accorge subito che quei pensieri lì son pensieri delle quattro e ventiquattro, senz’ombra di dubbio, perché son dei pensieri che son proprio caratteristici di quell’ora lì, le quattro e ventiquattro.

Per fortuna poi duran poco, ché vengon sostituiti da quelli delle quattro e venticinque.