I brividi
mercoledì 9 gennaio 2008
Ieri pomeriggio son andato a lavorare, ma mentre raggiungevo la macchina a ogni passo sentivo che la maglia strisciava contro la camicia che strisciava contro la maglietta che strisciava contro la pelle e a ogni passo mi venivano i brividi.
Sto mica bene, mi son detto.
In effetti son diversi giorni che non sto tanto bene (né leggere, né scrivere, in questi giorni, no, non ci si riesce proprio), ma febbre niente, proprio niente, però ieri pomeriggio, mentre raggiungevo la macchina mi son detto che stavolta la febbre c’era.
Poi in ufficio a un certo punto mi son alzato dalla sedia, mi son accorto che le gambe non avevan tanta voglia di tenermi su, avevo il corpo che vibrava. Allora ho finito quel che dovevo fare e me ne sono andato verso casa. In macchina, avevo la radio sintonizzata su radiotre, e c’era un poeta che leggeva una poesia (presumo fosse una sua poesia), la leggeva con una voce che sembrava un elogio funebre, con le parole ben distanziate ben accentate che mi faceva venire i brividi, tanto che quando ho sentito che nella poesia c’era il bucato che garriva (il bucato che garriva, ma ci rendiamo conto?), io, se non fosse stato per la mia proverbiale forza d’animo, avrei spento la macchina lì in mezzo alla strada e sarei stato lì una mezz’ora a ridere.
Il bucato che garriva.
E il mio corpo, vibrava.



55 commenti
Io sinceramente avrei iniziato a piangere.
Comuque, se oggi stai male è solo ed esclusivamente colpa di quella poesia.
se g’ariva el bucato, ciapa su, neh!
(da qualche parte in polentonia forse si dice così… :D )
Avevo letto il bucato che girava, pensavo meglio così, invece garriva, garriva. Bene.
garriva. strano, il mio invece nitrisce.
Bucato patriottico, garrisce come le bandiere al vento.
Pensa se barriva…
Come stai oggi? :-*
Dai, magari era una poesia di Giuseppe Giacobazzi, in questo caso non ci sarebbe nulla di cui preoccuparsi
sarebbe stato meglio, fosse stata di giacobazzi.
(sto meglio, son a casa al calduccio, secondo me domani ritorno operativo) :)
oh comunque la frase citata non è proprio la stessa che c’è nella poesia, l’ho coniugata con il tempo del post, anche perché ci son quei poeti lì che son bravissimi a cercarsi su internet e poi vengon qua, vedon che li prendiamo in giro e si offendono. e noi non vorremmo mai eh.
che c’hai contro il bucato che garrisce? Si vede che non hai sentito mai la mia lavatrice mentre fa la centrifuga! :)
…mi riferivo al commento di Mitì! :)
che poi anche la storia delle bandiere che fan il verso delle rondini non l’ho mai capita :)
se garriscon le bandiere… sta’ a vedere che uno non può stendere il bucato al pennone, ora!
questi sono i classici sintomi della meningite
Uno è transitivo (bandiere), l’altro intransitivo (rondini):
garrire v.intr.
Sinonimi: fremere, stridere, trillare, agitarsi, fileggiare || Vedi anche: palpitare, sventolare, gridare, ciangottare, cinguettare, gorgheggiare, risonare, scampanellare, squillare, tinnire, tintinnare
garrire (2) v.tr.
Sinonimi: innalzare, sventolare || Vedi anche: fremere
Il bucato probabilmente sta fra i due (sventola e fa flapflapflap mentre sbatte all’aria. Quando non barrisce nella centrifuga Epifanesca ,-*)
Transitivo? Ma quindi posso dire M’accingo a garrire la bandiera acciocché il colonnello non s’esacerbi? ;)
(Che poi secondo me Stefano Epifani è uno di quelli che confonde la lavatrice e la lavastoviglie: e ci credo che barrisce :) )
(e chi ha fatto la battuta della meningite, è il secondo che lo dice, oggi, tra un post e l’altro) (siete degli assassini :D )
transitivo?!!!
AAARGH!
ora faccio una segnalazione al GARR.
http://www.homolaicus.com/linguaggi/sinonimi/hypertext/0635.htm
Per il Boccaccio anche i mariti garriscono:
http://vocabolario.biblio.cribecu.sns.it/cgi-bin/Vocabolario/search_context?rimando=1&pattern=GARRIRE.&tag_n=ENTRY&attr_n=ID&attr_v=O90
Hai visto il mio termometro? Sarà mica finito nella lavatrice ?
Aspetta che chiedo a Stefano Epifani. ;)
l’uso transitivo è dato arcaico dal devoto oli. nessun esempio attestato riportato. praticamente non esiste.
cmq quando dicevi che il caso delle bandiere è quello transitivo, scherzavi, vero? ;)
gente garrula, i poeti
A parte il fatto che stai poco bene sto post è un meraviglia…
Riguardati…
“E’ il mio corpo che cambia…” cantava il Pelù! :)
“Il mio cane vibra.
Sia prima che il mio cellulare suoni, sia durante che dopo. Vibrava anche prima che inventassero i telefonini.
Insomma vibra sempre per cui non mi è di nessuna utilità.”
(M. Milani)
Pure io sto poco bene in questi giorni, ma mi sa che è solo perchè domenica sono incappata per errore in 5 minuti di Buona domenica.
Mi ha steso.
“Garrire” può essere usato in senso transitivo solo da Garry Kasparov. L’ha detto lui stesso durante un comizio anti-Putin. Prima che gli facessero vibrare il corpo a furia di randellate.
garriamo orsù!
oggi sto meglissimo. garrisco come il gran pavese :)
phoebe: se ti ha steso garrisci anche tu :)
E’ la sindrome da rientro, io è da lunedì che garrisco.
nessuno ha colto la mia battuta sul GARR, sigh.
Paolo. era bellissima. ho dovuto godermela in silenzio. ;)
A San Patrignano, sicuro, il bucato garrisce.
Nei bar, ovvio, barrisce.
Nella lavatrice, a volte, marcisce.
Sulle terrazze al sole, poltrisce.
Nelle tinozze, inputridisce.
Nel mio studio, annuisce.
Nelle centrifughe, impazzisce.
Alla fine, si capisce
che la diuresi favorisce.
ah quanto tempo che non passavo di qua… eheheh.
chissà se ti ricordi di “moi”…
Saluti.
P.S.: sempre molto allegro questo posto. Come me lo ricordavo.
per il tuo corpo, ci mettiamo di lena… (si immagina, va)
ma il cazzo di bucato che vuole?
baci, cose belle!
Trovata, credo sia quella, visto che è sul sito rai. E poi è l’unico posto in rete dove garrisce il bucato.
http://tinyurl.com/27jq85
Che poi, dice “il gran pavese del bucato”, che potrebbe anche starci…
…’tenti che è un pdf. A pag. 5
è quella, è quella :)
ascolta anche la lettura in realaudio, te la consiglio ;)
ma insomma il bucato che verso fa?
«ma insomma il bucato che verso fa?»
Fa: “Oh, ce l’hai un euro?” (solitamente grattandosi la guancia scarna, con sguardo spento)
però se é bucato da un altra parte fa: “ehi bello che fai stasera?”…vero?
eh ma così offendi tutti i maschietti che si sono fatti l’orecchino
;P
Stendete il bucato al vento e vedrete che può anche “garrire”
peccato che oggi i panni si stendano sui termosifoni, poco poetico davvero
;-)
ciaomarina
[...] la bandiera garrisce, non è un gran problema. Ma quando trovi una poesia contemporanea in cui è il bucato a garrire, [...]
Rispetta i poeti. Il nome di quello che leggeva “con voce funebre” è Giovanni Turra ed è considerato uno dei migliori giovani poeti italiani. Rispetto, prima di tutto.
Purtroppo mi ha ricordato quelli che nell’adolescenza si prendevano troppo sul serio e si atteggiavano a poeti. Una risata li ha seppelliti. Mi spiace.
dai, marco, mica gli abbiamo mancato di rispetto. e sennò non si può dir niente qua, sembra di stare sotto un governo berlusconiano… anzi, ringrazio tutti: non sapevo e tuttora non so cosa vuol dire garrire. Che crassa ignoranza!
A Lindalov e ad Alessandro, ma soprattutto ad Alessandro
Il poeta in questione non è un adolescente che si crede un poeta, ma è un poeta che ci mette la faccia ogni volta che scrive qualcosa. Aurea mediocritas vieni a me.
e chi se ne frega della faccia. a me interessa coniugare garrire. qui si discute di ciò che scrive non di ciò che lui é come persona. ma ora che ci penso, me lo fai restare antipatico. ora et labora. in vino veritas. amen. :-)
Siete piuttosto bassi.
Sei stato molto gentile. E io che mi pensavo che forse, a rileggerla, avresti potuto (ma forse, bada bene, forse) capirla. Perché non fai uno sforzo e te la scarichi dal sito di Fahrenheit? Sarò davvero curioso di sentire te che leggi una tua poesia. Quando sarà (se ti chiameranno e sarai annoverato tra i poeti decenti), fammelo sapere. Informane anche i tuoi amici, tutti argonauti seduti.
Sia chiaro: io nomi non ne avevo messi e non volevo offendere nessuno. Mi dispiace che Lei l’abbia presa sul serio. Questo dovrebbe dirmi qualcosa ma non ho ben idea di che cosa. (Stia bene, e la prenda sul ridere, qualche volta.)
sono vent’anni che uso le reti e ancora adoro leggere la gente che s’offende..
Cospetton!
Esterrefango…(poi dicono che qualcosa di spassoso sotto il sol più non accade) A me i liquironi! A me i popcorn!
Serva, non ci sono per nessuno (neanche se chiama Giasone)!
Prego, continuare spettacolino, please!
Quanta boria il signor Turra! e solo per aver letto male tutte quelle brutte parole?
Vado a garrire il mio gatto.
Sto garrendo come un pazzo dopo aver visto come si offendono i poeti!
Come si vede che non è un proeta… :(
io garrirei
tu garriresti
lui garrirebbe
noi garriremmo
voi garrireste
loro garrirebbero.
io sorrido
vorrei guarnire con un uccello gentile
quella bandiera che non può garrire
e poi l’asta far salire