vita di blogger

Due è meglio che nessuno

Quando Polli ha preso l’influenza (o quel che era), il dottore per telefono le ha detto di misurarsi la febbre, ché se era alta veniva lui, e se era bassa invece sarebbe dovuta invece andare lei da lui.

Si capiva che il dottore non aveva nessuna voglia di venire, e che quindi sperava che la temperatura fosse bassa, così sarebbe toccato a Polli andare nello studio e non a lui venire a casa, e se questo da un lato, egoisticamente, mi ha dato un po’ fastidio, dall’altro lato anch’io (e anche Polli, credo) speravo che la febbre fosse bassa, e quindi ho pensato che era bello che noi e il medico ci fosse una comunità di intenti, una consonanza di speranze.

Da un terzo lato (le cose non hanno mai solo due lati: per fare una figura piana ce ne vogliono almeno tre e per fare un solido almeno quattro, se si possono ancora chiamare lati)(oddio, adesso arriverà qualcuno a farmi le pulci in geometria) il problema era che da quando siam venuti qua non ci era mai venuto in mente di comprarci un termometro, e allora, visto che eran le otto e mezza di mattina, mi son vestito e son sceso giù a comprarne uno.

Quando son tornato, Polli si è misurata la febbre, e visto che era di una linea al di sotto della soglia critica stabilita dal dottore abbiam deciso che dovevam andare da lui. Mentre Polli si vestiva io ho lavato il termometro e l’ho agitato per far scendere la colonnina di mercurio.

Non ve lo devo neanche dire. L’ho rotto.

Anche se l’averlo rotto nel lavandino ha limitato i danni e quindi non ho dovuto raccogliere i pezzettini di vetro ovunque, un po’ mi è dispiaciuto averlo rotto nel lavandino, ché mi ricordavo quanto era stato divertente quando da piccolo mi era capitata la stessa cosa e vedevo correre le palline di mercurio di qua e di là. Adesso invece l’avevo rotto sotto l’acqua corrente, e il mercurio è sceso tutto nello scarico. Peccato.

Poi comunque ho portato Polli dal dottore e sono andato a comprare un altro termometro.

Per anni non ne ho avuto nessuno, e poi due in un giorno.

Guarda te il caso, delle volte.

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19 thoughts on “Due è meglio che nessuno

  1. kutavness says:

    Ma il termometro l’hai soltanto scosso o hai sfogato su di lui un bel po’ di violenza repressa? Oppure non l’hai mai detto nel blog, ma sei campione italiano di body-building e ti è scappata la mano. Quale delle 2? (il terzo lato per ora non mi viene)

  2. Ma non li avevano proibiti quelli al mercurio?
    Ora dovrebbero vendere solo quelli digitali, che ti dicon che di febbre hai 37,46 (fa un po’ paura in effetti)

  3. non ancora, credo. io ne ho comprati due il 31 dicembre (uno al supermercato, uno dal farmacista) e nessuno m’ha detto niente.

  4. chiaratiz says:

    sei sicuro che fosse mercurio? quelli nuovi non ce l’hanno più il mercurio, stai sereno

  5. Chiaratiz: quello era mercurio, un po’ correva, nel lavandino. ma poco, eh.

    Paolo: è anche per quello che ho scritto Peccato.

  6. Ecco, speravo che non fossi proprio io il primo a chiedere, ma tant’è… Com’è che è fatto un solido con soli quattro lati (o spigoli..)?
    Per curiosità, eh…

  7. Nonoo, per lati non intendevo gli spigoli, intendevo le facce, e un solido di quattro facce è una piramide a base triangolare. Sapevo di far bene a scriver quella cosa nel post :)

  8. kutavness says:

    Ammazza, oggi Eìo risponde in presa diretta! Non fai in tempo a scrivergli, che lui discetta di tagging e tetraedri!

  9. Un mio amico francese ha detto che da anni in francia non si vendono più termometri al mercurio, ma solo digitali….
    mah, non so se è la francia che è avanti o noi che siamo indietro, in ogni caso, il termometro al mercurio ni stà troppo simpatico :)
    (bisogna fare solo attenzione a non farlo scoppiare quando lo si mette sul termosifone per simulare una febbre inesistente!)

  10. harael says:

    leggendo un articolo oggi sul giornale ho pensato a te. veniva citata una canzone:
    mangia libri di cibernetica
    insalata di matematica
    e a giocar su marte va,
    lui respira nell’aria cosmica
    è un miracolo di elettronica
    ma un cuore umano ha.
    ma chi è? ma chi è?
    è eio ho pensato

  11. Peccato non aver visto il mercurio trasformarsi in tutte quella palline dotate di vita propria che fanno impazzire le mamme di tutto il mondo! Mia madre si comportava come se non fosse mercurio, ma uranio impoverito, si generava il panico e io e mia sorella correvamo dietro le palline tra gli strepiti. :)

  12. Pingback: ShinyStat™ - Statistiche Account pomodorina

  13. Com’è che ti ho conosciuto da qualche ora, e da allora non faccio che sghignazzare sui tuoi post? :-)
    By the way, hai toccato un tasto dolente: il mercurio… Quando da bambina mi venne la malsana idea di rompere un termometro sotto il tavolo della cucina (col gatto che passeggiava nei dintorni, sprezzante del pericolo), mia madre tirò tanti e tali di quegli urli da crearmi un trauma: mi gridava, la Sadica, che il mercurio si sarebbe gonfiato e gonfiato e gonfiato al contatto con la pelle (mia, o con le palle, del gatto) da fagocitarci tutti e soffocarci in una enorme sfera argentata e molliccia… gulp!… Per lo spavento, provai ad alzarmi e scappare, ma ci guadagnai solo una tremenda testata contro il tavolo, schiacciai contemporaneamente la coda al gatto e fuggii infine fuori dalla porta con le mani per aria e i capelli verdi di paura…
    Insomma, forse ho un po’ romanzato la vicenda (mia madre, porella, non è una pazza maniaca kill-bill), ma il succo – giuro! – era questo. Sono uno dei pochi individui col Trauma da Mercurio…
    ;-)
    V

  14. Da piccinin anch’io ho rotto un termomentro al mercurio e mi ricordo che col dito spostavo le palline facendole riattaccare in un pallottone per poi tentare di separarle ancora.
    L’inquinamento, la fame nel mondo, l’allergia, l’unghia incarnita, la politica che non funziona, l’apatia. alla fine mi dico: sarà mica colpa del mercurio?

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