Succede che dicono che è finita la guerra dei formati. Cioè, per anni hanno dibattuto su quale poteva essere il successore del DVD, e adesso hanno deciso che sarà il formato chiamato Blu-Ray, e non quell’altro che era in gara, chiamato HD-DVD. E’ bello che le industrie si perdano in queste inezie, che vuol dire che non hanno capito una cippa di quel che sta succedendo.

Quando esce un film negli stati uniti, io, per vederlo a casa mia, ho due alternative:

1- aspettare che esca nelle sale italiane, e ci vogliono di solito almeno tre mesi, e poi aspettare che esca in DVD (o in chissà quale altro formato), e ci vorranno di solito almeno altri sei mesi: in tutto fa nove mesi.

2- scaricarlo subito (di frodo) da qualche utente americano.

Come si nota, l’alternativa 1 è poco praticabile. Nove mesi sono un’era geologica. O l’industria trova un modo per colmare il divario tecnologico che la separa dagli utenti, oppure farà la fine delle case discografiche (che non hanno ancora fatto nessuna fine, però se non si spicciano, la fine arriverà di sicuro).

Per finire, due articoli correlati, quello di Antonio Dini, e quello di Alessandro Longo (ma ne avevamo già parlato, no?).

Semplicemente, in molti casi, alla cosiddetta “pirateria” non c’è alternativa. Non parliamo poi delle serie televisive, perché lì la supremazia dei canali non ortodossi è to-ta-le.

Bon, come pezzo mi sembra completo.

P.S. come fa notare FreeThoughts, la situazione dei cartoni animati giapponesi è ancora peggiore.