L’altro giorno ero in ufficio da solo, fuori dall’orario di apertura, ero lì che aspettavo un cliente con cui avevo un appuntamento, solo che, per la mia solita paura di far aspettare la gente, son arrivato con un buon anticipo, ché secondo me arrivare in orario (o meglio in anticipo) serve a farsi rispettare, mentre arrivare in ritardo, serve solo a farsi aspettare.

Allora, non sapendo che fare, ho tirato fuori il quadernino e la penna, perché era un paio di giorni che avevo una frase in testa e non avevo ancora avuto il tempo di tradurla in un post, così, mi son detto, ingannando il tempo mi metto a scriverlo. Mi son messo a scriverlo, ho cominciato con un proemio che doveva introdurre l’idea centrale del post, e mentre scrivevo il proemio son partito per la tangente perché mi è venuta un’altra idea, così il post che ho scritto è diventato un altro post.

Poi, visto che la persona che aspettavo non si era ancora presentata, ho cominciato a scrivere un altro post in cui usare l’idea che secondo i miei piani avrei dovuto usare per il post precedente, e mentre lo scrivevo, anche lui, il nuovo post, anche lui se ne andava in altre direzioni sconclusionate ma che lo dotavano di vita propria rispetto all’idea originale, e l’ho lasciato andare dove voleva.

L’ho finito, e quando stavo per cominciare quello che secondo me avrebbe dovuto essere il post definitivo, quello in cui avrei finalmente usato l’idea che avevo per i due post precedenti e che quei due post precedenti avevano snobbato, è arrivato il mio cliente allora poi alla fine non l’ho scritto.

Adesso son tre giorni che ci penso e mi chiedo qual era più, quell’idea là.

P.S. Però sabato pomeriggio e sera li ho passati con Francesco, e son stato contento.