Io sono un tipo piuttosto tecnologico. Non lo dico per vantarmi o cose così, è un dato di fatto che rispetto alla maggioranza delle persone con cui ho a che fare sono piuttosto avanti, se così si può dire, in quelle cose lì. Ma c’è un momento che temo sempre, nei rapporti di lavoro ma anche no, ed è un momento che con la tecnologia ha a che fare.

Capita sempre più spesso che dopo un incontro, dopo un’estenuante trattativa, dopo un’alluvione (detto per amicizia, alluvione è femminile, giusto così per prevenire le eventuali contestazioni) di domande specifiche e tese a farti lo sgambetto, ecco, dopo tutte queste cose spaventose succede che qualcuno, un cliente, o un fornitore, o anche qualcuno che non c’entra niente col lavoro, voglia lasciarti il suo indirizzo email.

Te lo detta, tu te lo segni, e poi lui ti guarda, e con nonscialanza (scusate il francesismo) ti dice:
NATURALMENTE TUTTO MINUSCOLO, EH!

Ecco questo momento è un momento che mi fa paura, ma una paura che non avete idea, perché io un giorno o l’altro lo so che sbotterò, mi alzerò e farò la predichetta incazzata a qualcuno che poi probabilmente non vorrà più avere a che fare con me.

Quindi, amici, lo dico a voi: nel 99,999% dei casi scrivere pincopallo@libero.it e PINCOPALLO@LIBERO.IT è uguale identico preciso sputato, e il restante 0,001% probabilmente non lo incontrerete mai nella vostra vita, e se per caso lo incontrerete, ascoltate me: cambiate strada.

(ma non lo incontrerete mai)