Non lo so se capita anche agli altri, ma a me capita spesso di dover attraversare la strada, e nel farlo lasciar passare qualche macchina e di fare dei complessi calcoli balistici per poter cominciare ad attraversare prima che la macchina sia completamente passata, per ottimizzare spazi e tempi di attraversamento.

Non so se si capisce, perché è difficile da spiegare in italiano, forse sarebbe meglio fare un piccolo grafico, ma l’attraversamento balistico è una competenza che si acquisisce abbastanza facilmente con l’esperienza, e chi vi dice che sono necessari anni di studi, dottorati di ricerca e calcolatrici scientifiche probabilmente sta solo cercando di darsi un’aria intelligente, come fa della gente che conosco io che adesso perlacaritadiddio non nomino che altrimenti mi faccio il sangue cattivo.

Perché l’attraversamento balistico implica sì un’attenta valutazione della traiettoria dell’auto che sta passando e della propria, il tutto tenendo conto delle rispettive velocità, ma tutto questo può esser benissimo fatto a occhio senza particolari conseguenze.

Certo, bisogna anche saper prevedere le probabilità e gli imprevisti che, come si è di certo imparato in lunghe serate in cui si muoveva la candelina o il vasetto o il fiasco (qual era il quarto? mah, la memoria) finendo inevitabilmente in prigione, son sempre in agguato: per esempio l’automobilista potrebbe star cercando un parcheggio e potrebbe notare che se ne sta liberando uno proprio qualche metro dopo di voi che state attraversando, e quindi potrebbe inchiodare improvvisamente mandando tutti i vostri complessi calcoli balistici a banane.

Ecco tutto questo per dire che ieri sera stavo cercando parcheggio in una viuzza, e quando ho visto una signora entrare sul suo Qashqai (è una macchina) ho prontamente inchiodato, venendo altrettanto prontamente inondato di madonne da un attraversatore balistico che non aveva tenuto conto delle probabilità e degli imprevisti.