L’altro giorno mi è capitato di andare a una conferenza con mio padre, e quei che parlavan alla conferenza eran tutti della gente che faceva dei lavori come Amministratore Delegato, oppure Responsabile di Area, oppure IT Manager, oppure Qualcosa Consultant, era tutta gente che faceva quei lavori lì che a me m’è sembrato che non son mica lavori normali di gente che vive in un mondo normale, son lavori inventati in un mondo collassato e prossimo alla sua fine, lavori inventati per della gente che altrimenti non sapresti mica cosa fargli fare.
Allora io mi son messo a guardare le facce di questi personaggi e mi son immaginato, guardando le facce, che lavori avrebbero fatto, quella gente lì, se questo fosse un mondo normale.
E allora li guardavo, pensavo ecco qua il camionista, ecco qua il poliziotto, il calzolaio, ecco il dottore, il becchino, ecco il prete (c’era anche il prete, giuro era uguale sputato, anche come parlava, ho proprio pensato, guarda te, poverino, in un mondo normale avrebbe potuto seguire la sua vocazione e invece si ritrova in questo mondo qua a fare il consulente).
Poi in un momento di pausa ho raccontato a mio padre questa cosa che avevo pensato, e lui m’ha dato ragione, gli facevo vedere quelli a cui avevo già attribuito le loro professioni naturali anziché quelle artificiali che gli sono state attribuite in questo mondo finto, e lui diceva Sì Sì hai ragione e poi a un certo punto mi ha indicato uno che non era tra i relatori e mi ha detto E quello lì, secondo te, in un mondo normale, cosa farebbe?
Io, così, senza poterlo osservare a lungo (è disdicevole, osservare a lungo uno che non conosci, invece i relatori sì, quelli li puoi osservare quanto vuoi, e più li osservi, più loro son contenti, che pensano che stai attento e trovi interessante quel che stan dicendo), così, a bruciapelo, non sapendo bene cosa rispondere ho buttato lì un Mah, magari il salumiere, e mio padre, facendo di no con la testa, mi ha detto Figurati, lui sarebbe un giocatore di poker.
Io ci son rimasto di sasso, perché, a guardarlo, aveva proprio ragione mio padre, era un giocatore di poker uguale sputato.


23 commenti
oppure Qualcosa Consultant, era tutta gente che faceva quei lavori lì che a me mâè sembrato che non son mica lavori normali di gente che vive in un mondo normale, son lavori inventati in un mondo collassato e prossimo alla sua fine —e io che mi pensavo » In un mondo normaleThe LOST Boys PROJECT
da come una persona apre una scatola di ceci e la svuota in un piatto piuttosto che da come ti parla o ti guarda. Io per esempio conoscevo un tizio che apriva le scatolette di sgombro da vero artista. [liberamente ispirato da un post dieiochemipensavo]
Stava bluffando.
La prossima conference IT qui in azienda che mi dovrò sorbire – temo – non sarà più noiosa come al solito.
E’ un argomento che ti attrae irresistibilmente, pare, la fine dell’impero austroungarico :)
Davide: Oh, giuro che a quella faccenda dell’Impero AustroUngarico non ci avevo pensato, e il fatto che tu mi ci abbia fatto pensare adesso scatena una serie di strani cortocircuiti nel mio cervello. bzzt.
PTWG che commenta? va che roba :)
Marchino: neanche a questo avevo pensato
Sono troppe le cose a cui non avevo pensato, un sacco di collegamenti da fare ci sarebbero :)
sono tutti lavori per morti
Sei un CYALTRONE. Se ho qualcosa da dire, commento. A volte, come oggi, commento anche se non ho qualcosa da dire. Io te l’ho detto, ok?
il_morto hai ragione, e infatti siamo tutti morti, e anche il mondo, è morto
PTWG questa cosa del cyaltrone non sei mica il primo che me la dice eh
Mi hai fatto ricordare la canzone I borghesi di Gaber. Le situazioni, le immagini e pure la storia del figlio (che saresti tu) sono simili. Solo la conclusione è diversa quel tanto che basta per non essere accusato di plagio. Tuo padre continua a vederli i borghesi mentre nell’originale veniva normalizzato. Mi piace di più la tua versione.
faccio sempre questo gioco nella mie testolina con quelli che incontro nella metro, mi ci diverto molto e costa meno della settimana nimmistica e poi quando mi sento in vena provo prima a guardare le loro scarpe associando un aggettivo per la loro personalità – se fossimo in America mi metterebbero a scegliere le gurie, In Italie mi prendono per matta quando mi scappa la mi scappa di fissarli, ehm
sì ma che mestiere finto faceva, il giocatore-di-poker-like?
Io invece guardo le facce della gente “normale” e cerco di associarla a personaggi famosi: ecco quello è uguale a Totò Schillaci, oppure quello assomiglia a Taricone e quell’altro a Malgioglio e così via… praticamente ho trovato sosia ovunque, e magari quello a cui l’ho associato era un macellaio, l’altro un panettiere o l’altro era davvero Malgioglio, ma il punto non è questo.
Il punto è che ho trovato sosia di tutti i personaggi famosi, roba che se non sfondava in televisione poteva benissimo fare il panettiere con quei connotati, ma non ho mai trovato uno con la faccia di Giuliano Ferrara! Ecco quello che mi chiedo è questo: uno con una faccia così, può fare altri mestieri, se non l’imbecille in televisione?
E qui il meccanismo si inceppa, assieme al mio cervello…
E tu? Scusa, mettiti di profilo, che ti dico cos’avresti fatto in un mondo normale… mmm… sì, secondo me il GASTROENTEROLOGO! :D
Come bluffano certi AD non bluffa nessuno ;-*
eio
questo è un capolavoro!
mi capita negli autogrill, nelle stazioni dei treni. stesse sensazioni. stesse storie con la testa. stessi giri. in questo mondo anormale
molti al contrario non hanno la faccia che ci azzecca con la loro professione, medici con la faccia da zappatore, idraulici con la faccia d’attore, tanti ma tanti con la faccia da maniaci sessuali.
Ma la faccia del giocatore di poker com’è?
come quel gioco che fanno alla tivvù! come si chiama? i soliti ignoti, se non sbaglio…
E pensare che a queste riunioni i tizi si considerano tanto importanti – si danno un contegno, ecco ! Qualcosa che definirei come ego trip, per questo non le ho mai sopportate. Poi finisce che è un difetto mio…
Sono un convinto sostenitore del fatto che per capire il vero mestiere di una persona devi guardare come apre le scatolette del tonno.