E’ bello quando ti senti utile.
Ero lì che lavoravo, a un certo punto il capo mi fa, Va’ un po’ a farmi cambiare l’olio alla macchina.

A me un po’ mi dispiaceva, ché avevo delle robe da fare, ma poi ci son andato, chi ero io per questionare, solo che non mi ero portato niente da leggere, per fortuna avevo da scrivere.

Quel giorno lì, c’era un sole bellissimo, era un po’ che non c’era un sole così, ed era bello starsene seduti fuori dell’officina del meccanico, seduti, a scrivere.

E’ passato uno, con una macchina, faceva un rumore, io ho pensato Guarda questo, guarda qua che vien dal meccanico, con tutto il rumore che fa, e infatti ha rallentato, ma poi è ripartito, e mi son accorto che il rumore non era altro che quella che viene comunemente chiamata “musica da discoteca”.

Che poi sto scrivendo al passato, ma in realtà lo faccio solo per darmi un tono, perché è adesso, in questo momento, che son seduto fuori dal meccanico, a scrivere.

(Adesso invece no, son al computer che, in assenza di idee migliori, sto ribattendo e correggendo quel che avevo scritto sul taccuino quel giorno là, davanti all’officina del meccanico)

Mi è venuto in mente, che fino a poco tempo fa, se mi fosse venuto in mente di scrivere su un taccuino avrei pensato che ero matto. La gente lo pensa ancora: paradossalmente è più socialmente accettabile uno che scrive ossessivamente su un cellulare che non su un taccuino. E però fino a poco tempo fa se mi fosse venuto in mente di scrivere un post mentre ero dal meccanico, mi sarei fatto un appunto mentale che magari poi mi sarei ricordato, o magari no; invece adesso, in barba all’accettabilità sociale, posso anche scrivere i post dal meccanico.

Ben venga, il progresso.