L’altro giorno ho incontrato la mia maestra delle elementari. No, diciamo le cose come stanno, ho incontrato una delle mie maestre delle elementari, visto che nella nostra classe abbiam cambiato maestra quasi tutti gli anni. Anzi, a dir la verità abbiamo avuto maestre diverse in prima, seconda e terza, e poi, in quarta e quinta, un maestro, che poi per un certo periodo non era stato bene, e allora in quel periodo lì avevamo avuto una supplente, ed è lei che ho incontrato l’altro giorno.

Adesso mentre scrivevo mi è venuto in mente che nelle elementari avevo una compagna che veniva dalla Sardegna, e poi, finite le elementari, con la sua famiglia era tornata in Sardegna, e da allora non so mica che fine abbia fatto. Ho provato a cercare su google, ma non l’ho mica trovata. Ho provato a cercare anche degli altri compagni di scuola, ma mi sa che non c’è nessuno, su google. Peccato.

Comunque ho incontrato questa mia maestra delle elementari, che era stata mia supplente per diverso tempo, e mi ha detto, questa mia maestra, che ogni tanto si ricorda ancora con piacere dei temi che scrivevo, e mentre lo diceva sorrideva.

Ma anche se non li avesse ricordati con piacere, ho pensato, anche se li avesse ricordati con disgusto, a me avrebbe fatto lo stesso effetto, incontrare una persona dopo circa venticinque anni, una maestra che dopo tutto questo tempo si ricorda ancora di quel che scrivevi e come lo scrivevi.

Le ho detto Ma lo sai che li scrivo ancora, quei temi lì che scrivevo alle elementari, li scrivo tutti i giorni, li scrivo su internet.

E li scrivo, le dicevo, con la stessa competenza, con lo stesso stile, con la stessa bravura, con la stessa perizia, con la stessa consapevolezza di allora.

(ovvero nessuna)