La mia maestra
lunedì 21 aprile 2008
L’altro giorno ho incontrato la mia maestra delle elementari. No, diciamo le cose come stanno, ho incontrato una delle mie maestre delle elementari, visto che nella nostra classe abbiam cambiato maestra quasi tutti gli anni. Anzi, a dir la verità abbiamo avuto maestre diverse in prima, seconda e terza, e poi, in quarta e quinta, un maestro, che poi per un certo periodo non era stato bene, e allora in quel periodo lì avevamo avuto una supplente, ed è lei che ho incontrato l’altro giorno.
Adesso mentre scrivevo mi è venuto in mente che nelle elementari avevo una compagna che veniva dalla Sardegna, e poi, finite le elementari, con la sua famiglia era tornata in Sardegna, e da allora non so mica che fine abbia fatto. Ho provato a cercare su google, ma non l’ho mica trovata. Ho provato a cercare anche degli altri compagni di scuola, ma mi sa che non c’è nessuno, su google. Peccato.
Comunque ho incontrato questa mia maestra delle elementari, che era stata mia supplente per diverso tempo, e mi ha detto, questa mia maestra, che ogni tanto si ricorda ancora con piacere dei temi che scrivevo, e mentre lo diceva sorrideva.
Ma anche se non li avesse ricordati con piacere, ho pensato, anche se li avesse ricordati con disgusto, a me avrebbe fatto lo stesso effetto, incontrare una persona dopo circa venticinque anni, una maestra che dopo tutto questo tempo si ricorda ancora di quel che scrivevi e come lo scrivevi.
Le ho detto Ma lo sai che li scrivo ancora, quei temi lì che scrivevo alle elementari, li scrivo tutti i giorni, li scrivo su internet.
E li scrivo, le dicevo, con la stessa competenza, con lo stesso stile, con la stessa bravura, con la stessa perizia, con la stessa consapevolezza di allora.
(ovvero nessuna)



25 commenti
La mia maestraL’accalappiacani Lo devo ammettere
grande!!! Anche io ogni tanto, preso da una indefinibile nostalgia, googlo i nomi dei miei compagni delle medie e delle elementari, ma non trovo mai nessuno. Al massimo trovo qualche compagno del liceo. Mah!
… magistrale.
Io una volta ho incontrato la mia maestra delle elementari mentre camminavo per strada e l’ho riconosciuta subito, perchè a me quella maestra m’era rimasta in testa come faccia perchè era brutta (ma brutta brutta), però era simpatica, dai. Allora mi sono avvicinato e le ho detto buongiorno, io camminavo per strada e l’ho vista e l’ho riconosciuta subito, lei è la mia maestra delle elementari, quella simpatica. Ah, mi dice lei, ma guarda un po’ che sorpresa, dopo tutti questi anni, ma dove eri andato a finire, caro Massimiliano.
Ci son rimasto di merda.
è questo il segreto per saper scrivere bene…bene bene,annoto *__*
Io ho incontrato la maestra della terza (quando io facevo la quinta): ora è una mia collega a scuola! :D
che belle le maestre. Anche la mia sicuramente si ricorda ancora molto bene di me e sicuramente non per i temi.
Sapete una cosa ? Adesso DEVO, come fosse un debito da pagare, una resa d’onore e di gratitudine, io DEVO dire grazie alla Maestra Pisinger, ai professori Menegazzi e Cossa. Ecco. MA ANCHE Vaffanculo a (quasi) tutti gli altri. Per Completezza d’Informazione, si intende!
e quindi ora scrivi con maestria?
ma non t’ha neanche chiesto l’indirizzo del blog? questo mi insospettisce riguardo all’opinione che aveva dei tuoi temi :-)))
oh io mica gliel’ho detto, che ho un blog, che poi non so neanche se avrebbe capito, ho detto un generico Li scrivo su internet, che può voler dire qualsiasi cosa, tipo per esempio potrei scrivere dei temi brevissimi su twitter, per dire, oppure sul superwall di facebook di qualcun altro, oppure nei commenti dei blog di radio deejay :)
Ovverossia tutta. Ma scusa, tu credi che noi staremmo a perder tempo a leggerti regolarmente e pure a farti i commenti se tu non scrivessi con con la stessa competenza, con lo stesso stile, con la stessa bravura, con la stessa perizia, con la stessa consapevolezza che adesso mi dici avevi già allora, ma che io conosco solo adesso?
E piantala di fare come la sinistra italiana e darti le martellate sui testicoli da solo. Tu sai scrivere. Evidentemente sapevi scrivere. Sennò mica se lo ricordava (pensa me che mi predicono un futuro da scrittrice dai 7 anni in poi, poi mi dici il concetto di nemesi storica? Che ti portano sfiga fin da piccolo su quello che sai fare bene.)
Bravo, continua ad applicarti così e ti farai ancora più onore.
Essere allo stesso livello a cui eri alle elementari può voler dire o che da piccolo eri un idiot savant, o che adesso sei un savant idiot
e non so cosa sia meglio :)
…la seconda che hai detto, direbbe Quelo!
…e anch’io non so cosa sia … meglio :-)
Non è vero, sei bravo anche adesso :D
Le mie insegnanti spero di incontrarle all’inferno-suore salesiane-cattive e crudeli come poche
Mia moglie Elena e sua sorella minore Anna hanno avuto la stessa maestra, che aveva una preferenza per l’Anna, e l’Elena se ne accorgeva da certi sottili indizi e ci rimaneva male.
Adesso la maestra, quando incontra mia moglie per strada, le dice tutta contenta “Ciao Elena, come sta l’Anna?” E mia moglie ci rimane ancora malissimo come quando aveva otto anni.
Anche io alle elementari ho cambiato maestra tutti gli anni! Ah, ma allora la mobilità ed il precariato degli insegnanti non è cosa nuova!!
Comunque, fa piacere che dopo (tanti?) anni si ricordi ancora di te!
Io invece purtroppo ho avuto sempre la stessa, una specie di mummia che faceva di nascosto gli appostamenti a suo marito per vedere se la tradiva (aveva più corna di un branco di cervi). Visti i suoi metodi vagamente neonazi, dei quali ho avuto anch’io esperienza diretta (perché avevo la sfiga di non essere il suo prediletto), per un po’ di tempo l’hanno tolta dal contatto con i bambini e l’hanno messa a insegnare italiano agli immigrati. Questo è solo uno dei miei numerosi traumi infantili…
devo dire che francamente non mi aspettavo che il menzionare la maestra facesse uscir fuori così tanti fantasmi. mi scuso eh. non solo con Katveneisa (tradotto in piemontese), ma anche con la moglie di Gaspar :)
io invece ho avuto la stessa maestra per 5 anni. una delle ultime volte in cui l’ho incontrata, lei era diventata cieca, io l’ho salutata come si usava una volta, buongiorno signora maestra,e lei mi ha salutato col mio nome diminutivo.eran passati 35 anni.non si ricordava dei miei temi, ma ricordava la mia bella scrittura.
Stolto. In realtà la tua supplente non si ricordava chi fosse quel tipo pelato incontrato per strada, sulle prime ha anche pensato tu fossi un maniaco sessuale, poi però l’hai salutata, et voilà.
Ti svelo un piccolo segreto, raccontatomi da una maestra (credo ora sia stata radiata dall’ordine occulto dei maestri elementari): le ex-maestre hanno, di default, le risposte pronte.
Quando qualcuno le saluta per la strada loro sanno che è probabilmente un ex-alunno e allora se ne vengono fuori con: “Sì, mi ricordo che bei temi facevi” oppure “Ah, mi hai fatto disperare da piccolo! Adesso ti sei dato una calmata?”
Con risposte del genere danno il contentino a chi le incontra (e magari se le ricorda per averci fantasticato nelle notti pre-adolescenziali) e fanno la figura di quelle che si ricordano TUTTO.
In realtà non sanno minimamente chi tu sia.
Fra i miei ricordi più belli c’è la gita in corriera a trovare la maestra di quella che qualche tempo dopo sarebbe diventata mia moglie. Eravamo una cinquantina e solo in tre non eravamo mai stati allievi di questa signora che per seguire il marito era andata ad abitare dalle parti di Aquileia dove avevano e forse hanno ancora un allevamento di cavalli da corsa. Ci ospitò tutti ed il marito aprì la fornitissima cantina tanto che l’autista, completamente ubriaco, al ritorno dovette essere sorvegliato a vista da me e da un’altro anche perchè c’era una nebbia incredibile.
Dopo qualche anno, eravamo in ferie a Caorle ed un giorno di pioggia, prendemmo l’auto e facemmo un giretto a salutarla. Anche in quell’occasione ci ospitò e così la conobbi meglio.
Ora ogni tanto si telefona con mia moglie o si scambiamo qualche letterina di auguri così ho saputo che questa maestra che credo abbia circa 65/68 anni, continua a tenere i rapporti con una decina di persone ma che ogni volta si informa di tutti e li ricorda tutti.
Ottimo maeandro. Alla faccia di quel cinico di Napolux. Diglielo tu.
LOL. L’eccezione che conferma la regola: niente di più, niente di meno.
Don uorri, Eio, ormai ci rido su, e penso che il suo dirottamento tra i migranti fosse una delle prime avvisaglie della Bossi-Fini.