Il dentista mi fissa l’appuntamento alle 13.50, mi dice la signorina che o è oggi alle 13.50 oppure tra dieci giorni. Sono le 13 e sono ancora in ufficio. Non ce la faccio a tornare a casa a mangiare. Decido di mangiare una pizza a quella specie di pizzeria che c’è all’Auchan, proprio a metà strada tra l’ufficio e il dentista. Prendo il menù margherita e coca cola. Mi accorgo che il posto si chiama Pizza Hop, una cosa a metà tra la pizzeria e il fast-food. Interessante cortocircuito, penso, un’imitazione italiana di una catena americana che imita un prodotto italiano. Tagliando la pizza rompo il coltello di plastica. Una signora urta tre volte il mio tavolo per tenere d’occhio un tavolino libero. Mi giro, ce ne sono mille altri. Mentre lei è al banco che aspetta il suo turno per le pizze, qualcuno si siede al tavolo che le piace. Quando se ne accorge urla da laggiù che è occupato e si avventa sui supposti abusivi. E’ ora. Mi alzo. Ho spazzolino e dentifricio, mi lavo i denti nel bagno dell’Auchan. Un ragazzo mi guarda con una faccia come per dire che gente. Vado dal dentista. Uscendo mi accorgo che con il trapano che spruzza acqua mi ha bagnato la camicia sul davanti. Fa caldo, ho tempo. Decido di fermarmi in un parco. Mi siedo su una panchina. Scrivo un post mentre si asciuga la camicia. Sento un rumore dietro di me, c’è una gazza che zampetta nel prato. Poi si alza in volo. Mi accorgo che il prato è pieno di soffioni. Sono allergico, ai soffioni. Mi alzo. Torno in ufficio. Ricopio il post sul computer. Fatto.