Respiro facce da senso critico
lunedì 30 giugno 2008
Ho ricevuto un commento a quel post immarcescibile (olà, sta marcendo, non so perché, è bastato dirlo) del folletto, un commento che dice
ORA VOGLIO CHE QUALCHE MERDINA CON LA CRITICA SEMPRE PRONTA MI RISPONDA .
QUANTI DI VOI HANNO VOTATO BERLUSCONI ? DIRETE VOI << E CHE C’ENTRA ORA ?
SILVIO BERLUSCONI VENDEVA SPAZZOLINE ELETTRICHE PORTA A PORTA !
SIAMO GOVERNATI DA UN VENDITORE PORTA A PORTA(LO è ANCORA VISTO IL SUO METODO DI PROPAGANDA) , QUINDI VEDETE DI NON ROMPERE TANTO I COGLIONI AI VENDITORI DELLA TUPPERWARE O DELLA FOLLETTO.
Ecco, a me è sembrato un poco controproducente, che uno, magari, potrebbe pensare che, magari, potrebbe esser sensato, uccidere i rappresentanti di cui sopra prima che diventino presidenti del consiglio.



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io a questo punto respiro anche un po’ aria di aspettativa.
Io l’ho sempre detto, che la gente bisognerebbe ammazzarla tutta
la conoscete quella barzelletta del tipo che in chiesa gli era cascato addosso un crocefisso alto quattro metri, e quando è uscito dall’ospedale è andato a comprare un centinaio di crocefissi piccoli piccoli e poi li ha presi ha martellate perchè diceva che bisogna farli fuori finchè son piccoli? Ecco, una roba così…..
non ci voleva la acca in “a martellate”, excusez moi
Ma la tupperware non lo farà un contenitore apposta per sta gente? Che almeno uno li mette nel frizzer finché non smette la calura. O no?
:)
eh no, se li mettete nel frizzer poi si gasano ed è peggio
Sì…concordo :/
matali matali :)
Io penzo che spesso cuesti venditori del folletto che quando che vencono a bussare che uno può mettere l’adesivio fuori alla porta “per i venditori del folletto, non bussate: siamo cannibali”.
Che io una volta l’ho imbizzicato veremende.
E cuello ha bussato.
Buono, il venditore del folletto.
Visti i rischi che si corrono, penso che la “Soluzione Erode” sia assolutamente necessaria.
Buona idea. Già che ci siamo potremmo includere i Testimoni di Geova (perlomeno quelli che suonano la domenica mattina prima delle nove)? ;-)
c’era un detto che diceva: i vecchi bisognerebbe ammazzarli da piccoli! ahahahhahah
Con tutto il rispetto per il Tuo Nunzio, ma io non credo che vendesse le spazzole porta a porta. Poi se Tu mi dici di si e mi giuri che si faceva accompagnare dall’Ennio e che tra una spazzola ed una spazzolata si sono inventati il Programma Italia, beh in quel caso di darò credito. Ma non del tutto.
Io ho addestrato il cane facendolo giocare da piccolo con dei sacchetti del folletto ripieni di carne al sangue…… Ora appena sente odore di venditore di folletto scatta sui blocchi come il miglior Ben Jonson…
Dici che è meglio non farlo avvicinare troppo alle convescion di Forza Italia…..
Ebbene, mi ero persa il primo post-folletto. Ma a 25 anni suonati ho imparato più cose qui che studiando e lavorando. Tipo:
- leggere una discussione sulla folletto è uno studio sociologico
- esistono cose chiamate kirby che non sono su star trek, chiamate bimby che non sono nei teletubbies e chiamate tupperware che non sono fumetti di bonvi (vi giuro che non le avevo mai sentite nominare)
- l’olio 31 che aveva una mia zia di trento non era un prodotto tipico delle sue parti (veramente, io credevo che pure i folletti fossero cosini dispettosi che abitavano da quelle parti..)
- quelli della folletto sono una specie di loggia massonica inquietante quasi quanto la foot locker (ma più storica)
- il mio amico Folletto ha un soprannome presidenziale
- i venditori mi fanno un po’ meno simpatia, come è successo per i centralinisti dopo che una cortese signorina telecom, alla mia richiesta di togliermi un servizio che mi avevano imposto, ha prima rifiutato, poi cercato di convincermi che sicuramente l’avevo richiesto io, e alla mia gentile assicurazione (gentile davvero.. mi spiaceva ancora per loro all’epoca..) che così non fosse ha infine imprecato: “ma lei pensa di avere la verità in tasca?!”
- ma porca miseria, io esattamente perché mi faccio il mazzo a studiare e lavorare diciotto ore al giorno??
mannaccia quant’ho scritto.. chiedo venia.. ma imparare tutte queste cose mi ha allargato la penna!
per poterti permettere un giorno il Folletto? ;))
Son cose interessantissime, poi in particolare quando è entrata nella discussione quella ragazza che osannava il venditore del folletto che aveva appena commentato è stato veramente un momento topico. Perché poi ho guardato, e l’osannante e l’osannato eran la stessa persona. (riassunto per chi non ha voglia di legger tutto)
Ovunque vado mi abbattono il mio Nano… Uff… che fatica stare al mondo da PdL…
Sarà. Io da Vespa non ho mai visto vendere spazzoline elettriche. Però ci credo. Interessante il commento sul Folletto di Arcore -meravigliosa sintesi di due mali- e anche il post vecchio; naturalmente lo stesso dicasi per quello dell’Ikea.
Venire qua mi fa sempre riflettere perché da quando hai cambiato template ciò che scrivi è ancora più illuminante.
Mica come quei black blogs là che vanno in giro a far disastri.
Cara Nuvella,
anfatti molti studenti che studiano si prendono la laurea e non sanno manco loro che si hanno preso la laurea perchè è la moda. Spesso la laurea è diventata come dire “ci ho i gins Cavalli” o “mi ho laureata in scienze della comunicazione”, che fa tendenza.
Io penso che molti giovani secuono la moda e il luogo comune.
Che se uno invece si sveglia e dice “aspetto, capisco quello che voglio fare e lo faccio”, poi si trova meglio.
Io, ad esembio, ho buttato 10 anni di università e alla fine non mi ho preso la laurea.
Oggi sono responsabile di una agenzia Tecnocasa e tengo a lavorare un collaboratore laureato.
Se lo sapevo prima che volevo fare unaltra cosa, lasciavo prima i studi e oggi ero capoarea e guadagnavo 10000 euro al mese.
Che invece molti laureati che erano convinti, oggi sono dei ottimi medici o ottimi commercialisti.
Ma la laurea poco convinta, che non ti porta dove veramente vuoi andare, quella non serve.
Anzi, serve. A far comprare la Mercedes ai professori universitari.
Cuesti ragazzi dei Folletto,
che dire,
mangiateveli.
Io non lo so se quello che sono scritto si capisce e non so neanche se ci azzecca col discorso.
E’ che non tenevo un gazzo da fare.
Scusate.
In ogni caso è stato piacevole rileggere il vecchio post… io che nel 2006 non sapevo neanche cosa fosse un blog,Sign. Polli.
Ribadisco: i post su Folletto e Ikea dovrebbero essere dotati di vita propria, due spin-off che rivoluzionebbero la sociologia contemporanea (e anche un po’ il marketing, o marchètting, che dir si voglia) e potrebbero assurgere a nuove inizative editoriali, di successo come i Fincipit se non di più. Con una bella introduzione di Eco, Arbasino, o Ferrarotti (se campa).
A Erode ne è scappato uno: questi è diventato grande ed ha fatto credere ciò che diceva migliaia di persone. Indipendentemente dall’operato del primo (che magari qualcosa di buono ha provato a fare)…. ditemi che tra duemila anni non ci saranno per il secondo gli stessi risultati!! e non fategli del male, per carità, sennò diventa pure martire…
bye!
A tirare sempre in ballo il nanopremier, secondo me, è gioco facile. Eppure il legame tra un venditore Folletto e un venditore di fumo è abbastanza evidente. E non perchè ci sia nulla di male negli aspirapolveri e negli altri piccoli elettrodomestici… non ho proprio nulla contro la Folletto, ma perchè è il cercare di vendere, il provare a convincere, il proporsi anche quando non richiesti che genera diffidenza: scatta in molti un meccanismo che associa il fastidio (dovuto alla violazione del proprio tempo e del proprio spazio) alla presunta mancanza di risultato dell’oggetto della vendita. E’ come se per rifiutare il venditore che si propone, per evitare il contatto umano, dovessimo giustificarci mediante l’inadeguatezza di ciò che ci viene presentato. Dentro di noi c’è una voce che ripete: “E’ solo fumo…”.
Il premier, tutti i premier prima di essere tali e tutti i fiancheggiatori e collaboratori, colleghi di partito e quant’altro, si devono vendere. Si devono proporre, esporre e relazionare. La campagna elettorale è una grande campagna pubblicitaria. Per poco non ti bussano al citofono per chiedere il tuo voto, anche se so che è anche capitato.
E noi, diffidenti ma speranzosi, molto spesso (per fortuna) il voto lo elargiamo, non lo neghiamo.
Così come a volte compriamo dalla Folletto.