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Salutare è salutare

Che poi una volta mi son sbagliato, ho salutato un ragazzo, solo che mi son sbagliato, non era mica chi volevo salutare, era un altro, che forse un po’ ci assomigliava a quello che volevo salutare, solo che non era proprio lui, era un altro.

E questo ragazzo qua, quella volta lì, mi ha risposto al saluto, come fanno le persone educate, e da quel momento lì, tutte le volte che lo vedo, ci salutiamo, come se ci conoscessimo da una vita, e io non lo so, se lui si ricorda, che abbiam cominciato a salutarci per errore, però non importa come uno ha cominciato a salutarsi, perché per me, due persone che si salutano, magari non si son mai detti niente, però per me, due persone che si salutano, è già qualcosa in più, di due persone che non si salutano.

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28 thoughts on “Salutare è salutare

  1. Anche a me è successo.. c’è un tipo che vedo ogni domenica mattina..ci si saluta.. ma non so mica chi sia e penso tanto meno lui!…Però ormai questo saluto è entrato nella quotidianità e non salutarlo ora mi sembrerebbe un po’ maleducato..

  2. Sì, alla fine uno si ritrova a preferire il saluto di uno sconosciuto che lo saluta non si sa perché che il saluto di gente che avrebbe preferito non conoscere mai.

  3. Io non distinguo quasi mai tra chi conosco appena e chi non mai visto. Così quando dovrei salutare, non saluto credendo di non conoscere. E quando non dovrei salutare, perchè sono persone che non conosco, per timore di passare per maleducata, allora saluto. Il risultato è che chi conosco pensa che io sia snob e maleducata.
    In compenso ho fatto un sacco di nuove amicizie.

  4. è naturale che ti scalda di più il cuore una persona che saluta, anche se non la conosci, di una che la vedi tutti i giorni e cerca di evitare di salutarti, e che, se proprio non riesce a svicolare, bofonchia di malavoglia un mezzo “gnorno”, manco gli chiedessi dei soldi. mi è successo con diverse persone, nei condominii in cui ho abitato. che, alla fin fine, condividi degli spazi, delle spese, delle rogne, potresti pure provare, non dico ad essere amici, ma almeno mantenere un livello di non ostilità. c’è, presempio, un signore che abita nel palazzo dei miei, che io salutavo sempre, per educazione, che fralaltro abitava – e abita ancora – al piano di sotto. e questo signore – che poi l’ho conosciuto in circostanze, che, vabbè, lasciamo perdere, era anche molto affabile e disponibile – be’, questo signore mi guardava in faccia, dritto, mi vedeva, ma non accennava neanche un tic con gli occhi. come se, vabbé, il saluto gli fosse dovuto. a lui, ma a me no, manco un po’, manco una volta. be’ a me ‘sta cosa mi ha dato fastidio per anni, finché un giorno ho smesso di salutarlo. però, vi giuro, è stato più forte di me. che quasi quasi avrei fatto meglio a continuare a salutarlo, perché mi faceva star male forzarmi di evitare di salutarlo. perché, secondo me, la cosa più brutta che uno può fare a sé stesso è rinnegarsi per quello che è.

    e chiedo scusa se ho preso in prestito, a modo mio, lo stile del padrone di casa. è che mi sono lasciato trasportare dall’empatia. in fondo, neanche lo conosco, questo signore che scrive questo blog. anzi, non lo conosco proprio. però lo leggo, quasi tutti i giorni e mi diverto. e lo ringrazio.

  5. Stasera ero in bici, in centro al paese, incrocio un tizio con cui ci si vedeva al bar da ragazzi, mai avuto uno screzio, lo guardo e lui si volta dall’altra. Io ho detto “ciao, faccia di mer*a” fra me e me. Non sapete quanto avrei voluto dirlo ad alta voce, ma poi avrei dovuto fermarmi e gonfiarlo, e non avevo tempo che era ora di cena.
    A me chi mi conosce e non mi saluta mi stimola una violenza incontrollabile (salvo che sia ora di cena).

  6. io siccome non mi ricordo mai di nessuno, saluto tutti quelli che mi salutano o che mi sembra che mi stanno salutando, così non mi sbaglio.

  7. Io non ti conosco, ma so che se ti incrociassi per strada ti saluterei perché non ti conosco, solo che dopo finirei per conoscerti e allora la volta dopo non ti saluterei più con un cenno del mento ma bofonchiando 8-)

  8. Buongiorno!
    Anche io saluto persone che non conosco, soprattutto la prima volta che le vedo, poi a volte smetto di salutarle ma non perchè sono brutta e cattiva e maleducata, anzi. Ho un problema con le fisionomie e sono pure un po’ miope allora nl dubbio quando incrocio qualcuno che forse conosco e forse no, io lo saluto…poi smetto perchè non mi ricordo di essermi salutata con quella persona in passato.
    comunque ribuongiorno…

  9. Cica says:

    Ehh.. che io quando da Torino mi son trasferita qua vicino a Cuneo, in una città piccola di dodicimila abitanti, mi pareva di essere in paradiso, che tutti quelli che incontravo mi salutavano anche se non li avevo mai visti prima. E adesso continuo, e saluto tutti. So mica chi sono, ma li saluto… e loro a me. E quando da Torino vien sù mia mamma mi dice “ma tu conosci proprio tutti qui” e io faccio finta di si, che lei non ci è mica abituata

  10. io per errore non solo ho salutato uno sconosciuto ma in fretta e furia sono entrata nella sua auto, intimandogli di fare in fretta … che l’areo lo perdevamo. Non solo avevo scambiato lui per un altro ma anche la sua auto. Siccome lo sconosciuto rimaneva fermo immobile senza dire una parola, mi sono accorta dell’errore e sono uscita dall’auto in silenzio … no, non ci siamo mai più salutati.
    sono un po’ miòpe!

  11. harael says:

    è successo ieri sera nel corridorio del reparto ostetrica dell’ospedale, il reparto meno triste, quasi tutti sorridono.
    ho salutato una ragazza, scambiandola per un’altra, questa cambia espressione e mi dice dura “ma guardi che io lei non la conosco” ho chiesto scusa sorridendo e quella ha girato le spalle.

  12. Credo sia una cosa comune, anche a me è successa una cosa simile. Ho salutato per 6 anni (poi mi sono trasferito) un tipo che non conoscevo, semplicemente perché lo incontravo sempre sul pianerottolo del mio condominio. Ma nessuno dei due ha mai avuto il coraggio di fare un ulteriore passo :)

  13. Gianni il duro! says:

    io saluto tutti, e quelli che non rispondono li gonfio di botte!
    ma non saluto comunemente con un ciao o con un cenno di testa, io saluto con gran pizzicotti sui fianchi,
    a tutte le persone che incrocio!
    la cosa peggiore è coi grassi. le mie dita affondano nella ciccia e più che un pizzicotto viene fuori un massagio!
    una volta m’è capitato un grasso che era pure un frocione, deve aver pensato male.. e m’ha agguantato l’affare, così su due piedi, ritto in mano, mano delicata, sera pure smaltata, sta checca! e senza che dicessi nulla cominciò!
    fu particolare quella volta, dico solo.. particolare!
    poi una volta salutai un prete, sempre col pizzicotto, e lui che fa? non risponde!
    non dice niente mi guarda ammutolito, e io gli fo “bhe ke hai da guardare?” e lui niente come se nulla fosse, allora io m’incazzo e gli mollo un destro di quelli potenti, dritto sulla mascella!
    il colpo lo atterisce, valeva na cicca sto vecchio, poi sempre in silenzio si rialzia, fa due passi sbilenco, mi guarda e comincia a urlare il padre nostro, sì proprio il padre nostro! urlando comincia a correre, forte forte fino alla sua chiesa, entra sbattendo la porta, si scaraventa nel mezzanino e comincia a suonar le campane, continua così fino a tardi, saran state le 3 quando ha smesso. il paese non ne poteva più, non riusciava proprio dormire, con quelle campane e coi miei pizzicotti!

  14. transit says:

    Il Saluto è mare in tempesta.
    Il Saluto è angolo di strada.
    Il Saluto è ciglio d’abisso.

    Il Saluto è brezza di umanità.
    Il Saluto è bacio mai dato.
    Il Saluto è uomo alla catena.

    Il Saluto è lacrima muta.
    Il Saluto è schianto di luci.
    Il Saluto è parola d’anima.

    Il Saluto è fame, di vita.
    Il Saluto è solitudine.
    Il Saluto è realtà che fugge.

    Il Saluto è urlo d’universo.
    Il Saluto è squarcio di palombaro.
    Il Saluto è rammendo del cuore.

    Il Saluto è volo,
    gola, corde vocali,
    e bocca, i riverberi.

    Il Saluto è labbra, amore
    e odio, vita e morte,
    le onde.

    Il Saluto è prato di parole,
    fiori in colti, il nostro
    viaggiare.

    PS: Dedicato a tutti i partecipanti.

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