No, che l’altro giorno, avendo letto questa cosa del buco nero, mi ero attivato per passare e far passare gli ultimi giorni prima della fine del mondo nel modo più piacevole possibile a una pletora di persone, ma poi il destino cinico e baro ci ha mezzo lo zampino e niente, non son mica riuscito a fare niente.

Avevo due alternative. Una era

Se la sorte t’è contraria
E mancato t’è il successo
Smetti di far castelli in aria
E vai a piangere sul

L’altra era andare al mare con gli amici.

Ho scelto la due.

Poi, quando siam stati soli, uno dei miei amici mi ha detto Hai fatto proprio bene a scrivere quella cosa sul buco nero, bravo bravo, mi diceva, hai fatto bene, ché io l’ho letto, mi son attrezzato, ho fatto tutto, e adesso posso morir felice, mi diceva.

Eh, gli ho detto, guarda, io invece niente, sai, ma meno male che ho letto su Keplero che i giornali scandalistici si son sbagliati, che il 10 di settembre non lo fanno mica, il buco nero, che il 10 di settembre quel che fanno è una specie di inaugurazione, che fan fare il primo giro a qualche protone, che per farli scontrare poi ci vorrà ancora un mesetto e quindi magari, gli dicevo, ce la faccio a recuperare.

Allora mi ha guardato, il mio amico, mi è sembrato che ci fosse stato male, che giovedì non finiva il mondo ma era tutto rimandato: era lì, il mio amico, stava in silenzio, e poi ha detto E io, adesso, fino alla fine del mondo, non so mica cosa fare, mi toccherà far dei sudoku.

(Che poi m’han detto che questo è un blog letterario, ma secondo me a quella gente lì gli han messo del cherosene nel negroni)