L’altra sera ero a un compleanno dove m’han detto che non si facevano regali, allora io avevo pensato un post da stampare e regalare fisicamente ai festeggiati, solo che poi in ufficio non avevo avuto spazi più larghi di un minuto per scriverlo, e allora poi alla fine non l’ho scritto, e quando è stato il momento del dolce, l’altra sera, io gliel’ho detto, ai festeggiati, che io volevo regalar loro un post stampato, solo che non avevo avuto il tempo fisico per scriverlo, e gli ho detto, se vi va bene lo stesso, ve lo racconto. Gliel’ho raccontato, parola per parola come l’avrei scritto, con tutte le virgole a posto (o fuori posto, direbbe qualcuno), e mi son stupito anch’io di come ce l’avessi già chiaro in mente, il post, anche se non l’avevo scritto. Però era come se l’avessi scritto, e infatti anche Matteo mi ha detto Ma come fai, e io gli ho detto che non sapevo, che ce l’avevo in testa, e se avessi avuto il tempo di scriverlo, l’avrei scritto.

Dopo son andato a dormire dai Bolsi, ho dormito in compagnia di due gatti ma non me ne son mica accorto, eran gatti discreti, che solo quando ho alzato la testa dal letto, la mattina, han cominciato a dir miao.

Mi ha detto Daria che alle sei del mattino Cesare, iBaby, è andato da lei e le ha detto Mamma, di là c’è un signore che dorme. Ero io.

Dopo, la mattina, è arrivato Stefano, si è fatto prestare la mia penna preferita, e poi l’ha lasciata sul tavolo dei Bolsi. E poi si lamentano che non scrivo.

Mi è venuto in mente che una volta uno scrittore importante ha letto questo blog qua, e mi ha detto che i miei post son belli.
(diceva, a patto di togliergli l’ultima riga)