Ogni tanto mi capita che ci son degli amici che mi scrivono, mi dicono, ma hai visto che è successo questo, hai visto che è successo quello, che ci son dei bloggher che si son presi a male parole perché uno aveva scritto un post contro un altro, poi dopo lo sai che c’è quest’altro personaggio che dice queste cose, e quest’altro personaggio che fa queste altre cose, e sai cosa si dice, che questo tizio qua eccetera eccetera.

No, non ho visto, non lo so.

Che poi mi si dice che dentro i blog ci son un branco di personaggi che non fanno altro che litigare fra di loro e che la cosiddetta blogosfera è in realtà un mondo di merda pieno di attaccabrighe e arrampicatori e stronzi e wannabe.

Io non lo so, io non li vedo.

Io non ci riesco, a vederli, perché ho questo problema, che poi non è un problema. Anni fa un tizio che ha un blog ha scritto un post. E questo post si chiama INAT, e parla di questo metodo, l’INdifferenza ATtiva, che consiste nel combattere le puttanate mediatiche ignorandole completamente. Questo metodo funziona. Nel mondo reale funziona, ma relativamente. Nel mondo delle meraviglie tecnologiche l’INAT invece funziona al cento per cento. Perché se è difficile, mentre sei magari al supermercato, ignorare il Giornale Radio che parla di ciò di cui non vorresti sentir parlare, o ignorare la televisione mentre magari sei a casa altrui, nella rete è facilissimo escludere dalle proprie fonti chi ti dà fastidio, chi ritieni cattivo, chi ritieni inutilmente aggressivo. Filtrare i contenuti, è bellissimo.

Morelli dice che quel post lì, quello dell’INAT, è stato il climax del suo blog, poi è cominciata una lenta discesa. Io non lo so se è vero, però secondo me quel post lì è fondamentale, e io, che vivo parecchie ore della mia vita collegato in rete, lo considero un po’ come fosse il vangelo.

Perché escludere delle persone dalle proprie letture, è il modo migliore per cancellarle dall’esistenza, ed è per questo che quando mi dicono che la blogosfera è un posto di merda, io dico che per me invece no, perché a me, le persone che leggo e frequento, mi sembran tutte delle belle persone. Quelle brutte, di solito, le ho appena sentite nominare.

Bon. Volevo solo dire questo.