Margarita è il paese che amo
venerdì 7 novembre 2008
Margarita è il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Qui ho imparato, da mio padre e dalla vita, il mio mestiere di imprenditore. Qui ho appreso la passione per la libertà.
No niente, mi ero fatto prendere. Volevo dire che è da mesi che dovrei scrivere un post su Margarita, ridentissimo paese della provincia di Cuneo, però non m’è venuto niente. Ho questo problema, con Margarita: che ci ho vissuto tutta la vita. E allora è difficile isolar delle robe dal resto e scriverne, perché per uno come me, e mi si potrebbe probabilmente accusare di avere una visione limitata, per uno come me parlar di Margarita significherebbe parlar del mondo. E parlar del mondo è difficile, ché uno non sa mai da dove cominciare. Magari è meglio affidarsi ai Ricordi di Mitì, e alle foto di Samuele.
Magari potrei cominciare parlando degli atomi.
Vi dico che possiamo, vi dico che dobbiamo costruire insieme per noi e per i nostri figli, un nuovo miracolo margaritese.


29 commenti
Bello, tutti abbiamo un paese nel cuore.
Cavolo ci avranno sempre da ridere, ’ste paesi?
Come si chiamava la fonte sotto la Torre? Santa qualcosa…? :-**
Santa Lucia è alla fine del ghetto, in fondo, dove c’è il pilone votivo, per la bomba inesplosa. Poi c’è la gibula, e c’è anche Cavalera :)
[...] liquerizia comprati dal Tabaccaio, che allora non sapeva ancora che avrebbe avuto un giorno un nipotino speciale . E le “marronite“, parallelepipedini di marmellata di castagne presi dalla Campana, che aveva [...]
Io invece amo Cubalibre ma ci devo ancora andare.
un paese che si chiama come un fiore e come il cocktail numero uno del mondo deve essere speciale davvero. non lo conoscevo e vi ringrazio tutti e tre.
mia nonna che si chiamava Augusta ma tutti la chiamavamo Gina quando le chiedevamo (qualche anno prima di morire a 99 anni due anni fa) come si chiamava lei rispondeva:
Marghereta, sta su dreta
:-)
Sant’Orsola alla Spina, pure non è male.
Dillo che ti riferisci al Margarita, il cocktail!
tutto molto bello e commovente. io qui a Pagani ci dormo solo.
Lo facciamo un raduno di blogger cuneesi? Dai dai :)
un raduno di blogger cuneesi? non ci sarà troppo rhum?
battuta professionale:)
bellissimo blog, davvero divertente
un post su margarita? basta che non inizi con “ia nan passa stara farma can la mani nalla mani”.
Ma quel paese con quella curva con quella casa che ogni tanto viene visitata da dei camion direttamente nel salotto????
Quello. Non ti dico quella volta in cui si è rovesciato il camion dei maiali.
per Marchino, hai ragione a iniziare con cavolo. a Margarita c’è la festa del cavolo.
Quella volta del camion dei maiali, acc…Io sono arrivata due giorni dopo, me l’aveva raccontata mamma la tregenda. Bacio a Luce!
è che ci sia abitua troppo alle cose che amiamo di più, forse perché è come che siamo noi, e a noi ci si fa poco caso, cioè dico che ci si stupisce il giusto a portarsi addosso da una vita.
Ma poi è la cosa che ci si tiene di più.
Primo: Quando mi sono imbattuto, nel senso che ci sono sbattuto contro con la mia moto, nel cartello di un paese che si chiama Pollodoro, e credo si chiami ancora così, che adesso non ricordo più dove si trova Pollodoro, che io ci sono rimasto di sasso. Che i ricordi li impacchetti per il poi.
Secondo:Mi sta accadendo sempre più spesso sia durante il giorno, quando sono sveglio e sia durante la notte, quando sono prigioniero del sonno, che mi stupisco di certe cose. Che lì vicino Cuneo c’è questo paesello o paesino o paese che si chiama Margarita a me mi è venuto una grande gioia di speranza nel cuore; che il mio sangue tutto ridente girava per tutto il corpo dal centro alla periferia. Margarita mi ha fatto contentezza e pensavo Vicino Cuneo c’è Margarita, così come vicino Torino c’è un posto che si chiama Via del Mare o Felicità o Mandorli in Fiore che mi stupisce che questi tipi di nomi mi fanno sentire il Nord vicino al mio cuore piuttosto che il Nord vicino al gelo del polo nord. Che sottopelle e sopra la pelle sento questo disagio, credo, di propaganda di Nazione Padania che mi fa stupire-inorridire pensare al Nord Italia come qualcosa che non mi appartiene, nel senso umano, ma di proprietario, cioè il Nord Italia non più come territorio dell’Italia, ma qualcosa oltre l’Italia stessa, ma della Nazione dell’Egoismo della Padania, un specie di Sudafrica dell’apartheid qua il Nord e là il Sud che un neo è una bomba non un neo.
Terzo:Che quando “bloggo” con voi tutti, e questo fatto mi piace che mi fa pure piangere, che io vicino al computer c’ho pile di asciugamani di dieci pezzi a destra e dieci a sinistra che mi servono per asciugare queste lacrime che sono una sorgente inesauribile che ci linkiamo comunicando in questa rete invisibile che ha come Nazione la Terra che abitare la Terra e dirsi cittadini del mondo non è in contraddizione con le propri radici e tenere nel tuo cuore quelle radici, le radici che Margarita è il nome che mi ricorda i petali in fiore.
Le radici sono il caldo e il freddo della vita; le radici l’amore in forma di pensieri e lacrime; le radici sono i baci ricevuti, dati e desiderati; le radici sono le risate, le gioie , le sofferenze; e, le possibilità-impossibilità di spade e coltelli. Le radici sono angoli e scorci e un singolo albero e persino una rampa di scale e pezzi di cielo stellato o rabbuiato e di luna e di stelle che ci faresti all’amore, pur sapendo di toccare il niente incorporeo dell’aria, i raggi d’oro del sole gratis e senza rate, lo scroscio della pioggia, il cinguettare degli uccelli liberi e quelli in gabbia, una certa luce e un afflato straniante che sei nato lì e non in un altro…luogo. Beh, le caratteristiche delle radici sono storiche e naturali, astoriche ed esistenziale, che le radici sono tenaci a tal punto che persino negli ultimi che gli ultimi non hanno proprietà che uno dice Questo posto è mio che anche se non l’ho comprato un tanto a chilo questo posto qui di radici di mio padre e mia madre e i loro padri e le loro madri ama anche senza questa nonneria mi fa piangere lo stesso uguale che ho diciott’anni e se adesso mi porti nella città o nel paese o in quella casa sperduta sui monti io non mi fermo nemmeno se mi strappi il cuore che se ti strappano il cuore senti un dolore più forte del vampiro che muore con l’aglio e la luce lì in Transilvania che pure al vampiro Christopher Lee ci piace la terra sua come vampiro e non come attore che l’attore fa il film e poi se ne vai dove lui vive come persona che interpreta i ruoli impressi sulle pellicole filmesche. E perciò rivendico, anche senza il quantitativi proprietari, questa appartenenza che se me la strappi piango segretamente le mie lacrime del sacco lacrimale della mia natività anonima del niente e nessuno per esempio gli ultimi saranno sempre gli ultimi. Che però gli ultimi saranno sempre gli ultimi, che vanno nelle profondità della terra e del proprio corpo individuale e dell’insieme del panorama di quello meno bellissimo, anzi, squallido. Che uno degli ultimi che saranno sempre gli ultimi anche quando muoiono veramente dice Come hai fatto a innamorarti così, mica c’hai una casa o terreni o palazzi di proprietà che sei così legata a questa terra? Addirittura quando te ne vai senti qualcuno ti sta torcendo le budella,e tu, folle d’amore che questa terra è la mia terra, sei triste e piangi, di nascosto, in maniera bimbesca e adolescenziale che un pianto così fatto non si addice a un adulto, mettiti scuorno. Ma le radici mettono radici anche nel cielo oltre i percorsi dell’andare avanti e indietro.
… nulla è più bello e poetico di un altro nuovo miracolo “Margaritese”.
Dove ci troviamo? ;-)
margarita in provincia di cuneo?
abito in provincia di cuneo..ma sto paesino mai sentito..
è una vera gioia sapere/supporre che sia a livello territoriale che geografico Margarita non esiste. Però io ci sono stato e con me altre/i, e poi, ale, ti ho visto mentre sgattaiolavi dalle scale, al cortile e tra le strade e i campi che io ho sentito con le mie orecchie che di giorno ti ha chiamato il sole e di sera la luna. Che la luna rideva, e ci ha fatto ridere anche noi. Se tu sei ancora in dubbio dell’esistenza in vita di Margarita, basta che chiedi al sole e alla luna e, alle stelle, che come sappiamo brillano ma non parlano. Per comprendere quel che dicono le devi guardare negli occhi. Fan dei discorsi le stelle che ci rimani secco. Le stelle, a Margarita, gli vogliono, brillando, un bene dell’anima.
Transit il Grande!!!
transit sei varmente brillante
scusa Transit,volevo dire che sei veramente brillante, mi sono emozionata.
ciao Grandejack, ciao doppia luce:
parole di regali e sonar del cuore.
uno che parla così bene del proprio paese è pagato dalla azienda del turismo?