Stanotte, saran state le quattro, mi son svegliato, son andato nel bagno e mi son detto Vacca, che luce strana, ho aperto la finestra, Vacca, quanta neve. Poi mi son fatto un tè, ho letto qualche cosa e son tornato a letto. Poi non ho mica più dormito, sarà per il tè, mi son detto. Un po’ forse ho dormicchiato, ma più che altro son rimasto lì nel letto a pensare al teletrasporto (il teletrasporto è una cosa affascinantissima che dall’adolescenza mi fa trascorrere felicemente le notti insonni).
Poi stamattina mi son alzato, ho guardato fuori, Vacca, quanta neve, mi son detto, poi mi son fatto il caffè e quelle cose lì che si fan di mattina, poi son uscito.
Non c’era nessuno.
Davanti all’ufficio, c’era tanta neve, ho provato a toglierla con la scopa, ma non funzionava. Allora son partito, son andato in ferramenta per comprare una pala (non ce l’avevo, una pala), per strada non c’era nessuno.
Nessuno. Nessuno in giro per Cuneo, stamattina.
Tranne in ferramenta. Tutti a comprar delle pale, stamattina.


33 commenti
E’ vero, con il teletrasporto potrei togliermi la curiosità di venire a Cuneo a vedere quanta vacca di neve c’è. Quì, fuori Milano, anche questa volta la pala non è necessaria e giace da tre anni nel garage con il kit del teletrasporto (ACME) che non riesco a montare. Scommetto che se invece dell’ ACME lo commercializzassa l’ IKEA sarebbe tutta un’ altra cosa.
guardi io il teletrasporto, pagherei anche il biglietto ;)
E pensare che credevo di esser l’unica a sognare il teletrasporto!!!!!
Quindi a Cuneo, oggi, è tutto un grande giramento di pale?
eh, capisco, è uno siòk, per uno come te che è nativo di Parma, trovarsi tutta quella neve, sciòrbole! ^^
teletrasporto? in Second Life è una realtà ;)
ADORO Cuneo con la neve (anche se una volta, arrivando da torino in treno per tenere un convegno, scendo dal treno in questione medesimo, e, col mio tacchetto a spillo, ché a torino mica nevicava, mica, faccio uno scivolone alla Fantozzi a pelle d’orso, quasi sfrangendomi la testa contro il predellino del treno). Ma la vista della fontana ghiacciata fuori dalla stazione mi ha fatto passare tutto (tranne il pc portatile, che è invece passato a miglior vita…)
La neve la odio.
La vedo in Tv, sul cucuzziello del Vesuvio, su alcuni monti intorno casa, ma da me non arriva mai.
Quella volta che arrivò, tantissimi anni fa, io ero a letto con la febbre.
Un vero business per il ferramenta. Chissà se ha l’esclusiva o se le fa vendere pure all’alimentari o alle cartolerie.
Il teletrasporto è un desiderio comune mi par di capire….Riguardo la neve e la pala, questo dimostra l’importanza di aver in casa attrezzi da manovale, che tornano sempre utili. Infine una domanda? Ma te ti svegli sempre alle 3,30-4 del mattino?
Eh il teletrasporto, bello se esistesse ma anche pericoloso se ci pensi…
Se pensate che il teletrasporto possa eliminare il problema di arrivare tardi agli appuntamenti vi sbagliate di grosso.
ma il teletrasporto non è quello de “la mosca” che poi uno si trova rovesciato dentro per fuori come la scimmia, vero?
La “bianca visitatrice” sta bene in Piemonte; a Genova è bleha (anche perché col vento gela stile galaverna, e a camminare si rischia di rompersi l’osso del collo). Umpf.
L’unica volta che ho visto la neve è stato un mucchio d’anni fa che sembrava un monticello di neve fatta di anni che andavano e venivano che da sopra però non si vedeva che sopra ci stava il cielo che butta la neve a forma di fiocchi come il contadino i semi nella madre terra; ma solo un sopra fitto bianco tutto d’una luce opalescente di silenzio ovattato rotto da niente, che questa neve non finiva mai come se avesse avuto un conto in sospeso con gli uomini compreso i bambini che i bambini rimangono sempre esterrefatti del dondolio piumato della neve che i bambini dicono E’ fredda.
Che io e i miei amici sulla neve ci siamo andati – portati in bus e che eravamo vestiti tipo primavera cioè vestiti leggeri ossia del periodo quasi caldo degli amori che scoppiano come i palloncini colorati epperò Che freddo che fa, che ognuno pensava alla ragazza di cui si era scottato che forse la neve serviva a raffreddare queste scottature che però erano scottature nel cuore del cuore del corpo.
E così, tenevamo i mocassini tipo Celentano, cioè di due colori e i calzini fini-fini che i piedi, loro,si puzzavamo di freddo che i piedi erano congelati. Che se si congela un piede lo tagliano. E noi, ridevamo, non del piede tagliato; però, ridevamo felici come se avessimo vinto chi sa cosa anche se non avevamo mai vinto al totocalcio o al lotto eccetera che a noi invece ci interessava scongelare questi nostri piedi d’importanza primaria, che per certi versi chi li conosceva questi piedi che però se li tagliano non ricrescono che poi senza piedi è una cosa bruttissima, veramente. Che questi piedi sembravano gente di città che non conoscevano la neve e i suoi rigori e le sue certezze, che per quanto bianca e innocente e pura ha la neve ha le sue certezze.
Praticamente sembrava quasi come l’estate, che questi nostri piedi cittadini anche se “incapienti” non erano abituati a chiacchierare e confrontarsi con la neve delle stazioni sciistiche e che con le strade di ghiacciano vai a muso a terra e col culo all’aria che questi piedi noi li volevamo mettere sotto il rubinetto dell’acqua calda del ristorante-albergo che però a casa nostra quasi tutti l’acqua calda la vedevamo dal binocolo, ma il binocolo non c’era. Infatti io ho detto a Gino e Mario ha detto a Sandro e Rosario ha detto a non so chi altro Dammi il binocolo. Ma, del il binocolo niente, perché se c’era il binocolo una cosa in lontananza era in vicinanza. Che invenzione il binocolo, ho pensato.
E così, a volte mi chiedevo Chi è che ha fatto tutte queste invenzioni, in particolare del binocolo che ti fa vedere le cose vicino a te, mentre sono lontanissime. E poi le altre invenzioni delle comodità che quando piove o fa un freddo cane, come adesso, tu te ne vai a casa o in qualche posto con amici e amiche e lì entri, appendi pure il giaccone e la sciarpa a un appendi panno ma chi cazzo ha inventato questo affare incredibile dell’appendi panno e chiacchieri come se niente fosse. Che io ci rimanevo di stucco, quindi pensavo o dicevo a qualche amico che nemmeno mi ascoltava: Chi ha avuto l’idea di inventarsi le case e i ritrovi, tanto per dirne due. E, anche l’idea dei pantaloni tipo Celentano, cioè quello a zampe di elefante che prima di allora questi pantaloni scendevano precisi con la riga dalla vita al cavallo, giù, a tubolare o leggermente più stretti; però, mai a zampa d’elefante, che poi, in quel frangente pure se le scarpe non si vedevano, le scarpe avevano incominciato a spugnarsi, zuppe di acqua gelida perchè avevano suole per la città.
Che poi non ricordo chi ha detto che i soldati italiani quando andarono in Russia c’avevano un vestiario ridicolo e che era meno peggio, pericoloso e mortale se i russi, cioè i soldati russi, gli sparavano che so: nel culo, o al cuore, o alle spalle, o allo stomaco, o in fronte, o nella pancia, o in faccia, o nelle gambe e compagnia elencando. Che con quei russi lì, proprio perchè russi della Russia, faceva un freddo tipo Siberia o, ancora più terribile, che solo la parola, chiunque la pensi o la pronunci, raggela il cuore e il comprendonio: steppa, o, tremate, tundra!, che la tundra soffia e non guarda in faccia nessuno. Infatti quelli che sono tornati dicono: Che tundra la tundra. Intanto, quei figli di buona madre dei russi arretravano e i “nostri” avanzavano. E questo fatto classico da tavolo di ping pong, da lontano si vedeva una bellezza, cioè: i soldati italiani avanzavano e i russi, suppongo anch’essi soldati dell’esercito russo, arretravano. Si racconta che da allora a oggi, i soldati italiani avanzano e i soldati russi, e forse anche i civili russi, arretrano, nel senso che la storia continua. Il senso della Storia sta proprio in questo avanzare e arretrare tra russi e italiani. Tutti gli altri vengono a ruota. Insomma un poco come Bartali e Coppi. O viceversa. Io di questo avanzare e arretrare della Storia in senso dialettico non mi sono scocciato. Semmai mi sono scocciato del giochetto fine a se stesso. Ecchecazzo, finitela una buona volta, che poi è uguale come tra gli israeliani e i palestinesi: io dico: Ammiscammo le carte; facciamo il gioco della bottiglia, cioè chi tra gli israeliani vince si deve fare la moglie di un palestinese e la moglie di un israeliano si fa un palestinese. I migliori o i peggiori pazzi sono sempre stati sfornati da comunità chiuse al loro interno. Intanto, i russi vinsero senza colpo ferire e gli italiani sia allora e anche dopo e dopo-dopo cioè ai giorni nostri(vecchio teletrasporto:, però se non si investe nella sperimentazione e nella ricerca e nelle nuove tecnologie ci teniamo sempre i macchinari obsoleti e addio nuovo teletrasporto) hanno detto Quelli, i russi, ci hanno ammazzato, cattivi i russi. Insomma, quando si va a giocare in trasferta si trovano sempre delle scuse e per quietarsi si racconta ‘na maronna ‘e palla di questa maniera. Ah, volevo chiedere Per spalare la neve ci vuole una pala da neve o una pala qualsiasi? Forse non ve ne siete accorti, ma a Cuneo, don Carlo il ferramenta ha finito tutte le pale.
recita un noto adagio cuneese:
“nevica…e son già pal[l]e!”
io me le sono rotte, le palle, a fare un piccolo passaggio tra le neve per arrivare fino al garage.
‘somma… pieno di vacche a Cuneo…
non capisco, perchè vacche?
…e io che stamattina mi sono alzato e ho pensato a cosa mi aspettava in ufficio e allora mi son detto Vacca quanta merda…
Ma poi, se durante un teletrasporto in due ci si mischia un po’, è come fare sesso???
La pala e la neve mi hanno fatto venire in mente Il prigioniero della seconda strada, Lemmon e Bancroft seduti sul divano ad aspettare. ho anch’io le mie vendette da consumare.
…ma tutti a ridursi adesso, a comprare le pale? E io che mi pensavo che ‘sti cuneesi, da bravi sabaudi, fossero più previdenti…
molti erano anche dal gommista per le anti neve
Da ciò si evince che la neve è fortemente voluta dalla lobby delle pale…
Eio coraggio, ricomincia a nevicare. domani in giardino facciamo “il ciciu” l’omino di neve.
..vacca, ma hai visto quanta ce n’è ora??? ma a Margarita stasera ce n’era ancora di +..
[...] so che questo post potrebbe sembrare copiato da eio, come la mia home page, ma giuro che è andata veramente così, sarà che mi influenza [...]
Oggi mi sono svegliata alle quattro di notte perché pioveva e tirava un forte vento. Mi sono fatta una camomilla. Ma mentre bolliva l’acqua me ne sono scordata e per poco non mi bruciava tutto il tegamio. Allora ho bevuto l’ultimo goccio di acqua calda. Secondo me fa meglio della camomilla.
coincidenza! anch’io ho scritto un post sulla neve! per quanto da noi non nevichi mai…
Bella la neve!
Bello il teletrasporto!
Vivo in un paese detto tropicale, anche se alcuni dicono che invece é un paese di m*****, ma questo fatto non cambia nulla per quello che sto per dire. Qui la neve è zero e la gente va via, viaggia lontanissima, solo per sapere cos’è la neve. Quanto al teletrasporto, non me ne intendo, ma credo che un giorno inventeranno un sistema di tubi grossissimi, forse subaquei, fra gli emisferi, in modo che quando c’è la neve a Cuneo, per esempio, verrebbe un´ondata di aria calda su tutta le regione, trasportata appunto da questi tubi grossissmi, forse dall´Africa o dall´America del Sud. Anche il contrario: l´aria fredda dell´inverno servirebbe per rinfrescare il caldo dell´estate di questi continenti del sud che adesso patiscono il caldo e così si farebbe una quasi uguaglianza climatica, sempre che i tubi subaquei, ma di aria, funzionassero bene,questo è chiaro… Se poi a qualcuno venisse in mente di infilarsi dentro a un tubo di questi per emergere in un altro continente, sarebbe quasi quasi un teletrasporto, no ? (Solo perchè oggi ho fatto a meno della pillola antidelirante)
per MAGICA ottima la tua idea dei tubi. io mi collego subito.
sentire aria calda, che non sia quella del riscaldamento, mi manda in delirio. vuoi fare cambio? possiamo metterci d’accordo.