Che poi io lo so, che vi arriva vostra zia, che lo sa che a voi piace leggere, e magari sa anche che voi siete di quelli che passan le ore a scrivere su quella diavoleria del computer, e a Natale vostra zia cosa dice, Gli regalo un bel libro, e se ne arriva il giorno di Natale con il suo bel pacchettino tutta contenta, ve lo dà, voi lo aprite e dentro c’è un libro di Giorgio Faletti, o di Paulo Coelho, o di Federico Moccia, fate voi, immaginatevelo voi, uno di quei libri dei quali magari vostra zia ha sentito parlare e si è detta Quel libro lì lo devo regalare a mio nipote, secondo me gli piace di sicuro, e voi, invece quel libro lì non lo potete sopportare, solo che non potete mica dirle Zia, ma non mi regalar delle puttanate, che io non le leggo mica queste merde qua; non glielo potete mica dire, dai, non siam mica degli incivili, poi non ci si comporta mica così, coi parenti, e allora le dite Ma zia, questo libro qua è bellissimo, hai proprio indovinato i miei gusti, ma come hai fatto, e lei sarà felice, penserà di avervi fatti contenti e di aver fatto bella figura davanti a tutti i parenti; poi la prenderete da parte e le direte Zia, guarda, questo libro qua è bellissimo, son contento che ci hai proprio beccato, sei forte zia, solo che a me questo autore qua piace talmente tanto che l’ho comprato proprio il giorno che è uscito, non è che mi dici dove l’hai preso che ne prendo uno diverso? E a lei non farà dispiacere, no, lei sarà contenta lo stesso, perché penserà di conoscervi così bene da regalarvi un libro che comprereste voi stessi, e penserà che questo gesto di apertura che avete fatto, dicendole la verità in privato, dimostri che voi potete dire tutto, a lei, e lei si sentirà gratificata, da questa confidenza che avete dimostrato. Lei vi dirà dove l’ha comprato, e il primo giorno utile voi procederete. (Al limite se non volete dirglielo, di solito sul talloncino che usano per coprire il prezzo c’è, il nome della libreria, e di solito, se non son grosse catene, il libro ve lo cambiano anche senza lo scontrino. Al limite chiedete.) Andrete in libreria e comprerete un libro che si chiama La fondazione, di Raffaello Baldini, edito quest’anno da Einaudi, un libretto di 68 pagine con il testo a fronte in dialetto romagnolo (da leggere quindi alla fine sono una trentina di pagine, fate anche veloce) al costo di nove euro. Poi lo leggerete e sarete contenti. E anche vostra zia.
E auguri.


25 commenti
Auguri anche a te… ;-)
Auguri a chi legge.
E anche una dritta a chi vuole risparmiare in tempo di crisi: se dovete fare una gita in montagna e pensate che vi possano servire le catene (talvolta obbligatorie a bordo)e le dovete comprare ma vi girano talmente le palle spendere almeno cento euri e magari non le usate nemmeno e nemmeno le userete mai più (tanto da rinunciare alla gita invernale in montagna), non preoccupatevi. Andate in un grosso supermercato, compratele e dopo la gita in montagna dove sicuramente avrete avuto il culo di trovare uno splendido sole, restituitele al supermercato entro i canonici sette giorni e vi restituiranno i soldi…..sino alla prossima volta che le riacquisterete.
io, pensare che è tutto vero, spero davvero che ti legga tua sia, eh.
No, vai tranquillo, mia zia non mi regalerebbe mai un libro. Sa che lo sbaglierebbe sicuramente.
Che poi sbaglio o Faletti e Paulo Coelho sono proprio identici tipo quasi sosia?
Comunque tua zia è una brutta persona.
Ad ogni modo buon Natale (anche a lei).
P.S. La mia mi ha regalato Omnisphere della Spectrasonics®.
Si vergogni, è Vostra zia, non mia, come ho spiegato nel commento precedente.
Vergogna Vergogna
Non c’è pericolo, niente zie ;))))
Auguriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
Poi volevo dire che il primo periodo finisce dopo 25 righe, che per me è un bel traguardo, penso. Ed è tutta colpa del punto interrogativo, che se non c’era, andavo ancora avanti, solo che come fare, a non metterlo?
Meglio della rubrica Benjamin di Gianni Riotta :D
Boh, io pensavo di essere carino e fare un complimento:
quando a mia zia le dico che è una brutta persona, si commuove, mi da un bacino e mi regala un libro di Hans Magnus Enzensberger (spesso che ho già).
Ecco…adesso avrò paura quando scarterò i pacchetti…grazie!!!
Buon Nataleeeeeeee
Mah, secondo me quest’anno tua zia il regalo te lo indovina…
a me un amico,anni fa,regalò un libro. in seconda pagina c’era una dedica -a giampiero con affetto- non l’ho potuto cambiare anche perchè io non mi chiamo giampiero.
mah, boh..
averle le zie che regalano libri.
ciao
auguri
follerumba
aho’, io lavorabbi in una libreria di grossa catena, grossissima, quella con la F… e noi col bollino ti riprendiamo indietro anche la zia, non millantare, uno l’artr’anno c’ha portato indietro una Panda 4×4 già scartata, senza scontrino ma col bollino in bella evidenza sul parabrezza e gliela abbiamo cambiata con tutta la collezione Meridiani Mondadori completa, più tuttala Fondazione Valla e qualche merdata in tema di chiromanzia applicata sui bovini valtellinesi.
Buon natale e grazie del blog, troppo bello!
buon Natale anche a te
Ed è andata esattamente così.
A me gli zii hanno regalato “Il nome della rosa”, di Umberto Eco…
Comunque è proprio vero, spesso arrivano di quei regali assurdissimi. Al mio compleanno mi è stato regalato un puzzle in 3d del sistema solare..è ancora incelofanato dentro all’armadio!
Buon Natale a tutti,
a prescindere dalla solita pucundria-malinconia di questi giorni che insieme agli odori di cucina impregna le mani, i vestiti e l’anima. E, se non faccio disturbo e non rubo spazio, dedico quanto segue a tutti i bambini del mondo, sperando che non diventino brutti, sporchi e cattivi che una buona quota lo sarà, nel senso del destino baro: che ieri li ho visti, entrambi, ridevano insieme a un brutto ceffo. Ma non ho capito chi era il destino, chi il baro e chi, l’assassino.
‘O nniro ‘e vascio
‘O nnir’’e è quanno
‘a matina te scite cu chillu penziero:
‘o penziero d’’o ppane.
‘O nnir’’e vascio è ‘nu culore:
‘o culore ‘e ll’anema nosta.
‘O nnir’’e vascio è ‘o nniro
dint’’a ll’uocchie d’‘e ccritaure.
‘O nnir’’e‘vascio é ‘o core d’’e ccriature
vuttato mmiezz’’a via.
‘O nnir’’e vascio é ‘o nniro
‘e chi sfrutta ‘e ccriature facennele faticà
comme si fosse ‘na cosa normale.
“Pecchè, accussì, s’imparano ‘nu mestiere”.
‘O nnir’e vascio è patemo ca nun se arritira.
Mò, sta friddo ‘nterra; è caduto d’o quarto piano;
a cinquantacinque, anni steva a faticà ‘ncopp’a ‘n’impalcatura.
Onesto e faticatore, ‘o strunzo ‘e mmerda, è muorto.
Pace all’anima di questo povero peccatore, ha ditto ‘o prevete.
Dietro ogni destino c’è la volontà insondabile del Signore,
ha concluso.
‘O padrone di casa e ‘a signora soia ‘a dummeneca vanno a SS Messa:
s’addenocchiano; cunfessano ‘e peccati; pregano ‘o Pater Nostro, ma
l’Ave Maria, è comme petrusino ogni menesta, nun manca mai.
‘N fonneno ‘e dete dint’a terrasantiera e, se fanno ‘o segno d‘a croce;
guardano ‘e sante d’e statue e d’e quadri, e diceno:
Ora Pronobis, Amen e Così sia.
E ppò sona l’organo, chillo antico, cu ‘e canne
longhe longhe ca saglie ‘n cielo. (Accussì è).
(Accussì adda essere).
P.S.: Comprerò il libro di Raffello Baldini, i dialetti sono musiche antiche e mi piacciono tutti, anche quelli che ti tengono sull’uscio, perchè difficili e gelosi della propria identità animale.
Che orrore i libri che hai citato, non l’ultimo, gli altri. Auguri pure a te e a tutti i mitici di EIo-blog. :D
Auguri, auguri e auguri !!!
anch’io mi associo: angurie, angurie, angurie!!!
Oppure si può re-impacchettare il libraccio del coelho o del faletti e riutilizzarlo come regalo a qualche amico, che a sua volta, schifato, lo regalerà a qualcun altro e via di questo passo. Così alla fine il libro non lo legge nessuno.
Lo stratagemma di re-impacchettare regali mal versati funziona benissimooooo !!!!!!
Ma magari Faletti, Coelho o Moccia! L’ultimo dalla zia è stato “Geronimo Stilton – viaggio nel tempo” . . .