La settimana scorsa un giornale inglese ha fatto un’inchiesta sui libri che si millanta di aver letto senza in realtà averli letti, e, come succede di solito poi con queste cose, qualche giornale italiano l’ha ripresa, e poi ne han parlato anche alla radio, e facevano intervenire gli ascoltatori con telefonate, mail o sms e loro raccontavano dei libri che dicevan d’aver letto ma che in realtà no.
C’era uno che ha telefonato e ha detto che lui non ha mai millantato, ma tutti i suoi amici e conoscenti lo ritenevano un esperto e pensavano che lui avesse letto tutto Il Capitale di Karl Marx, mentre lui ne aveva letto solo dei pezzi. Il conduttore, Marino Sinibaldi si chiama, aveva detto che anche Althusser, grande studioso di Marx, diceva che anche lui ne aveva saltate delle parti. Io pensavo che a casa Il Capitale di Marx ce l’ho, chissà come l’ho avuto, ma che non ci avevo neanche mai provato a leggerlo, figuriamoci finirlo. Poi secondo me, a finire di leggerlo, non c’era riuscito neanche Marx.
Devo dire che a me le centrali eoliche piaccion proprio tanto. Mi metton allegria. Quando son in viaggio e li vedo, quei cosi, mi vien sempre da fermarmi a guardarli, lì che girano.
Poi ci son quelli che invece di fare le centrali eoliche, vogliono fare il nucleare. Secondo me son gente che han bevuto.
Ed ecco intanto scoprirsi da trenta o quaranta mulini da vento, che si trovavano in quella campagna; e tosto che don Chisciotte li vide, disse al suo scudiere: «La fortuna va guidando le cose nostre meglio che noi non oseremmo desiderare. Vedi là, amico Sancio, come si vengono manifestando trenta, o poco più smisurati giganti? Io penso di azzuffarmi con essi, e levandoli di vita cominciare ad arricchirmi colle loro spoglie; perciocché questa è guerra onorata, ed è un servire Iddio il togliere dalla faccia della terra sì trista semente. — Dove, sono i giganti? disse Sancio Pancia. — Quelli che vedi laggiù, rispose il padrone, con quelle braccia sì lunghe, che taluno d’essi le ha come di due leghe. — Guardi bene la signoria vostra, soggiunse Sancio, che quelli che colà si discoprono non sono altrimenti giganti, ma mulini da vento, e quelle che le paiono braccia sono le pale delle ruote, che percosse dal vento, fanno girare la macina del mulino. — Ben si conosce, disse don Chisciotte, che non sei pratico di avventure; quelli sono giganti, e se ne temi, fatti in disparte e mettiti in orazione mentre io vado ad entrar con essi in fiera e disugual tenzone.»*
Che poi tra l’altro ho letto da qualche parte che per soddisfare il fabbisogno energetico italiano basterebbe ricoprire di centrali eoliche la provincia di Pistoia. Io son d’accordo. Dopo c’è il problema di dove mandare gli attuali abitanti, ma secondo me è un problema marginale.
L’altro giorno alla radio c’era un ospite e, parlando di nucleare, ha detto che giacimenti di uranio si trovano anche in Italia, più precisamente nel basso Piemonte, e io ho pensato che qua nel basso Piemonte lo sappiam tutti che qua c’è l’uranio, lo sappiam tutti che sotto la Bisalta c’è l’uranio, che a Lurisia c’è l’uranio, era venuta anche Marie Curie a studiare la radioattività, qua, nel cosiddetto basso Piemonte. Poi è facile dire che quei di Cuneo son un po’ strani: provateci voi, con tutto quell’uranio; mica è facile, poi, esser normali.
L’anno scorso è uscita una canzone, dei Baustelle, che diceva che la catastrofe è inevitabile. Secondo me si son sbagliati, perché a guardar bene, non si posson non notare tantissimi segni che dicono senza ombra di dubbio che la catastrofe è già avvenuta, e gli Indizi dell’avvenuta catastrofe sono sotto gli occhi di tutti, e non c’è scampo, viviamo in un dopobomba*, e forse, prima ce ne accorgiamo, meglio è.
Io pensavo di esserne consapevole, ma a volte ci sono cose che pensi razionalmente ma che il tuo cuore si rifiuta di accettare, finché a un certo punto arriva l’illuminazione finale, che ti cambia la percezione.
L’altro giorno, al supermercato, ho scoperto che esiste il tonno dei gormiti.
Secondo me quelli che vanno dallo psicanalista son tutti un po’ disturbati.
A volte sul treno mi metto le cuffiette anche se non ho niente da ascoltare. Mi piace che l’altra gente pensi che non sto sentendo quel che dice.
Una cosa che mi fa star bene quando vado in treno è che mi rendo conto che il bagno di casa mia è più pulito di qualsiasi bagno delle Ferrovie dello Stato.
L’altro giorno m’è venuto in mente che mi avevano insegnato a scuola che l’aria è composta per il 78% di azoto. È vero, potete controllare. Lo so che non vi sembra una cosa normale, in effetti è ingiustificabile: ma ci rendiamo conto di quanto azoto respiriamo? Ma siamo matti? E l’Unione Europea? Non fa niente? E Al Gore?
Ero sul treno, c’eran due ragazze che parlavan tra loro, io stavo mettendo a posto delle cose sul computer, ho sentito una di loro che diceva Sai, perché il significante è diverso dal significato. Mi son messo le cuffiette, e poi mentre finiva una canzone ho sentito che la stessa tipa diceva Devo chiedere alla mia psicanalista.