Convergenze parallele
sabato 4 luglio 2009
L’altro giorno, mentre andavo al lavoro, ho acceso un attimo la radio e c’era il conduttore che leggeva un sms che aveva ricevuto da un ascoltatore, che diceva
Vi ricordate la scrittrice Tal dei Tali che aveva pubblicato un bellissimo racconto sulla rivista Tal dei Tali negli anni settanta? Be’, era mia zia.
A me è venuta in mente l’immortale opera n.52 di Learco Pignagnoli che dice
Avrete di sicuro sentito parlare di quel tipo di Rubiera che un pomeriggio è venuto fuori dalla sua fabbrica e gli hanno tirato due fucilate. Be’, a sparargli è stato mio zio.



9 commenti
Avete presente il fratello di mio padre? Beh, è mio zio!
Compro sempre “Tal dei Tali Magazine”, ben da prima degli anni 70 ma non ho mai visto articoli di Tal dei Tali. Che contapalle quel conduttore…
Pinco Pallino
Che bello Alessandro: una cosina tua da leggere di sabato, che siamo in tanti ad aver voglia di leggere delle cosine il sabato. Beh, avete presente quella discoteca di Rubiera che c’era una volta e che aveva il nome di una protagonista di una fiaba? Magari c’è ancora e io non lo so. Sono cose che fanno riflettere, il sabato.
Mio cugino mi ha detto che una sera ha offerto da bere a una ragazza conosciuta in una discoteca di Rubiera col nome di una protagonista di una fiaba (la discoteca, non la ragazza a cui mio cugino a offerto da bere in una discoteca di Rubiera col nome della protagonista di una fiaba) e la mattina si è risvegliato in un fosso e gli mancava un rene.
A me invece è capitato di addormentarmici, in un fosso, poco distante da Rubiera, dopo essere stata in una discoteca col nome di una protagonista di una fiaba. E mia zia poi ha detto a mio cognato che qualcuno le aveva rubato una scarpetta, che poi era un 40, di numero di scarpetta. I Supertramp erano belli, adesso li copiano e nessuno lo sa, che erano i Supertramp, vero?
Il Pignagnoli è sempre un piacere.
Mio fratello è figlio unico e neanche mi ricordo più di mia zia che visse due volte.
Da morto, posso citare testualmente queste parole dell’opera n. 35 del Pignagnoli:
“Ci son persone che non si capisce mai quello che dicono,
e delle altre che fanno delle cose addirittura inspiegabili.
Come Mauro Barchi, che alla mattina lo avevano seppellito al cimitero e alla sera era già là che andava al bar.”.
Poi mi son rigirato sottosopra e mi è arrivato un SMS: e io che mi pensavo di esser di morto.
Sei di una simpatia esagerata.
Sono almeno due anni che mi fai fare un sacco di risate ed oggi voglio dirtelo, mbè perchè? così, mi và..
Un kiss.
c’è già un altro post, nel frattempo, ma io ci tengo a far sapere ai lettori di questo blog che io ci sono uscita per davvero, con uno di Rubiera