Pacchetto di stimolo
giovedì 16 luglio 2009
Spesso mi succede che per scrivere i post penso a due termini tra loro non correlati, o me li faccio suggerire, e poi cerco il modo di farli entrare nello stesso post. Solo che stamattina Bessie mi ha suggerito “Biblioteca Nazionale” e “Coniglietto Salterello” e non m’è venuto niente.
Se qualcuno mi aiuta scrivendo il post in mia vece nei commenti, come se lo avessi scritto io, avrà la mia gratitudine eterna (diciamo limitata alle prossime 24 ore), e al più bello posso offrire una copia del libro L’ippopota disse mo, di Toti Scialoja.
Tutto questo per non far brutta figura con Bessie. Che roba.


49 commenti
ehi, così non vale! te l’avevo messa giù praticamente impossibile apposta!
Passando a restituire un paio di riviste anarchiche alla Biblioteca Nazionale, mi sono ritrovato a sfogliare una copia di “Coniglietto Salterello – La storia disegnata di un coniglio rivoluzionario”. Bello eh. Però non ho capito perchè le carote erano blu.
Spesso mi succede che per scrivere i post penso a due termini tra loro non correlati, o me li faccio suggerire, e poi cerco il modo di farli entrare nello stesso post. Solo che stamattina Bessie mi ha suggerito “Biblioteca Nazionale” e “Coniglietto Salterello” e non m’è venuto niente.
Se qualcuno mi aiuta scrivendo il post in mia vece nei commenti, come se lo avessi scritto io, avrà la mia gratitudine eterna (diciamo limitata alle prossime 24 ore), e al più bello posso offrire una copia del libro L’ippopota disse mo, di Toti Scialoja.
Tutto questo per non far brutta figura con Bessie. Che roba. (brutta cosa la pigrizia)
Ieri sono entrato nella biblioteca nazionale di una grande città dove mi trovavo per lavoro, e siccome mi andava proprio, di legger qualcosa di nuovo, ho domandato un consiglio al bibliotecario, se per caso gli veniva in mente qualcosa di interessante. A sentirsi dir così questo bibliotecario, era un ragazzo di vent’anni o forse neanche, si è illuminato in volto e mi ha detto Lei è proprio la persona giusta per provare il nuovo sistema, è semplicissimo, lei inserisce alcuni dati personali e il computer le suggerirà dei libri in linea coi suoi gusti. Allora ho pensato Proviamo, ho firmato due robe per la privacy, ho girato attorno al bancone e sono andato lì dietro insieme a lui, al computer, c’era un programma che mi chiedeva professione, età, città di residenza, titolo di studio, ultimi cinque libri letti e poi tutta una serie di domande personali a risposta chiusa, ma robe che non c’entravano niente, tipo i tre giorni del militare, se mi piaceva andare al mare, se son soddisfatto del mio lavoro eccetera, allora quando sullo schermo han cominciato a comprarire queste domande io mi son girato verso il ragazzo e lui mi ha detto Stia tranquillo, i dati sono anonimi, poi si è alzato ed è andato a fare un giro, io ho continuato a fare questo test con domande sempre più personali, persino sulla vita sessuale, e da lì a gusti, perversioni, manie, ma robe proprio esplicite che anche se non vedeva nessuno era veramente difficile rispondere sinceramente, a quelle domande lì, solo che a quel punto tanto valeva farle per bene, le cose, allora ho finito il test dicendo la pura verità, che alla fine mi sono accorto che ero tutto sudato, allora ho cominciato a tamburellar sul tavolo, il bibliotecario ha visto che avevo finito, è venuto lì e mi fa Adesso inviamo tutto al sistema, sul monitor è comparsa una clessidra e una scritta che diceva STO ANALIZZANDO I DATI e dopo un po’, saran passati trenta secondi, è apparso sul monitor il titolo
Birillo il coniglietto salterello, 2001, c.ed. Polenghi, pp. 16, brossura
e più sotto la scritta
da colorare.
Quelli che mi voglion bene dicono per correggermi che sono presuntuoso e vanitoso. Chissà cosa penserebbero oggi che con i trasferibili mi son stampato su di una bandana “bibblioteca nazionale” e sui boxer “coniglietto saltarello”
Quello che mi frega è che non son nemmeno capace di copiare.
Certe volte vado alla Biblioteca Comunale, come facevo prima. E’ solo che adesso metto prima i miei bambini dentro il coniglietto salterello, nei giardini davanti alla Biblioteca. C’è anche il Castello e anche la Nave Pirata, ma io preferisco metterli nel Coniglietto salterello perché ha le orecchie molto più alte delle torri e anche della polena e perciò è più bello, secondo me. Tolgo loro le scarpe, che mi porto sempre con me le calze antiscivolo perchè non si sa mai, e li lascio lì, dentro il coniglio. Certe volte me li scordo, fino a che il coniglio si sgonfia tutto, che è già buio.
ho sbagliato, dovevo scrivere Biblioteca Nazionale, ma faccio sempre confusione con le biblioteche
Sono andato alla Biblioteca Nazionale, che poi di Biblioteche Nazionali ce ne sono tante anche rimanendo in Italia senza dovere andare in altre nazioni e allora ho capito che la Lega ha ragione e l’Italia non è una nazione ma tante nazioni diverse e hanno iniziato dalle biblioteche perché tanto in biblioteca non ci va nessuno e così possono fare le prove generali: solo che quelli della Lega ci vanno ancora di meno degli altri ed è per quello che non c’è ancora stata la secessione o devoluzione o l’ultima parola da usare che non mi ricordo più.
Sono stato alla Biblioteca Nazionale, dicevo, per prendere in prestito una copia di Lello, il Coniglietto Salterello perché Bessie mi ha detto che è un libro bellissimo ma io non mi fido troppo e allora voglio darci un’occhiata prima, solo che tutte le librerie qui intorno sanno che io ai libri ci voglio dare un’occhiata prima e non li compro, e allora mi impediscono di guardarli. Però il bibliotecario mi ha detto che Lello, il Coniglietto Salterello non c’era. Io gli ho risposto che in una Biblioteca Nazionale ci devono essere tutti i libri, ma lui ha detto di no, che non ci sono tutti ma solo quelli che vogliono davvero esserci, e che un coniglietto salterello non ha diritto né voglia di essere fermo in una biblioteca.
Adesso devo dire qualcosa a Bessie, ma non so se quello che le dirò sarà quello che lei pensa che io le debba dire.
ieri sera mi sono rivisto Donnie Darko e guardacaso c’era un coniglietto anche lì, non era salterello ma c’era.
Poi il protagonista ha dato fuoco ad un paio di abitazioni e ha allagato una scuola. la biblioteca nazionale no, quella non l’ha toccata.
sono più pigro di Guido, quindi quoto meandro.
sono pigra anch’io e quoto BILS (se non altro perchè son riuscita a leggerlo tutto!) :P
“Coniglietto salterello” era il soprannome che i miei amici mi davano da piccolo, e perché non stavo mai fermo, questo lo dico io, e perché avevo elle orecchie troppo grandi per quell’età, ora fortunatamente sono proporzionate alle dimensioni del mio viso. Passavoamo i pomeriggi insieme, i miei amici ed io, a giocare ed a fare i compiti. A volte andavamo in biblioteca; nella nostra città ce n’erano diverse, ma la più grande quella che più mi affascinava per la maestosità dell’edificio era la Biblioteca Nazionale. Gli scaffali pieni di libri non erano importanti, era la sensazione che provavo salendo quei cinque scalini ed entrando nell’ingresso attraverso le grandi colonne che sostenevano la facciata.
C’era una volta un blog e tante persone sfaccendate che lo leggevano. Un bel giorno sul blog ci fu una crudele gara di Fantasia non obbligatoria che obbligava a relazionare la Logica con la Fantasia. E così tutti i lettori ebbero paura e nessuno lo lesse più. L’autore del blog cambiò casa e invano cambiò nome in “Coniglio Salterello”, ma tutti i vecchi lettori lo riconobbero lo stesso ed ebbero ancora più paura e quindi lo fuggirono. Ora é famoso e dobbiamo andare alla Biblioteca Nazionale per ascoltarlo, che peccato. MORALE: non c’è.
Coniglietto Saltarello va dal dottore dei coniglietti saltarelli perché gli fa male una zampa.
Il dottore: “Lei cosa fa di mestiere?”
Il coniglietto: “Salto”
Il dottore: “E ma per le giunture non va bene per quello che le fa male una zampa!”
Il coniglietto: “Ma come faccio? E’ il mio mestiere!”
Il dottore: “Provi ad andare a passo d’uomo”
La Biblioteca Nazionale, io, mi piaceva andarci anche solo per vedere che c’era. Poi quella volta sono andato e non c’era più, solo un buco c’era, e piuttosto grosso. L’ha fatta saltare il Coniglietto Saltarello, mi han detto, con una bomba, pare. Forse era stufo che lo prestavano a tutti.
Il coniglietto saltarello andò alla biblioteca nazionale. E morì subito.
come si dice, efficiente ed efficace, sba :)
Coniglietto Saltarello va dal dottore dei coniglietti saltarelli perché gli fa male una zampa. Va da quel Dottore lì perché, tutti lo sanno, ha studiato sui libri di medicina che ci sono alla Biblioteca Nazionale ché quei libri di medicina, sono speciali.
Il dottore chiede al coniglietto: “Lei cosa fa di mestiere?”
Il coniglietto: “Salto”
Il dottore: “E ma per le giunture non va bene per quello che le fa male una zampa!”
Il coniglietto: “Ma come faccio? E’ il mio mestiere!”
Il dottore: “Provi ad andare a passo d’uomo”
come è noto lavoro proprio davanti alla Biblioteca Nazionale e siccomequandoposso (come oggi) cerco di prendere il primo treno del mattino per arrivare in ufficio con il fresco, stamattina all’alba ero davanti al portone pronta per iniziare la giornata lavorativa. mentre sto per entrare, ecco che dall’iuola a fianco del portone spunta un coniglio salterello. sì proprio una di quelle simpatiche bestiole che escono dalla tana e saltellano cantando. rimago senza parole.
emozionata guardo meglio: macchè coniglio salterello era una pantegana traslocata dai Murazzi che tentava di arrampicarsi sull’arbusto dell’aiuola
PS. Se il post (in tua vece) doveva essere scritto come se l’avessi scritto tu, mi devi ancora 18 ore di gratitudine:)))
Guido sei un barone :)
(non volevo commentare perché nel weekend mi ritirerò con la giuria a deliberare: niente, come si dice, turbative d’asta :) )
con la giuria o con la Giulia?
Conoscevo un tipo che andava sempre alla Biblioteca Nazionale e ci passava giornate intere a leggere tutti i libri dei grandi filosofi: Anassimandro, Plotino, Talete e Schopenhauer erano i suoi preferiti. Poi un giorno mentre attendeva che la segretaria gli trovasse un’opera di Locke, gli cadde l’occhio su un libricino, che era stato lasciato lì da quello che era passato prima di lui. Erano le “storie del Coniglietto salterello”. Lo aprì e cominciò a leggere e leggeva con così tanto piacere che si dimenticò del libro di Locke. Quando la segretaria tornò con il volume tra le mani, al bancone non c’era più nessuno. Il tipo era sparito con il libretto. Sul tavolo aveva lasciato un foglietto: “C’è più filosofia in un salto di coniglio che in mille tromboni”.
Dopo aver letto B e fatacarabina mi chiedo come potessi tu non avere idee per coniugare Coniglietto e Bibblioteca. Complimenti a tutti e finora quoto Fatacarabina.
Ho comprato un coniglietto salterello ma non sapendo come cucinarlo ho provato in Biblioteca, per vedere se alla voce corrispondente c’era anche una ricetta.
La voce Coniglietto Salterello dell’Archivio della Biblioteca Nazionale recitava:
Coniglietto Salterello, Oryctolagus cuniculus salterellus, famiglia Leporidae Saltae,
e più giù, nella descrizione etologica
il coniglio salterello, rispetto agli altri membri della stessa famiglia, si caratterizza per un carattere allegro ed estroverso, e dal fatto che si lascia avvicinare dagli umani esibendo il tipico salto di benvenuto.
Tra le curiosità:
nonostante la cottura,l’animale continua a saltellare, di quando in quando, anche nella padella.
La ricetta però non c’era.
Così sono ritornato a caso e l’ho rimesso in libertà.
blob! errata corrige:
ultima riga: leggi CASA e non CASO
Questa mattina, saran state le undici, sono entrato nella Biblioteca Nazionale, che fuori c’era un caldo insopportabile e dentro invece c’era un bel fresco. Siccome non volevo dare a intendere che ero entrato solo per godere di un attimo di refrigerio, ho comiciato a camminare tra gli scaffali con l’aria di quello che sta cercando qualcosa in particolare, e intanto guardavo le persone che giravano per la sala e mi chiedevo se anche loro fossero entrate per stare un po’ al fresco o se davvero dovevano prendere dei libri; poi ho pensato anche al fatto che prima o poi sarei tornar fuori e che fuori c’era un caldo insopportabile. Ha bisogno di aiuto? mi ha chiesto la signorina vedendo che avevo un’aria un po’ sperduta, No ho detto io, e mentre lo dicevo ho preso un libro a caso dallo scaffale e le ho detto Cercavo proprio questo. Poi sono uscito, e mentre camminavo al caldo e sotto il sole ho pensato che ero stato proprio fortunato, ché con tutti i libri che prendo sempre in biblioteca “Coniglietto Salterello” non lo avevo ancora letto.
*manca un “dovuto”, ma con questo caldo…
Aperol o Campari? aveva detto il barista, e lui, Campari, così per darsi un tono.
Sicché, nemmeno un quarto d’ora dopo, era lì che zompettava allegro nel parcheggio di un centro commerciale, incurante del ridicolo. Un coniglietto salterello, era diventato; tutto soltanto per uno spritz a stomaco vuoto.
Lei lo guardava tranquilla.
Lo sai, gli disse sorridendo, mi sa che ti preferisco così.
Anni e anni di letture e non aveva capito niente della vita. Neanche leggere tutti i libri della biblioteca nazionale gli sarebbe servito.
E’ tutto così semplice, pensò abbracciandola.
nominato il nuovo direttore della Biblioteca Nazionale.Si tratta di Humpty Dumpty.Nella rosa dei papabili figurava pure il Coniglietto Salterello e Ginko il cane di Sandro Bondi al quale lo stesso aveva in prededenza dedicato una poesia
crocchette
la sera
illuminano le tue viscere che bagnano i glicini del quirinale
mentre le tue zanne sognano il midollo
[...] colpa di Alessandro, questo [...]
Se dovessi pensare a due cose davvero opposte, ma proprio diametralmente, penserei al Coniglietto Salterello e alla Biblioteca Nazionale (quale? che ne so, una qualsiasi…).
Voglio dire che sono proprio due cose molto diverse, che più diverse non si può. Ma visto che a questo punto ci sto pensando, penso anche che mi dicevano sempre che gli opposti, alla fine, si attraggono. Anche “chi disprezza compra”, ma in questo momento è solo una mia divagazione.
Dicevo che dicevano che gli opposti si attraggono e allora anche nel caso del coniglietto e della biblioteca ci sarà un motivo di attrazione da qualche parte… o no ?
Forse no.
Ma invece a ben vedere c’è perchè quel bel pragmatismo solido delle biblioteche e la follia un pò anarchica e divertita dei coniglietti salterelli li vorremmo saper mescolare dentro di noi un pò tutti per trovare quel benedetto equilibrio che cerchiamo come il Graal.
Quindi, e parlo per me perchè non amo generalizzare, alla fine credo che da grande vorrei davvero essere una Biblioteca Nazionale con dentro un Coniglietto Salterello.
Almeno in linea di principio…
Non ci casco.
Versione su variazione de “La biblioteca di Babele”, Jorge Luis Borges, nella traduzione di Franco Lucentini in “Finzioni”, Giulio Einaudi Editore.
L’universo (che altri chiama la Biblioteca Nazionale) si compone di un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo, bordati di basse ringhiere. Da qualsiasi esagono qualunque Coniglietto Saltarello vede i piani superiori e inferiori interminabilmente…
(Potrei continuare per altre 15 pagine circa…)
Ero lì, alla Biblioteca Nazionale. Che ci ero andata per cercare qualcosa da leggere la sera. Si sà, si fatica a dormire con questo caldo e i libri in casa li avevo letti tutti. Ma si vede che un sacco di gente aveva questo problema qui, perchè c’era coda. Mi metto lì in fila e aspetto, quando a un certo punto arriva un Coniglietto Salterello che bello tranquillo zompettando passa davanti a tutti. E’ stato tutto un brusìo di disappunto e tutti che dicevano “e ma non si fa così, non si salta la coda…” e allora il Coniglietto Salterello si è girato, ci ha guardati con commiserazione e ha detto “Io posso, secondo voi sennò perchè mi chiamo Coniglietto Salterello?”
Non vorrei dire, ma da noi, ad Aosta, alla biblioteca regionale nello spazio bambini hanno messo dei giocattoli come un cavallino a dondolo, un ippopotamo in gommapiuma e una grossa palla rossa con una maniglia per tenersi, su cui è disegnato il muso di un coniglio. Ho sentito io una madre dire al figlio, Dai che andiamo sul coniglietto salterello… Visualizza altro! Poi ha chiesto, O preferisci l’ippopotamorbido? Il bambino è andato sul cavallo. Essendo che per alcuni, la Valle d’Aosta dovrebbe essere autonoma e distaccata dall’Italia, in un’ipotetica realtà parallela in cui lo è davvero la biblioteca non sarebbe regionale, ma nazionale. Con un concetto di unità di nazione un po’ tutto suo.
E poi c’era anche il coniglio di Pippo, quello che sapeva tutto e parlava in rima, col pennello che poteva cancellare e ridisegnare la realtà a piacimento. Saltava molto, e sicuro aveva studiato in qualche grande biblioteca. Scommetterei nazionale.
A Firenze abbiamo i turisti, una valanga di turisti tutti coloranti e sudati.
Come lava ribollente si aggirano sbuffando per il Duomo, guardano estasiati il finto David, entrano spingendosi tra loro a farsi un giro negli Uffizi. Spendono un sacco di soldi per una misera bottiglietta d’acqua e un panino di plastica, poi prendono il lungarno, e arrivano alla Biblioteca Nazionale.
Si riposano un attimo sugli scalini leccando un gelato e spargendo tutto intorno gocce di nettare appiccicoso e zuccherino che non sparirà fino alle prossime piogge e – via! – rientrano in pieno centro passando per Santa Croce. Comprano un brutto quadro da un antiquario in Piazza dei Ciompi, un ricordino per un parente in un negozio di via Pietrapiana e poi si riversano in Sant’Ambrogio a guardare la fauna locale che fa aperitivo.
E i bambini? I bambini li hanno lasciati in albergo, perchè il giorno è afoso, nella hall c’è l’aria condizionata e a loro i monumenti non interessano.
Usciranno stasera, col fresco. Per ora stanno lì, alla TV, a guardare l’ennesimo cartone animato su Alice, il Paese delle Meraviglie e quella specie di antipatico coniglietto salterello che non sta fermo un secondo.
E io, che a Firenze ci abito ma che nel Duomo non ci entrerei neanche pagata, che il finto David mi fa venire la cacarella perchè lo ficcano ovunque e che agli Uffizi non posso andare perchè c’è talmente tanta coda da far passare la voglia anche al più accanito fanatico d’arte, e io mi chiedo perchè i turisti, invece che a vedere questa roba antica, non se ne vanno per le nostre campagne coi loro figli.
Le nostre campagne dove l’aria è fresca, il cibo è buono, il panorama è splendido e i bambini potrebbero giocare con i coniglietti veri che saltano davvero.
Oddio un’ivasione di tanti piccoli Eio …
Finalmente a casa!
Oggi proprio non se ne poteva più. E’ passata ‘na bufera di sgangherati e tutti a chiedermi di ’sto benedetto “Coniglietto Salterello”.
Giuro che in anni di lavoro ‘na cosa del genere non m’era mica mai capitata. N’altro post così e mi licenzio, giuro.
L’omino coi baffi che lavora alla Biblioteca Nazionale.
C´era una volta un Coniglietto Salterello, tanto birichino sin da quando era nato. I suoi genitori a volte si preoccupavano perchè faceva salti così grandi che a volte si perdeva lontano da casa e dovevano cercarlo per giorni di fila. Finalmente il coniglietto diventò adulto e i genitori credevano che avesse smesso di fare il Coniglietto Salterello dato che ora era grande. Invece il Coniglietto Salterello era diventato un Coniglione Salterellone e continuava a sparire da casa per giorni e giorni, adesso per cercare una compagna Coniglietta Salterella. Una volta, per sbaglio, con tutti quei salti che logicamente erano diventati enormi,andò a finire addirittura alla Biblioteca Nazionale, dove, ovviamente non c´era la sognata Coniglietta Salterella.Però c´erano tanti libri, belli e brutti;allora, anche se era diventato un Coniglione Salterellone, si mise a piangere dirottamente perchè era ignorante, non sapeva leggere né scrivere, e non poteva neanche godersi i libri belli.
bell’idea..
non è che pensi di smettere di postare lasciando ai commentatori il tutto? :D
buona domenica
Mi chiedevo se Bessie il coniglietto saltarello se lo fosse inventato di sana pianta. Così ho googlato. E no. Il coniglietto saltarello esiste. Precisamente, sta su queste scarpe per bimbi piccoli che “passano la maggior parte del loro tempo in casa o negli asili” e perciò “hanno bisogno di calzature appositamente concepite per questi utilizzi”. C’è perfino la figura e ci puoi cliccare sopra per ingrandirla. E’ azzurro. Saltarello, dico. Le scarpe dice che sono beige, anche se a me sembrano rosa (che così sono unisex).
Allora ho preso la cosa sul serio, e ho cominciato a ragionare sul fatto che da qualche parte potrebbero esserci biblioteche modello, con asili per i figli dei dipendenti. Nel qual caso si poteva costruire una storia perfino realistica: sul/la dipendente che va a lavorare lasciando un* bimb* all’asilo, debitamente calzat* con le suddette scarpine.
D’altra parte, ‘L’ippopota disse mo’ non è più in commercio [:-(], dunque non è possibile che Eio ce lo regali, a meno che non sacrifichi una copia dalla biblioteca (sua).
Perciò il grande Toti ci tocca di andare a leggerlo in Biblioteca Nazionale. Che almeno il libro immagino si trovi pure nelle biblioteche non-modello e senza asilo (nazionali o non), che indubbiamente sono più diffuse.
Oppure qualche verso uno se lo può sentire, qui. Ma la versione musicata è alquanto noiosa, oso dire.
Vedo che tira più un pelo di ippopota che un carro di mo, a quanto pare. Comunque:
Avevo un amico, un bibliotecario. Si chiamava Mario, e da piccolo sapeva già cosa avrebbe fatto per mestiere: il bibliotecario o l’antiquario. Sua sorella Floriana per fortuna non aveva fretta di decidere. Comunque: si laureò in Lingue e Letterature moderne e decise di andarsene dall’Italia. Diceva che quella dei bibliotecari italiani era una vera e propria casta, che servivano le raccomandazioni, che era tutto un magna magna e un familismo di quelli che neanche non so dove. Non so neanche cosa voglia dire, familismo, però oh suonava convincente. E insomma se n’era andato, era andato in Germania, che gli piaceva tanto Schiller (gli piaceva molto anche Miller, ma una squadra di pallavolo non poteva metterla su e l’America era troppo lontana), aveva trovato lavoro alla Biblioteca Nazionale. In Germania sì che il sistema bibliotecario è liberale, diceva. Però poi mi sa che si è ricreduto, perché anche lì non è che lo trattassero benissimo, lo avevano relegato alla sezione per bambini e di lì non si poteva muovere, le altre sezioni erano gestite unicamente da tedeschi. Retaggi duri a morire, diceva, però sempre meglio dell’Italia. Alla fine si appassionò pure, alla sezione per bambini. Sceglieva con particolare cura i nuovi titoli che poteva comprare coi quattro marchi assegnati alla sua sezione. Un giorno, scartabellando sul catalogo digitale, notò un titolo che lo colpì all’istante: “Le mirabolanti avventure di Marcello, Coniglietto Salterello”. Fu colpito e subito si immedesimò in quel Marcello che, pensava, proprio come lui avrà saputo fin da piccolo cosa sarebbe diventato. E insomma ordinò quattro copie di questo libro e ne lesse una appena le scartò. Oh, sembrava la storia della sua vita! Parlava di un coniglietto con le idee chiare sul suo futuro (voleva salterellare), che si trova costretto ad andarsene dalla sua tana per cercare fortuna altrove, dato che i suoi fratelli già occupavano la scena col loro salterellare.
E niente, quella copia se la tenne! Per cui ora, se volete prendere “Le mirabolanti avventure di Marcello, Coniglietto Salterello” alla Biblioteca Nazionale di Berlino, e vi dicono che hanno solo tre copie e sono tutte fuori, beh un minimo con Mario ve la dovrete prendere, secondo me.
(Anche perché insomma poi all’estero sembra sempre che noi italiani siamo dei mascalzoni)
Pensa che io mi sono arenato sull’abbinata “Nano malefico”
DAI DAI DAI. Vogliamo sapere chi ha vinto
Non riusciamo a deciderci :)
l’importante e’ partecipare
Infatti…nel mio caso è ovvio che non è esistita alcuna pretesa di scrivere come Eio…