Cum grano salis
venerdì 10 luglio 2009
L’altra sera volevo uscire ma ho sbagliato il sale nella frittata e allora son rimasto a casa a bere.

L’altra sera volevo uscire ma ho sbagliato il sale nella frittata e allora son rimasto a casa a bere.
Bella casa, bei colori, bei mobili. Anche le lampade di design, wow, quella è esposta al MOMA, fantastico, belle anche le piastrelle, bella scelta dei materiali, potrebbe stare su una rivista specializzata. Poi, in bagno, carta igienica a velo singolo.
Ieri mattina quando mi son infilato il telefono in tasca devo aver dimenticato di mettere il blocco tasti, perché poi son andato in un ufficio e c’era una che diceva pronto pronto dentro i miei pantaloni.
Sabato mattina dovevo andare da un cliente verso le otto, allora ho preso il motorino e mi son fatto un bel giro, son andato dal cliente e poi son tornato verso Cuneo, son andato al bar degli angeli, ho preso un caffè e il giornale, poi mi son seduto lì davanti al santuario, ho preso una di quelle sediole che ci son lì e l’ho sistemata davanti a una panchina, ho messo i piedi su un angolo della panchina, e mi son messo a leggere, con il sole basso sulla faccia. Non c’era nessuno, era bellissimo, con gli uccellini, il sole, il giornale.
Poi, dopo un po’, son arrivate due signore anziane, e con tutte le panchine che c’erano si son sedute proprio su quella su cui avevo i piedi. Io ho continuato a leggere il giornale mentre loro chiacchieravano dei loro valori, una aveva dei problemi di pressione, l’altra diceva che aveva il fegato basso.
Ho questa mia cosa che non so se è una cosa comune o no, però a me capita che mi sveglio alle cinque del mattino, a volte un po’ prima, a volte un po’ dopo, magari mi sveglio perché ho sete o perché mi scappa la pipì, poi mi vengono i pensieri e non riesco più ad addormentarmi.
Tipo sabato mattina mi son svegliato, eran le quattro e quarantotto, e avevo in mente un pensiero che poi mi son dovuto alzare per forza, perché non potevo star lì senza sapere, se eran buoni o non eran buoni, i biscotti al cioccolato che avevo comprato venerdì.
L’altro giorno, mentre andavo al lavoro, ho acceso un attimo la radio e c’era il conduttore che leggeva un sms che aveva ricevuto da un ascoltatore, che diceva
Vi ricordate la scrittrice Tal dei Tali che aveva pubblicato un bellissimo racconto sulla rivista Tal dei Tali negli anni settanta? Be’, era mia zia.
A me è venuta in mente l’immortale opera n.52 di Learco Pignagnoli che dice
Avrete di sicuro sentito parlare di quel tipo di Rubiera che un pomeriggio è venuto fuori dalla sua fabbrica e gli hanno tirato due fucilate. Be’, a sparargli è stato mio zio.
L’altro ieri ero contento, ché anche se avevo corso abbastanza la sera prima, non avevo le gambe dure. Proprio per niente. Mi son sentito bello atletico, mi son detto, Guarda qua che forma fisica, che splendore, che uomo, che atletismo.
Solo che poi invece ieri, quando mi son svegliato, le gambe mi davan fastidio, eran belle dure, ed era un fastidio un po’ fisico, ma anche un po’ psicologico, ché ero obbligato a rimangiarmi i vanti che facevo con me stesso il giorno prima.
Poi mi son ricordato che quando lavoravo in banca c’era un mio collega che aveva appena ricominciato a correre, e delle volte arrivava in banca che camminava come se avesse avuto due pezzi di legno al posto delle gambe, e noi gli dicevamo Vedi come si sta, a andare a correre? e lui diceva Non son mica andato a correre, ho sbagliato a prendere il Viagra.
Non sono più una persona orribile!
Questa mattina, ho ritrovato un calzino compagno.
Domenica sera, mi suona Mario, mi dice Vieni a Isole di mondo, che si mangia tutti insieme per strada. Gli ho detto Guarda, io ho già la pizza in forno, mangio e poi vi chiamo e vi raggiungo. Isole di mondo è una manifestazione che fan qua a Cuneo in cui i rappresentanti locali delle varie nazioni mettono su degli stand dove offrono degli assaggi dei loro cibi tipici. Visto che avevo già mangiato, ho preso solo dei buoni per il bere, e mentre loro mangiavano sono stato allo stand della Russia, dove ho preso una Vodka liscia accompagnata da una fetta di cetriolo in salamoia, poi sono stato al Messico, dove ho preso una Tequila, liscia anche quella, poi sono stato al Brasile, dove ho preso una Caipirinha. Poi, per finire la serata, sono stato al Marocco dove ho preso un tè alla menta, e mentre aspettavo il mio turno son stato lì davanti allo stand dove c’erano dei ragazzi marocchini, tutti maschi, che ballavano una specie di hip-hop arabeggiante che usciva da un televisore dove si vedevano decine e decine di ragazzi marocchini che ballavano quella musica dentro una balera, sembravano divertirsi moltissimo, tutti maschi anche loro.