Usanze
venerdì 14 agosto 2009
Qua dove sono, a Jasnaja Poljana, stanotte facevano la pulizia delle strade, e non è che fanno una cosa scaglionata: ho chiesto ai residenti, e m’han detto che qua intorno, tutti i venerdì dalle ore zero alle ore sei, non puoi lasciar la macchina da nessuna parte, ché fan la pulizia delle strade. M’han detto, i residenti, che l’unico posto dove la puoi lasciare è fuori dai luoghi consentiti, ché lì non te la portan mica via. Ho fatto così, ed è andata bene.
Però ci ho pensato tutta la notte, con tutti quei posti liberi, lasciar la macchina in divieto.



8 commenti
sei in russia?
Non lo dico io ma lo dice Wikipedia: é il podere di Tolstoj!
Non é che ce la stiamo tirando?
Dove sei stato a ferragosto? Mah niente di che ho trascorso un paio di giorni nel podere di Tolstoj e poi son tornao a Cuneo.
beh si, scrivo dal posto di lavoro e quindi sono invidioso. E allora? E’ pur sempre un sentimento umano.
più che altro l’idea di doversi alzare alle 6 per spostarla, hai fatto così? Io non lo so se sei davvero lì o se lo hai scritto per farci straparlare, comunque sono indecisa se è la Val di Non (per via delle mele e anche per il nome), o se è la traduzione. Però potresti anche essere lì davvero e a me piace pensare così: che sei lì davvero per una cosa bella e nostalgica come cercare i luoghi delle cose che hai letto e amato. Almeno a me piaceva tanto fare così, e poi ci pensavo a cosa aveva visto e al perchè aveva scritto quelle cose. Oppure non c’entra niente Anna Karenina (che io mi ci immedesimo tutte le volte che aspetto il treno) e sei lì per portare a spasso la tua auto e a preoccuparti per lei, per la tua auto volevo dire. E se dici che l’hai noleggiata e che non è tua, allora ho sbagliato tutto il sentimento del commento, ecco.
Ammetto di essere scoppiato a ridere piuttosto fragorosamente leggendo di B. e del treno. Davvero.
perchè? Io guido male e sudo agli stop in salita perchè mi agito e non so parcheggiare e quindi vado sempre in giro in treno. Io ci penso sempre che c’è un istante in cui mi dico No, non farlo No. Sono io che mi dico di non buttarmi sotto il treno, anzi, quando sta per arrivare, io vado sempre molto lontano dalla linea gialla per evitare di fare Anna Karenina. Se tu ci fai caso nelle stazioni ci sono sempre tante persone che si mettono serie e stringono le mandibole e i pugni e stanno lontanissime dalla linea gialla, non è per il vento degli Eurostar (che poi quelli non li prendo quasi mai perchè non hanno nemmeno in nota la mia stazione), è per Anna Karenina, secondo me. Anche i passaggi a livello, che c’è sempre un momento che tu dici: Passo o non passo e pensi Resto incastrata in mezzo e la portiera non si apre e la mia auto viene spazzata via insieme a me e il casellante si mette le mani in testa e il pilota del treno urla contro il vetro curvissimo del treno. Adesso i casellanti non ci sono più però e io mi fermo sempre, appena si accende la luce rossa, anche se quelli dietro mi suonano e mi urlano Dai!!!!, ma non mi importa.
sottile tecnica non pulire i posti in divieto cosi’ la genta nei luridi divieti non ci va
Qualche giorno fa, non ricordo quale ma mi sembra giovedì 13, mentre salivo verso un passo alpino, non ricordo quale e nemmeno se eravamo in sud-tirolo o in trentino o nelle dolomiti bellunesi, ma molto in alto ho incontrato una di quelle macchine scopastrade, ed ho dovuto fare una fila di ben 100-120 secondi per superarla, perchè la strada era stretta. Sul momento mi ero anche chiesto perchè scopassero le strade in salita che tanto piove una sera si ed una no e la pioggia si porta giù tutto. Dopodichè leggo che la macchina è venuta a Cuneo. Devo imparare a non maledire più nessuno.