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Cose che fan male al cuoricino

Che poi, tu non ci crederai perché lo so come sei fatto, ma andare a Asti, è una cosa che se ci pensi, è una cosa che ti fa venire un colpo, tanto è lontano, Asti, rispetto a Cuneo, anche se magari uno che viene dal Veneto o dalla Svizzera, o dalla Romagna, o da Minsk o da Milano non lo può capire, quanto è lontano Asti da Cuneo, di sicuro dirà che da Cuneo a Asti è una bazzecola, arrivarci, in confronto ai chilometri che han dovuto fare loro per venire fin qui, ma non si rendono conto che per uno di Cuneo, andare fino a Asti, son cose che se non ci stai attento potrebbe anche venirti un colpo.

Perché per me, credici, non so se sia una cosa comune a tutti quei che son di Cuneo, quando devo uscir dalla provincia di Cuneo, quando vedo il cartello Provincia di Cuneo con sopra una sbarra rossa, son cose che fan male al cuoricino, vedere il cartello Provincia di Cuneo piazzato lì ai confini con un’altra provincia, tutto solo lì piantato, pensaci, son cose che fan male, esser lì piantato ai confini tra la Provincia Granda e magari la provincia di ForlìCesena, o ai confini tra la Provincia Granda e la provincia di Viterbo, son cose che se ci pensi ti viene un crepitio da dentro, che è il cuore che sobbalza e si accascia, a pensare a quel cartello Provincia di Cuneo tutto solo lì piantato, abbandonato al confine tra la Provincia di Cuneo e chissà cosa. Lo so che non ci credi, è perché non sei empatico, come al solito, non sei empatico per niente, non sei in grado di metterti nei panni degli altri, ecco, vorrei proprio vedere te, piantato tra la Provincia di Cuneo e il nulla, cosa faresti. Stronzo.

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32 thoughts on “Cose che fan male al cuoricino

  1. Khenzo: non venire, potresti scoprir delle cose su te stesso che non sospettavi minimamente :)

    Many: in che libro? (credo di averli tutti, da qualche parte)

  2. dev’essere un po’ come mi sentivo io quando andavo a Castelmagno, mica si capiva se eri arrivato o meno, ché eran tante frazioni ma proprio lui, Castelmagno in persona, dov’era?

  3. però è vero, quando finisce la provincia di milano ne inizia subito un’altra, chessò… pavia o altre. e pure i cartelli sono normali e ce ne sono tanti altri, di cartelli. insomma, non ci sono buchi. e la sbarra rossa è un po meno sbarra e un po meno rossa. e ad asti ci arrivi subito. e sei pure contento. e forse anche stronzo.

  4. cica says:

    Io tutte le volte che vado ad Asti e vedo quel cartello lì piantato, che mi dice che la provincia di Cuneo è finita non ci penso nemmeno. Invece, quando ritorno indietro e vedo il cartello che mi dice che la provincia di Cuneo comincia lì mi vien da piangere. Che mi piace tanto tornare a Cuneo, ma quel cartello lì è come se sotto ci fosse scritto “e adesso arrangiati”, che quella strada mi fà venire il latte ai gomiti. No, per dire, più o meno da Asti a Cuneo tieni una media dei 35/40 chilometri all’ora. Quando ti va bene, quando non ce ne sono troppi di camion e di trattori….

  5. mac says:

    a me colpisce quella striscia di terra a volte sottile, a volte meno tra il cartello di *fine* di una provincia e quello di *inizio* della successiva

    mi piacerebbe piazzarmici e occuparla, si deve sentire male a non essere di nessuno, ecco vedi che non sono stronzo

  6. io farei che se fossi il cartello, quello che delimita la provincia granda dico, quando arriva qualcuno cerco di capire se è empatico o se non lo è. Se lo è mentalmente segnerei 1 empatico, viceversa se non lo fosse mentalmente segnerei 1 non empatico. E poi alla fine della giornata vedrei chi ha vinto empatici o non empatici. Il giorno dopo farei la stessa cosa perché adesso che non ci sono più le province sulle targhe non si può più fare il gioco delle province sulle targhe.

  7. c says:

    guarda io empatico non son per nulla empatico se non per delle cazzate inumane [proprio letteralmente, inumane]. però ci ho la stessa cosa tua a rovescio. a cuneo non ci sono mai stato, ma mai, perché ogni volta che ci provavo mi veniva male a vedere quanti mezzi si dovevano cambiare, o che giro assurdo dovessi fare. da milano faccio prima ad arrivare in svariate capitali del mondo, che a cuneo.

    forse è per quello che quelli di cuneo sono così empatici. è che in pochi li vanno a trovare e si affezionano alle cose che ci son lì.

  8. bobobbo, (forse nella tua frase manca un che), non so se hai letto il post, specie quando si parla di cartelli tra la provincia di Cuneo e ForlìCesena, e provincia di Cuneo e Viterbo. Se per te son confinanti, dobbiam fare un discorso :)

  9. a Venezia dicono che se non ci fosse il ponte della libertà (il ponte che la collega alla terraferma) il mondo sarebbe una grande isola.
    secondo questa filosofia, Cuneo secondo me confina con Viterbo. parecchio ci confina. :)

  10. AB says:

    A me piace vedere i cartelli di cambio regione, uno barrato ed uno no, tra lombardia ed emilia, tra emilia e marche e così fino a quando non raggiungi la tua meta. E’ li che sta la bellezza del viaggio.

  11. lol says:

    Da me quando finisce la regione, trovi ITALIA senza sbarra rossa che ti aspetta dall’altra parte ;)

  12. maeandro says:

    Mi chiedo perchè se uno abita nella provincia di Cuneo, che la provincia perfettissima, signora e superiora e di ogni provincia, che a Cuneo non manca nulla ma proprio nulla, nemmeno l’aria. Che bisogno avrà uno per sentire la necessità di uscire da quella provincia ed andare che ne so ad Asti? Non può restarsene a Cuneo che tanto lì c’è tutto ed il meglio di tutto? Fanno bene ad avvisarlo e dirgli: guarda che stai uscendo dalla provincia di Cuneooo… Torna indietroooo…che ti puoi far persino maleeee….

  13. maeandro says:

    Ho visto ed immaginavo che in parte era la risposta. Ma sai a me capita il contrario perchè essendo della provincia di Padova ma abitando talmente sul confine con Vicenza che per storia, religione e tradizione ci si sente più vicentini che padovani. Capita invece lo stesso quando vado (e spesso) in trentino: li il cartello è proprio su un ponte in curva e sotto passa la Brenta (per noi il Brenta è femmina) e questa terra di nessuno è lunga un centinaio di metri che divori in pochi secondi. Però a me quando vado mi vien da dire: “oh che bello finalmente posso rilassarmi” mentre quando torno mi dico:” oh a casa, si torna al lavoro”.

  14. ma prova tu ad andar da varese a como che non è non solo questione di chilometri, di giorgcluney o di lago, che quello ce l’abbiamo pure noi. provaci tu ad andare a como. bene che ti vada, resti a dormire in svizzera.

  15. .G says:

    Il tuo pensiero profuma di Salinger, come la tua scrittura. Chuck Palahniuk, ogni tanto scivola tra le righe, come facevo io da bimbo; con penna nella destra e quotidiano sotto gli occhi, partendo dall’alto facendo slalom tra articoli e congiuntivi, schivando verbi e sinonimi, senza alzare mai sguardo e punta della penna per arrivare sotto prossimo al bordo del giornale e alle volte, in segno di sfida, anche sul tavolo.

    Soffro spesso quando il navigatore decide che la strada in mezzo alla campagna è meglio della sicura Autostrada.
    Vallo a chiedere alle pecore che mi bloccano il passaggio.
    E’ vero ogni tanto non sono empatico.

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