Ieri mattina, andare in vespa, verso le otto, se uno non era ancora ben sveglio, si svegliava.
Son quei giorni lì che lo senti, non fa ancora freddo, però lo senti che è autunno, e poi ci saranno giorni in cui pioverà giorni e giorni, e poi pian piano farà sempre più freddo, e poi nevicherà, e poi verrà il ghiaccio. E tu non è che ne hai tanta voglia, tu fai finta che ti piaccia, però francamente, la bella stagione era meglio, lo sai, ma fai finta che ti piaccia, l’autunno.
E allora cerchi di abituarti, senti i profumi, mentre sei in vespa, ti accorgi che c’è quel buon odore di caldarroste, giri la testa a destra, a sinistra e non riesci a capire da dove arrivi. E poi ti accorgi che non sono caldarroste, è il camion che hai davanti, non sono caldarroste, è il camion che hai davanti, che fa un fumo nero, un fumo nero, che a una mente un po’ annebbiata, non ancora ben sveglia, sembra odore di caldarroste, o forse s’immagina che sia odor di caldarroste, perché così, l’autunno, e la lenta discesa verso l’inverno, fa meno male.