Quando torni a casa, quando torni a casa verso Cuneo, il cielo è sereno, fa caldo, le autostrade sono a tre corsie, si viaggia bene, in buona compagnia, di buon umore, si scherza e si ride, e poi ci si accorge che le autostrade diventano a due corsie, il sole diventa sempre più malato, il cielo si offusca sempre più, poi le strade diventano a una corsia, neanche troppo larga; e va bene che ritorni a casa, perché non va bene che sia così, perché l’umore, l’umore va sempre più giù, e il cielo sempre più scuro, e la temperatura sempre più bassa. E l’umore, anche lui, da tre corsie passa a due, e poi a una sola. Neanche troppo larga.

Dopo, appena entri in casa, ti telefona un amico, ti dice, Ma lo sai che ultimamente faccio dei sogni nazionalpopolari? Tu guardi il telefono, come guardassi lui, poi lo rimetti all’orecchio e lo senti che dice Tipo stanotte ero lì con Aldo Giovanni e Giacomo che cercavamo di entrare di frodo al Festival di Sanremo.

E ti ritorna il buonumore, ti dici che è bello essere a casa, ma con un pensiero, che è un retropensiero, che è la paura di addormentarti e far dei sogni così anche tu.