Genitori di compagni di scuola, o di amici, che incontri mentre stai sistemando dei fiori sulla tomba di famiglia. Si parla del più e del meno, ma soprattutto, in conformità con l’ambiente, si fanno discorsi, come dire, cimiteriali. Parlano con me, e tra di loro, e sembra quasi che facciano a gara tra loro per vedere chi conosce più gente, tra i morti del cimitero. Mi dicono che son fuori gara, io, ché loro, essendo di un’altra generazione, di morti nel cimitero ne conoscono molti più di me, come è e come sarebbe giusto. Io mi chiamo fuori, ché alla loro gara non voglio partecipare, ché io, di gente, di gente morta, in quel cimitero, non ne conoscerò quanta loro, ma per me è abbastanza, gli dico, ne conosco già abbastanza. Ne conosco già abbastanza.